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venerdì 7 luglio 2017

BEN PIANESE


Se è molto difficile parlare di certe cose, ritengo sia ancora più difficile scriverne. I fatti che vi racconto non sono quasi mai esaustivi e gli approfondimenti potrebbero mettere a rischio la mia credibilità. Chiaramente sono diretti a un tipo di lettore medio che non sia totalmente apatico, ma sia dotato, perlomeno, di un’innata curiosità che lo induce a mettere in dubbio le credenze più comuni e radicate. Naturalmente, i lettori non sono tutti uguali, alcuni non si accontentano di quello che pubblico: il loro ingegno vivace li spinge a scrivermi e a chiedermi di più. Qualcuno si spinse oltre: vennne da me. Ben Pianese, proveniente dalla Gran Bretagna, dove attualmente dimora, approfittando di un viaggio in Italia, volle incontrarmi. Il dialogo si svolse in un’atmosfera cordiale e spensierata, in piena libertà di espressione; mi illustrò una teoria che, a quanto ho capito, poteva spiegare tutto: a lei era possibile ricondurre ogni sorta di anomalia. Discutemmo dei poteri latenti della mente e scherzammo su quanto poco la gente usi il cervello. Ed è proprio ripensando a quei discorsi che è nato quest’ultimo post.
Ciao Ben! Ovunque tu sia ti arriverà il mio saluto.


"POLTERGEIST"

Il "Poltergeist" (in tedesco Fantasma rumoroso) consisterebbe in energia cinetica che si manifesta da una fonte sconosciuta. I testimoni di tali attività parlano spesso di oggetti che volano per la stanza, mobili che si spostano da soli, luci che vanno e vengono, suoni da fonti non determinate, come il bussare a una porta senza la presenza di nessuno e persino attacchi fisici reali! Da quale fonte questa energia si scateni è ancora oggi motivo di dibattiti tra i ricercatori del paranormale e sono numerose le storie di Poltergeist che, negli anni, sono giunte fino a noi.
Uno dei casi più strani ma anche più documentato e conosciuto, è quello che è avvenuto negli anni 60 a Rosenheim, una cittadina dell’Alta Baviera, in Germania. Per svariati mesi, gli uffici dell’avvocato Sigmund Adam segnalarono bizzarre stranezze, come oggetti che si spostavano da soli, chiamate misteriose e altre anomalie.

Tutto iniziò nel luglio del 1967, quando i telefoni degli uffici dell’avvocato Sigmund Adam, ognuno dei quali era collegato a una diversa linea telefonica, cominciarono a squillare insistentemente. Centinaia di telefonate venivano registrate dalla centrale sebbene, apparentemente, nessuno usasse il telefono. In un primo momento si pensò a uno scherzo di pessimo gusto, ma poiché il fenomeno aumentava di intensità, Adam cominciò a chiedersi se tutto ciò non fosse dovuto a un guasto tecnico. L’avvocato, spazientito, allora chiamò un tecnico che sostituì tutti i telefoni constatando però che non c’era nessun problema sulle linee telefoniche. Tuttavia, le misteriose chiamate continuarono incessantemente fino a quando, nel mese di ottobre, cominciarono ad affiancarsi altri fenomeni ancora più strani: i fusibili saltavano, le luci si accendevano o si spegnevano spontaneamente, le lampade al neon si bruciavano. A questo punto Adam si vide costretto a chiamare degli elettricisti. Questi vennero a controllare l’impianto e sembrava tutto nella norma finché non misurarono la tensione per determinare se ci fossero sbalzi di corrente. Vennero registrati enormi picchi di potenza capaci di danneggiare ogni singolo apparecchio elettronico nell’edificio, eppure ciò non succedeva. Si decise, dopo aver sostituito l’intero impianto, di allacciarlo a un generatore autonomo ma, sorprendentemente, gli sbalzi continuarono a verificarsi. A quel punto i tecnici non sapevano più che fare: avevano provato, invano, ogni genere di soluzione.

Gli strani fenomeni divennero noti in città fino ad arrivare all’orecchio del Dott. Hans Bender, un noto parapsicologo che nel 1950, a Friburgo, aveva fondato "l’Istituto per i territori di confine della psicologia e dell’igiene mentale", che è tuttora il più grande istituto privato di ricerca in parapsicologia. Bender, insieme a due fisici, durante le sue indagini poté assistere ai lampadari che si muovevano da soli e alle rotazioni di quadri appesi alle pareti che a volte cadevano addirittura a terra. Con l’avanzare delle indagini fu installato un videoregistratore e sorprendentemente, per la prima volta nella storia, si riuscì a filmare un fenomeno di poltergeist. Durante le indagini i fenomeni non cessavano affatto: i cassetti si aprivano da soli, i soprammobili volavano via e una grande libreria del peso di oltre 180 kg si spostò dal muro di circa 10 centimetri. Gli uffici, intanto, subivano gravi danni. Dunque l’avvocato Adam sporse una denuncia "contro ignoti" e la polizia avviò un’indagine parallela per capire se qualcuno stesse sabotando le apparecchiature elettriche, ma non trovò nulla di sospetto.

Il Dott. Hans Bender continuò le sue indagini fino a quando trovò un filo conduttore che sembrava collegare tutti gli incidenti. Lo attribuì a una ragazza diciannovenne di nome Anne-Marie Schaberl, una dipendente che lavorava per l’avvocato. Sembrava che tutti gli incidenti avvenissero durante i momenti in cui la giovane era presente in ufficio e cessassero quando se ne andava. Durante gli ultimi mesi di "infestazione", l’attività aumentò e ci furono numerosi inspiegabili avvenimenti che parevano tutti concentrati intorno ad Anne-Marie. Infine tutto cessò di colpo quando, nel mese di gennaio del 1968, Anne-Marie cambiò posto di lavoro lasciando lo studio dell’avvocato. Anne-Marie era una ragazza con una storia molto travagliata, aveva comportamenti isterici e un rapporto difficoltoso con la famiglia e con gli altri, per questo era anche malvista dai suoi colleghi. Quasi tutti puntavano il dito contro di lei, si pensò anche che agì con l’aiuto di un complice, tuttavia non furono mai trovate delle prove che la incolpassero.

Alcuni ritengono che il coinvolgimento di Anne-Marie non sia stato intenzionale, ma piuttosto si basa sulla teoria secondo cui un’attività poltergeist avrebbe, in definitiva, una fonte umana. Un esame psicologico della ragazza rivelò "labilità psichica, elevata eccitabilità, bassa tolleranza alle frustrazioni". Si constatò quindi che gli incidenti avvenivano quando Anne-Marie era disturbata emotivamente. La giovane non era contenta del proprio lavoro e nel tardo pomeriggio, proprio quando avveniva la maggior parte delle numerose chiamate telefoniche, era disperatamente ansiosa di tornare a casa. Voci sulla ragazza dicono che ovunque andasse si verificavano problemi simili a quelli dello studio dell’avvocato Adam, finchè un giorno si sposò e non vennero più riportati incidenti: forse, aveva trovato finalmente la pace interiore.

I bizzarri eventi accaduti a Rosenheim tra il 1967 e il 1968, di certo sono i più documentati tra le storie di attività paranormale. Sia che sia stata tutta una truffa, un caso di telecinesi o di vero e proprio poltergeist, questo caso ha fatto parlare molto di se e ancora oggi, vista la disponibilità di documenti, prove e testimonianze, quegli eventi sono ancora sotto esame. Forse sono la prova di straordinari poteri della mente e ciò che oggi viene considerato paranormale potrebbe essere la scienza di domani.