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mercoledì 18 gennaio 2017

ROBOT


 
La fantascienza può dare soddisfazioni del tutto particolari. Per esempio si può andare molto vicini al bersaglio quando si tenta di costruire un quadro attendibile della tecnologia futura. Se si scrive un racconto, e si vive abbastanza a lungo, si può avere la soddisfazione di scoprire che le proprie predizioni erano ragionevolmente accurate. A me è successo con il libro I FABBRICANTI DI UNIVERSI.


La prima stesura di questo romanzo risale al 1969: a quell’epoca avevo dodici anni. Fui spinto a farlo da mio fratello che aveva scritto qualcosa in cui i protagonisti erano dei robot sensienti. Si guadagnò tutto il mio dissenso, poiché consideravo i robot come semplici meccanismi. Fino alla metà degli anni Settanta, infatti, i robot non furono realizzabili. Soltanto con l’avvento dei microprocessori, i computer divennero abbastanza piccoli ed economici da permettere di realizzare un robot con una spesa che non fosse proibitiva. Oggi nell’industria si utilizzano macchine controllate dai computer e queste macchine vengono chiamate robot. Sempre più frequentemente, ai robot vengono affidati compiti semplici e ripetitivi nelle catene di montaggio (saldare, trapanare, lucidare e così via); essi rivestono un’importanza sempre maggiore nell’economia mondiale. Per la verità, ritengo che siamo soltanto agli inizi della rivoluzione robotica. I robot di cui ci serviamo oggi non sono molto superiori a semplici attrezzi computerizzati, inoltre non hanno per nulla un aspetto simile a quello umano e quindi non sono ancora gli "uomini meccanici" che comparivano nel racconto di mio fratello. Questi primitivi robot non assomigliano affatto ai mostri della fantascienza, non bramano affatto la distruzione della vita umana (anche se a volte i robot sono coinvolti in incidenti in cui qualche persona trova la morte, esattamente come capita per le automobili e gli elettrodomestici). Hanno dimostrato, invece, di essere complessi congegni progettati per liberare gli esseri umani dai lavori più pesanti, ripetitivi, pericolosi o sottopagati. È anche vero che parecchie imprese stanno già lavorando alla realizzazione di robot casalinghi che avranno un aspetto vagamente umano e provvederanno a molti dei compiti che oggi vengono svolti dagli assistenti o dai domestici.

Ritornando al mio libro, per poter apprezzare l’accuratezza delle mie previsioni ho dovuto aspettare fino ad oggi: avendo cominciato da giovanissimo ho potuto fare questa scoperta. Raccontando la saga di Adam ho esteso le mie predizioni sui viaggi spaziali ben oltre il limite odierno, ma ho il sospetto che, se la razza umana riuscirà a sopravvivere, in un modo o nell’altro vedremo anche questo. Purtroppo la vita non dura in eterno e io non potrò assistere a lungo alla corsa della tecnologia. Dovrò accontentarmi dell’applauso delle generazioni future che saranno testimoni del mio trionfo... Se un trionfo potrò mai avere.