Cerca nel blog

sabato 17 dicembre 2016

MEMORIE DI UN CUOCO D'ASTRONAVE DI M. MONGAI



il 18 dicembre del 2016, andò in onda, su radio MB International, una breve rubrica culturale. In diretta, feci una recensione di quello che, probabilmente, è il libro più famoso di Massimo Mongai: "Memorie di un cuoco d’astronave".


Massimo è deceduto, a 66 anni, il primo novembre di quello stesso anno. Scrittore di fantascienza - vincitore del premio Urania 1997 - apprezzato autore di gialli, saggista, docente. Laureato in Giurisprudenza, è stato cuoco (su una nave), ha condotto programmi radiofonici ("Buoncaffè", aprile 1999, e "La luna è di formaggio", 1999-2000, su rai Radio2).

 

Il suo romanzo (267 pagine) fu pubblicato da Mondadori su URANIA (n. 1320 del 12 OTT 1997). Venne realizzato con un certo humor e, tra l’altro, contiene anche una serie di ricette realmente realizzabili (a condizione di sostituire gli ingredienti "alieni" con gli equivalenti terrestri).
Una delle trovate dell'autore, infatti, è quella del linguaggio "alieno" che, a differenza della maggioranza delle altre lingue immaginarie, è un italo-romanesco scritto all'inglese.
I nomi apparentemente alieni vanno letti secondo la pronuncia inglese e così facendo, si scoprono assonanze che in italiano hanno dei significati ben precisi.
Le ricette, inserite alla fine di ogni capitolo, spaziano da quelle più comuni, come la carbonara, a quelle più esotiche. Una delle ricette contiene quella che sulla Terra è la Cannabis sativa, volgarmente detta marijuana. 
L'autore e l'editore hanno ceduto i diritti di pubblicazione dell'opera all'associazione liber liber, per cui è disponibile gratuitamente come eBook sul sito: http://www.liberliber.it
 
 
Per concludere, ecco una tipica ricetta tratta dal ricettario personale del Capo Cuoco Rudy "Basilico" Turturro.
 
Carpaccio di Simbionte Tukk-ee-n-oo in salsa di Hu-ru-ke-de
Dosi per 4 persone
 
500 grammi di carne di Tukk-ee-n-oo
3 spicchi d'aglio
1 manciata di erba cipollina
3 cucchiai da tavola di olio di Hu-ru-ke-de
 
Prendete la carne, paratela di pelle, osso e grassetti vari e surgelatela, diciamo per un paio d'ore di modo che non sia un blocco duro, ma solo un blocco compatto. La surgelazione serve solo perché permette di tagliarla con comodo e molto sottile: la carne di Tukk-ee-n-oo, come del resto quella di molti volatili terrestri, la si mangia di solito cotta, ma vi assicuro che l'unico segreto per farne dell'ottimo carpaccio è il taglio sottile.
Appena tagliata disponetela in un vassoio e lasciate si desurgeli a temperatura ambiente.
Per la salsa sarebbero necessarie delle Hu-ru-ke-de di quelle sugose che emettono il hol-ee-oh, originali di Hu-mm-ae-ree-kuh; ma posso capire che siano difficili a trovare sulla Terra. Potete validamente sostituirle con noccioline americane e olio di arachidi; aggiungere uno spicchio d'aglio, erba cipollina, sale e pepe e pestate il tutto in un mortaio di legno. Salate il carpaccio e spargeteci la salsa sopra; lasciate riposare per un paio d'ore prima di servire.
 
Note e Variazioni
È possibile che non vi sia facile trovare della carne di Tukk-ee-n-oo dalle vostre parti e non vorrei che l'accenno alle loro capacità matematiche vi abbia tratto in inganno; sono solo animali; certo se siete vegetariani è un altro discorso, ma insomma se non trovate il Tukk-ee-n-oo, la carne terrestre che più gli si avvicina è quella della sovraccoscia di tacchino. Deve essere però molto grosso, la sovraccoscia deve pesare almeno un chilo anche perché, se no, non si taglia bene