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mercoledì 29 agosto 2018

I GUARDIANI DELL'UMANITA'


I contatti e gli incontri ravvicinati con esseri provenienti dallo spazio esistono da sempre. Ne hanno parlato vari scrittori, fra cui lo svizzero Erich von Däniken, che l’ha esposta già una quarantina di anni fa nel suo libro “Ricordi dal futuro”. Questa teoria sembra essere confermata da una serie di ritrovamenti archeologici. Ad esempio, in Equador troviamo delle statuette di personaggi vestiti con tute spaziali, in Colombia abbiamo invece raffigurazioni in oro di “uccelli” del tutto simili a moderni aeroplani. Vi sono anche delle rappresentazioni di UFO nelle pitture rupestri rinvenute in Francia e in Spagna. Infine in Uzbekistan è stata scoperte una pittura rupestre, vecchia di settemila anni, ma straordinariamente moderna quanto a soggetto, tanto che la si potrebbe prendere per un moderno fumetto di fantascienza.
Nei testi sumeri vi sono racconti dettagliati di Dei che arrivano dal cielo. Dai sumeri abbiamo la più antica raffigurazione del sistema solare, su un sigillo conservato a Berlino e datato di 4500 anni fa. In questa raffigurazione vediamo il sole attorniato da dieci pianeti che gli ruotano intorno, una scoperta che in Europa venne fatta da Copernico solo migliaia di anni dopo. Quindi ci si può chiedere come mai i Sumeri sapessero che i pianeti girano attorno al sole. E come mai conoscevano dieci pianeti, mentre noi ne conosciamo solo nove, anzi, otto da quanto la Società Astronomica Internazionale ha tolto a Plutone lo status di pianeta.
 
 

Passando poi all’argomento dei contatti e dei rapimenti, se ci basiamo sugli scritti sumeri, scopriamo che esseri venuti dal cielo e chiamati Anunaki avevano istruito gli uomini. Su questo tema Zacharias Sitchin ha scritto tutta una serie di libri, rivisitando antichi miti.
Troviamo anche dei racconti nei quali gli Anunaki mescolano il loro DNA con quello delle creature che vivevano sulla terra, ossia degli ominidi, creando una nuova specie: l’uomo. I Sumeri sostengono che l’uomo venne creato per lavorare per conto degli Dei. Questi ultimi, infatti, sarebbero venuti sulla terra per estrarre l’oro, necessario a risanare l’atmosfera del loro pianeta. In effetti, la polvere d’oro è un’ottima soluzione contro le radiazioni cosmiche. Quindi l’uomo sarebbe stato creato per lavorare nelle miniere e solo in seguito, impiegato anche nei campi, per allevare il bestiame, etc. Questi Dei avrebbero avuto una base sul pianeta Marte dove, in effetti, sono state avvistate strane conformazioni rocciose che potrebbero far pensare ad antiche costruzioni.
Anche nella Bibbia si trovano racconti simili a quelli sumeri, ma non così precisi. Infatti la Bibbia non accenna a un solo Dio, ma a molteplici Dei, gli Elohim, che crearono l’uomo a loro immagine e somiglianza. Nella Bibbia si dice anche che i figli degli Dei, i Ben-Elohim, arrivarono sulla Terra (da Marte, suggerisce Sitchin) e cercarono la compagnia di donne terrestri, da cui ebbero dei figli. Chi erano questi Ben-Elohim? Secondo i teologi si trattava di angeli caduti, ma gli angeli non possono procreare dato che non possiedono un corpo fisico.



Oltre alla Bibbia, abbiamo altri testi, detti aprocrifi, antichi quanto il Libro, ma ritenuti irrilevanti dal punto di vista religioso. Uno di questi testi è il Libro di Enoch. Enoch, per farla breve, era il bisnonno di Noè. Narra il testo, che si svegliò una notte e  vide due figure risplendenti accanto al letto. I due esseri lo invitarono a seguirli e subito tutti loro furono sollevati da un turbine di vento luminoso. Mentre si trovava lassù venne a sapere che esseri chiamati “Guardiani” erano giunti sulla terra per sorvegliare l’uomo e avevano avuto dei figli con donne terrestri. Questi scritti sono antichissimi, alcuni frammenti del Libro di Enoch sono stati ritrovati a Qumram, sul Mar Morto, insieme ai famosi Rotoli, il che dimostra che sono vecchi di almeno duemila anni.
Ma c’è un altro libro di cui si sono trovati frammenti a Qumran, si tratta di testi tramandati sia dagli ebrei etiopi che da quelli slavi. In questi scritti è narrata la storia della nascita di Noè e di come il padre di questi, Lamech, fosse turbato quando sua moglie mise al mondo il figlioletto. Il piccolo Noè infatti aveva la pelle bianca, i capelli biondi e gli occhi chiari. Era insomma molto diverso dagli altri bambini che, essendo mediorientali, erano piuttosto scuri come i loro genitori.
Lamech era disperato poiché sospettava che quel bambino non era figlio suo, che la moglie si fosse concessa a uno dei Guardiani. La cosa appare possibile visto che, come viene citato nei libri, gli Dei avevano preso  l’abitudine di accoppiarsi con le donne umane.
Siamo agli albori dell’umanità, in un tempo imprecisato in cui il mondo non ci apparteneva; l’essere umano non aveva ancora acquistato consapevolezza di se: era nato per servire gli Dei. Come poteva una donna rifiutarsi di giacere con un Dio? Messa alle strette, la moglie di Lamech rivelò a Enoch tutto quanto. Quindi il piccolo Noè era un figlio dei Guardiani. Questa cosa dovrebbe farci riflettere, dato che Noé viene indicato come l’antenato dell’interna umanità e ciò significa che noi tutti siamo discendenti dei Guardiani.
 
 
 
Passando a quanto avviene ai nostri giorni, sono ipotizzabili nuovi incontri di donne terrestri con i Guardiani?
Nel 1975 una cittadina Americana, Betty Andreas, sosteneva di aver subito quella che oggi viene chiamata una abduction. Betty si sarebbe svegliata nel cuore della notte e avrebbe visto accanto al suo letto quattro creature che l’avrebbero condotta fino a un oggetto luminoso che l’avrebbe portata in cielo. Inoltre, e questo è un aspetto particolarmente impressionante, in quell’oggetto vi sarebbe stato un laboratorio nel quale le sarebbe stata praticata una inseminazione artificiale in seguito alla quale sarebbe rimasta incinta. Più avanti Betty Andreas sarebbe stata nuovamente rapita e avrebbe dato alla luce un bambino che le sarebbe stato tolto. Il bimbo in questione sarebbe stato in qualche modo un “meticcio” umano-alieno.
Il fatto interessante è che quello di Betty Andreas non rappresenta affatto un caso isolato. Secondo le ricerche fatte da studiosi come John Mack, Jacobs e altri ancora, sarebbero centinaia le donne che avrebbero subito la stessa sorte. E questo non solo negli USA, ma in tutto il mondo. C’è chi ipotizza che questi piccoli “meticci”, siano destinati ad essere reinseriti nell’umanità, magari in futuro, quando i contatti con gli alieni saranno più aperti, affinché possa essere fatto un nuovo passo nell’evoluzione umana.
Per quanto fantastico possa sembrare il fenomeno dei rapimenti è una realtà. Esistono testimonianze e anche fotografie vecchie di trent’anni, quando non esistevano i mezzi di manipolazione delle immagini di cui disponiamo oggi. Abbiamo altresì la prova dell’esistenza di cicatrici sul corpo dei rapiti, là dove sono stati prelevati loro dei campioni di tessuti. Abbiamo infine la prova degli impianti, quei minuscoli pezzi di metallo che vengono a volte trovati dai medici addirittura nel cervello di certe persone. Ora, per quanto si possa essere scettici, non si può sostenere che qualcuno si impianti volontariamente un oggetto metallico nel cervello per dimostrare che è stato rapito dagli alieni.
Le creature vedute dai rapiti sono molto simili a quelle riprodotte nelle statuette vecchie di circa settemila anni e spesso chiamate dagli archeologi, divinità-insetto: esseri piccoli, con grandi teste, grandi occhi a mandorla, bocche piccole e nasi quasi inesistenti. Un’immagine molto diversa dai Guardiani.

1 commento:

  1. Agli albori dell’umanità, in un tempo imprecisato in cui il mondo ancora non ci apparteneva (l’essere umano non aveva ancora acquistato consapevolezza di se: era nato per servire gli De) Come poteva una donna rifiutarsi di giacere con un Dio?
    Messa alle strette, la moglie di Lamech rivelò che il piccolo Noè era un figlio dei Guardiani. Questa cosa dovrebbe farci riflettere, dato che Noé viene indicato come l’antenato dell’interna umanità e ciò significa che noi tutti siamo discendenti dei Guardiani.

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