Cerca nel blog

lunedì 3 ottobre 2016

LO SPIRITO DEL VENTO - COW-BOY



Fece uno strano sogno. Sognò di un galletto che sgambettava in una pozza d’acqua. Il pennuto corse via saltellando nell’acqua bassa e sbattendo allegramente le ali. Quello stupido animale pensa di essere un’oca, pensò. Sul prato dove era arrivato arrivò della gente, molta gente e arrivarono altri polli. La gente e i polli erano una moltitudine e nel loro muoversi frenetico si confondevano tra loro, tanto che rinunciò a distinguerli.
Fu il sole a svegliarlo. Distese le braccia si sgranchì le gambe, la mente e… s’irrigidì: era all’aperto, sdraiato nella vegetazione! Si alzò dal giaciglio rilevando che aveva dormito nell’erba alta. Ma dov’era e soprattutto come c’era arrivato? Si guardò intorno: la prateria si estendeva a perdita d’occhio, un vero e proprio mare d’erba. Era in mezzo al nulla! Anche se fosse stato affetto da sonnambulismo, e non lo era, come aveva fatto a spingersi così lontano? Non c’era l’auto e non c’erano neanche strade! Stava ancora sognando: non c’era altra spiegazione. Aveva già sentito di sogni lucidi e probabilmente era solo quello: ora che sé ne rendeva conto, doveva solo svegliarsi. Già! Ma come si fa? Osservò il suo abbigliamento: era ancora in pantofole e sopra il pigiama, indossava la giacca da camera. Perché nel sogno non era vestito? Si sedette: aveva bisogno di riflettere. Anche se sembrava un sogno, non lo era: non si rimane intrappolati in un sogno. Per quanto assurda, quella era la realtà: bisognava prenderne atto e comportarsi di conseguenza. Un altro si sarebbe abbandonato alla disperazione ma Alan non era tipo da disperarsi: era stato addestrato a tirarsi fuori dai guai e quello era solo un guaio di natura diversa. Si rialzò e osservò attentamente il paesaggio circostante. In lontananza notò un filo di fumo.
 
 
Scorcio del capitolo "Cow-boy" tratto da "Lo Spirito del vento".