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domenica 27 maggio 2018

IL MISTERO DEI DOLMEN DI ADYGEA

 
Misteriosi megaliti dell’età del bronzo esercitano una forte attrazione da molte generazioni. Questi misteriosi monumenti archeologici, la cui età si confronta con quella delle piramidi egizie, sono oggi in gran parte preclusi agli occhi dei turisti. In Adygea rimangono solo un paio di dolmen ben conservati, tutti gli altri hanno ceduto all'isidia del tempo oppure sono stati distrutti dai vandali e le loro strutture sono ormai interrate. In molti di questi dolmen, gli scienziati hanno registrato misteriose attività energetiche. Ad accrescere l'alone di mistero, alcuni anni or sono, nelle vicinanze di uno di questi monumenti megalitici fu ritrovata una valigetta contenente due teschi. I due teschi non sarebbero umani, ma appartenenti a creature sconosciute non ancora identificate dagli scienziati russi che hanno rilevato forti correlazioni con l’Ahnenerbe (il cui emblema è visibile sulla valigia). Probabilmente, la valigetta apparteneva a quella società segreta delle SS, che si dedicava allo studio delle forze occulte e soprannaturali. Le fotografie dei teschi sono state inviate ad alcuni paleontologi della capitale, ma questi hanno reagito con poco entusiasmo. Solo Vladimir Melikov ha ammesso di non aver mai visto niente di simile in vita sua. Tuttavia, i paleontologi hanno suggerito la prudenza: i teschi erano lunghi e molto distorti. I ricercatori ritengono che questi crani potrebbero anche essere strumenti magici utilizzati dai nazisti, che erano sempre alla ricerca di manufatti straordinari. Ma alcuni esperti, guardando le immagini, li hanno subito attribuiti agli Annunaki, gli antichi Dei Sumeri: cornute divinità che hanno creato l'uomo. Lo scrittore americano Zecharia Sitchin, per primo, identificò il popolo degli Annunaki come gli abitanti di Nibiru, un non ben identificato pianeta del nostro sistema solare con un’orbita eccentrica. A causa dell’estrema eccentricità della sua orbita, questo pianeta si avvicina alla Terra una volta ogni 36.000 anni. Secondo  Sitchin, in un remoto passato, gli abitanti di Nibiru sbarcarono sulla terra per cercare l’oro, di cui avevano un estremo bisogno ed entrarono in contatto con dei primati evoluti: i nostri progenitori.


Secondo gli archeologi, i dolmen del Caucaso risalirebbero ad un periodo arcaico, collocabile tra i 4 mila e i 6 mila anni fa, ma alcuni ricercatori sono convinti che siano ancora più antichi, facendo risalire la loro costruzione tra i 10 mila e i 25 mila anni fa. Ci sono molte ipotesi e teorie circa l’origine dei dolmen e sulle loro funzioni. Alcuni credono che possiedono una carica energetica e potevano essere, secondo un'antica leggenda, le abitazioni di una razza  umanoide “nana”. Infatti, narra la leggenda, che nell’antica terra dei Circassi e dei giganti, c’erano anche nani con le slitte, che godevano della misteriosa protezione dei dolmen. Alcuni ricercatori sono invece convinti che i Dolmen venivano utilizzati come “portali” o Stargate per raggiungere altre dimensioni.
A questo proposito, ci sono studi interessanti effettuati dal professore (in scienze fisico-matematiche) dell’Università Federale del sud Dr. Sergey Anatolyevich Gerasimov, che intraprese una serie di spedizioni, per studiare i dolmen del villaggio di Guzeripl con l’ausilio di sofisticati strumenti. Gerasimov nel corso delle sue  ricerche, rilevò la presenza di strani oggetti neri che cominciarono a volare sopra il dolmen prima che iniziasse a piovere e fu fotografata una sagoma luminosa che “sbucava” dall’ingresso rotondo del dolmen. Gerasimov è riuscito ad immortalare questo inspiegabile fenomeno.
Tuttavia, si suppone che i megaliti siano costruiti con grandi pietre contenenti del quarzo e quindi potrebbero generare elettricità per effetto piezoelettrico. Un forte stress meccanico, una polarizzazione del minerale quarzifero e questo sarebbe in grado di generare un forte campo elettrico. Sembra addirittura che il professor Sergey Anatolyevich Gerasimov, grazie all’utilizzo di sofisticati strumenti, sia riuscito a trovare una frequenza in grado di far risuonare le antiche pietre che, nel contempo, rilascerebbero delle emissioni luminose.