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lunedì 12 maggio 2014

GUGLIELMO MARCONI E IL SUO RAGGIO DELLA MORTE


Pare proprio che Guglelmo Marconi, negli anni trenta, avesse costruito un misterioso dispositivo in grado di bloccare istantaneamente il funzionamento dei motori a combustione interna. La vicenda trova in disaccordo gli storici, in quanto c’è chi la ritiene solo un’operazione di propaganda operata dal governo fascista. Voci confuse, quindi, che si susseguirono sino a quando a parlarne non fu lo stesso Mussolini, in un’intervista (quasi un soliloquio) rilasciata il venti marzo del 1945 al giornalista Ivanoe Fossani. Ecco cosa disse Mussolini a tal proposito: “Sulla strada di Ostia, ad Acilia, ha fermato i motori delle automobili, delle motociclette e dei camion. Nessuno sapeva rendersi conto dell'improvviso guasto. L'esperimento venne ripetuto sulla strada di Anzio con i medesimi risultati. Ad Orbetello due apparecchi radiocomandati vennero incendiati ad oltre duemila metri di altezza. Marconi aveva scoperto il raggio della morte! Sennonché egli, che negli ultimi tempi era diventato religiosissimo, ebbe uno scrupolo di carattere umanitario e chiese consiglio al Papa ed il Papa lo sconsigliò di rivelare una scoperta così micidiale. Marconi, turbatissimo, venne a riferirmi sul suo caso di coscienza e sull’udienza papale. Io rimasi esterrefatto. Gli dissi che la scoperta poteva essere fatta da altri ed usata contro di noi, contro il suo popolo; per rasserenarlo lo assicurai che il raggio non sarebbe stato usato se non come estrema risoluzione, avevo fiducia di poterlo convincere gradatamente. Invece Marconi moriva improvvisamente. Da quel momento temetti che la mia stella incominciasse a spegnersi”.

Il rammarico di Marconi per la sua pericolosa invenzione è avvalorato dai ricordi della figlia, che rammenta come suo padre ottenne effettivamente udienza dal Papa, nel 1933. Non dimentichiamoci poi che Marconi, l’ideatore della Radio Vaticana, con il Pontefice era in strettissimo rapporto. E’ interessante poi sottolineare che già negli anni venti l'inventore inglese Grindell Matthews realizzò un congegno a microonde in grado di produrre gli stessi effetti del raggio della morte di Marconi. Il raggio d'azione era limitato a 18 metri e fu proprio il limitato raggio d'azione a far bocciare quest'invenzione dal Ministro dell'Aviazione inglese. Ciò renderebbe credibile la vicenda dei veicoli bloccati su di un tratto di strada mentre getta un’ombra di dubbio su quella degli apparecchi radiocomandati che, stranamente, si sarebbero incendiati in aria.

Gli effetti di quest'arma segreta appaiono simili se non uguali a quelli, sempre di natura elettromagnetica, descritti da persone che, in automobile, hanno avuto incontri ravvicinati con veicoli alieni. Ciò ci riporta al caso dell’UFO precipitato (forse atterrato) in Lombardia (tra Milano e Varese) il tredici giugno del 1933. Il veicolo, recuperato, sarebbe stato, in seguito, trasportato a Vergiate, nelle officine Siai-Marchetti. Questi eventi sono provati da alcuni documenti autentici risalenti all'epoca e rintracciati solo nel 1996. Sappiamo che della questione se ne occupò direttamente il Duce il quale, allo scopo, istituì una gruppo di ricerca segreto detto RS-33 che aveva nell'OVRA (la polizia segreta fascista) il suo braccio destro.
L’RS-33 era presieduto da Guglielmo Marconi; il raggio della morte era dunque il prodotto di retroingegneria aliena?
Purtroppo, la documentazione raccolta dal team fascista, comprese foto e filmati, fu requisita dalla GESTAPO per l’avvio di un programma simile nazista: con la sconfitta della Germania ad opera delle forze alleate ed in seguito al disfacimento dello stato nazista, i documenti non furono mai più ritrovati.