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sabato 30 dicembre 2023

UFO IN VOLO SULLO SHIDOU: ABBIAMO LA FOTO



Ultimo post del 2023. Un anno nefasto, almeno per me. Ho scritto poco ma, a differenza degli altri anni, i contenuti sono tutti nuovi: non erano mai stati pubblicati sul blog, né postati altrove. Chiudiamo l’anno con una foto realistica: una vera novità per un blog dove le foto sono, generalmente, solo indicative.



Durante un volo dai Paesi Bassi alla Cina, un passeggero di nome Ming Yang ha improvvisamente sentito qualcosa di strano, ha guardato fuori dal finestrino e ha notato in lontananza un UFO a forma di disco, di colore grigio-argento. Ha tirato fuori il telefono ed ha scattato una foto. Basandosi sul reperto fotografico, il 14 settembre 2018, mp.weixin.qq. ha elaborato un rapporto dettagliato. L'UFO si trovava sopra il bacino idrico di Shidou, nel distretto di Jimei, non lontano dalla città di Xiamen, provincia del Fujian (Cina).
Secondo il Capitano Cheng Hui, le dimensione dell'UFO erano di circa 120 metri di diametro e volava a un’altitudine di 4.000 metri. Quindi, più in alto del Boeing 787 di KLM che era livellato a 3.600 metri nel momento in cui il signor Ming Yang ha scattato la foto. Secondo il rapporto l'UFO presentava notevoli prestazioni stealth e sembrava essere un velivolo antigravitazionale.

sabato 23 dicembre 2023

1988: COSA SUCCESSE QUELLA SERA SULLA M25 APPENA FUORI LONDRA?




Si tratta di un caso poco noto, nel marzo del 1988 avvenne un avvistamento UFO che, non solo ebbe la conferma di tanti testimoni, ma fu avvalorato dai sistemi radar dell'aeroporto di Gatwick. Inoltre, le telecamere di sicurezza autostradali avrebbero ripreso l’anomalia, durata quasi quaranta minuti. Sembrava, ancora una volta che, finalmente, ci fosse la prova definitiva. Invece, il film fu rapidamente segretato e non ne saremmo a conoscenza se non fosse per una fuga di notizie. Infatti, diversi fotogrammi del filmato finirono nelle mani di uno degli investigatori UFO coinvolti nel caso.
Cosa successe quella sera sulla M25 appena fuori Londra?
Sembra che qualunque cosa accadde, quella sera, nel sud dell'Inghilterra, fosse di evidente importanza per coloro che ricoprivano posizioni di alto rango.



La sera del 4 marzo 1988, poco dopo le 21:00, agli operatori del centralino della polizia arrivarono molte chiamate riguardanti strane e misteriose luci che aleggiavano nel cielo sopra l'autostrada M25, vicino a Reigate, Londra. Tre agenti di polizia avrebbero risposto, increduli, a una delle chiamate, quella di Joe Clarke. Tuttavia, poco dopo, sul posto, videro il fenomeno con i propri occhi.
Clarke aveva notato per la prima volta gli oggetti poco dopo le 19:00. Sua moglie e sua figlia erano giardino e gli avevano già segnalato che vedevano “due luci parallele in avvicinamento", ma vi aveva prestato poca attenzione, finché non uscì anche lui. A quel punto, telefonò a parenti ed amici che abitavano in diverse zone di Londra e appurò che anche loro vedevano quelle anomalie.
Clarke stimò che ogni oggetto fosse largo dai 100 ai 200 piedi e si trovassero a un'altitudine di circa 2.000 piedi.
La polizia, intanto, chiedeva informazioni agli aeroporti locali, in particolare a Heathrow e Gatwick. Incredibilmente, i controllori di quest’ultimo affermarono di aver effettivamente qualcosa di strano sullo schermo del radar, qualcosa che non erano in grado di spiegare. Nel frattempo, gli avvistamenti venivano segnalati anche da residenti di Watford e Wimbledon.
La famiglia Clarke avrebbe continuato a osservare gli strani oggetti per circa un'ora. I misteriosi oggetti luminosi se ne andarono con molta calma.
Clarke, in seguito racconterà dell’avvistamento: il resoconto finirà sulle pagine del quotidiano Reigate and Redhill nell'edizione del 10 marzo.

In realtà, secondo le notizie circolate all'epoca sulla stampa locale, l'avvistamento fu ripreso anche dalle telecamere di sicurezza autostradali. Tuttavia, la polizia dell'Hertfordshire, pur non negandolo, si affrettò a dichiarare che non avrebbe reso pubblico il filmato. L'ispettore capo Chris Partridge dichiarò, nell'edizione del 10 marzo del quotidiano Watford and West Herts Review che: si vedevano diverse luci brillanti nel cielo, la cui natura non erano in grado di spiegare. Due luci si muovevano e due erano stazionarie. Avevano una macchina della polizia nella zona che puntò una telecamera verso il cielo. Ma tutte le registrazioni rimasero negli archivi della polizia.
Tutto ciò indusse negli investigatori UFO che si occuparono del caso, un alone di sospetto in quanto il rifiuto sembrava essere la prova di un insabbiamento. Secondo Gordon Creighton, (all'epoca) direttore della rivista Flying Saucer Review, la politica della polizia, ma anche quella del Governo, prevedeva di minimizzare gli avvistamenti e di nasconderne, per quanto possibile, la natura al grande pubblico.

domenica 17 dicembre 2023

RITORNIAMO SUI FOO FIGHTERS




Dei Foo Fighters ne abbiamo già parlato (Cfr. Foo Fighters) ma ho deciso di ritornare sull’argomento fornendo notizie, per così dire, di ‘prima mano’. Sono i racconti di quei piloti che assistettero al fenomeno e che qui vengono citati con nome, cognome e reparto di appartenenza, per la gioia di quei fanatici che cercano (solo) le fonti. Il fenomeno, misterioso, ha pervaso la II guerra mondiale sia nel teatro europeo sia in quello del Pacifico sotto forma di una miriade di eventi inspiegabili, noti collettivamente come "Foo Fighters". Questi ‘oggetti’ assumevano tipicamente la forma di sfere luminose: luci, bagliori e “palle di fuoco” che sfrecciavano nei cieli devastati dalla guerra, esibendo una manovrabilità tale da spaventare anche i piloti più esperti. I primi resoconti alleati provengono dal maggiore dell'aeronautica militare William D. Leet, che nel dicembre del 1944 era in missione a bordo di un B-17 in volo sul mare Adriatico, quando lui e il suo equipaggio videro qualcosa lassù tra le nuvole. Si trattava di un piccolo disco che sembrava muoversi sfidando ogni legge della fisica e che li seguiva da tempo. Nello stesso mese, un altro pilota del 415 Night Fighter Squadron, sopra Hagenau, in Germania, ebbe il suo incontro con sfere arancioni luminose nel cielo. Disse: - Quando raggiunsero la nostra quota si stabilizzarono. Volavano dietro la coda dell’aereo e dopo esservi rimaste per due minuti, si staccarono e si allontanarono eseguendo delle manovre perfettamente controllate.
Un altro dei primi rapporti è quello di Charles R. Bastien, dell'Ottava Air Force, che durante una missione sul Belgio disse di aver visto "due fendinebbia volare ad alta velocità che cambiavano rapidamente direzione". In un altro rapporto, uno dei membri dell'equipaggio di un B-29 Superfortress statunitense, in missione sull'Oceano Indiano, affermò di aver visto qualcosa di insolito vicino all'aereo: uno strano oggetto li stava seguendo tenendosi a una distanza di circa 500 iarde (475 m). Accostò all’ala destra dell’aereo. Appariva come un oggetto sferico, probabilmente di cinque o sei piedi di diametro, di colore rosso o arancione, molto brillante e intenso. Sembrava essere circondato da un alone luminoso. L’artigliere affermò che proveniva da ore cinque (da dietro, livellato e sulla destra). Sembrava pulsare o vibrare costantemente. Il pilota, supponendo che si trattasse di un oggetto radiocomandato, inviato per seguirli, intraprese un'azione evasiva. L’oggetto seguì ogni manovra per circa otto minuti, mantenendo sempre una posizione a circa 500 iarde (475 m) ma spostandosi a ore due (davanti, livellato e sulla destra) rispetto all’aereo. Quando se ne andò, fece una brusca virata di 90 gradi, accelerò rapidamente e scomparve nel cielo coperto.



Tali avvistamenti divennero piuttosto comuni e avvennero ovunque, spesso furono avvistati da interi equipaggi che non riuscivano a spiegare cosa avevano visto. Gli oggetti venivano rilevati abbastanza frequentemente anche dai radar e dalle basi di controllo a terra.
Molti piloti provarono, invano, ad effettuare manovre evasive e alcuni equipaggi fecero fuoco con le armi di bordo, ma questi tentativi di abbattere i Foo Fighters risultarono inefficaci. Gli avvistamenti dei Foo Fighters furono ben riportati dalla stampa dell'epoca e divennero così numerosi da scartare l’ipotesi che fossero solo il frutto di chissà quali allucinazioni. Su cosa potessero essere si speculava pesantemente. La spiegazione più comune era che si trattasse di un aereo tedesco sperimentale, ma questi oggetti, per quanto inspiegabili non rappresentarono mai una minaccia e non intrapresero mai alcuna azione aggressiva. Inoltre, alla fine del conflitto, si venne a sapere che anche le forze nemiche avevano visto lo stesso identico tipo di cose e che avevano pensato fossero aerei sperimentali degli Alleati.
Altre spiegazioni inclusero spiegazioni naturali come: fuochi di Sant'Elmo, fulmini globulari o un qualche altro disturbo elettromagnetico, che fossero semplicemente immagini residue di lampi di esplosioni e naturalmente, che fossero degli UFO: intesi proprio come navicelle aliene.



sabato 9 dicembre 2023

L’INCIDENTE DI FORT MONMOUTH - L'ERA OSCURA DELL’INVESTIGAZIONE UFOLOGICA




L'incidente UFO monitorato da Fort Monmouth è uno di quelli più dettagliati. Fu uno degli ultimi ad essere investigato nell'ambito del famigerato Project Grudge, un progetto dell'aeronautica americana nato proprio per indagare sugli UFO. Sebbene il progetto fosse ufficialmente terminato nel dicembre 1949, sappiamo che rimase operativo fino alla fine del 1951 proprio perché emise un rapporto sull'incidente di Fort Monmouth.
Nel suo libro pubblicato nel 1956, il capitano Edward J. Ruppelt dell'U.S. Air Force parlò anche del progetto Grudge. Secondo Ruppelt, nel Grudge non sono mai state eseguite procedure standard di intelligence. Ogni cosa era stata valutata con la premessa o meglio con il pregiudizio che "tanto gli UFO non esistono". In questo contesto, è ovvio, non importava cosa vedevi o cosa raccontavi, semplicemente "nessuno ti credeva". Il Grudge operava con un fine di screditamento, che non era esplicitamente scritto, ma "traspariva da ogni nota, rapporto e direttiva". Anche la scelta della parola 'Grudge' (Rancore), che ufficialmente non aveva alcun significato, secondo Ruppelt denunciava un atteggiamento ostile verso il fenomeno. Ruppelt descrisse il Grudge come "L'era Oscura" dell’investigazione ufologica da parte dell’USAF”. Il suo personale, infatti, conduceva poche investigazioni ma, contemporaneamente, affermava che tutti i rapporti UFO erano stati perfettamente esaminati. Come nel progetto Sign, il personale del Grudge riteneva che l'enorme volume di rapporti UFO avrebbe potuto essere spiegato semplicemente come una errata identificazione di oggetti astronomici (stelle, pianeti, meteore), nubi, cani solari, palloni sonda, aerei convenzionali o altro. Tuttavia, a differenza del Sign, dove l'ipotesi prevalente era che per alcuni casi si doveva cercare una risposta straordinaria, il personale del Grudge pensava che anche tale minoranza di rapporti poteva e doveva essere spiegata con fenomeni consueti. A riprova di ciò, Ruppelt cita un'appendice del rapporto finale, dove a proposito dei casi non spiegati si afferma che "dobbiamo spiegarli perché non crediamo ai dischi volanti"! In pratica, tutti i rapporti UFO erano ritenuti avere sempre e comunque una spiegazione prosaica, tuttavia alcune 'spiegazioni' apparivano artificiose e logicamente insostenibili. Come quella relativa al nostro caso: dove, nonostante che l'equipaggio dell’aereo affermasse che avevano eseguito una virata stretta per inseguirlo, quell’oggetto aveva effettuato una manovra così stringente da sottrarsi all’intercettazione del caccia. Si trattava, con ogni evidenza, di un velivolo ben manovrabile e manovrato, ma il Grudge spiegò l'avvistamento con un pallone sonda!
Nonostante tutto, rimaneva una percentuale di casi non spiegati (il 23%) per i quali si postularono tutta una serie di difetti di percezione da parte dei testimoni e addirittura cause psicologiche!



La mattina del 10 settembre 1951, alle 11:18 a Fort Monmouth, nel New Jersey, un operatore radar dell'Esercito (Signal Corps) Eugene Clark, notò qualcosa di strano sul suo monitor. Un oggetto non identificato che si muoveva così velocemente che la modalità di impostazione automatica non riusciva a stargli dietro. L’anomalia sarebbe passata inosservata se, per pura coincidenza, alcuni ufficiali di alto rango, in visita alla base, non si fossero trovati proprio dietro la sua postazione: tutti guardarono il monitor con lo stesso stupore del giovane operatore. L'oggetto impiegò solo pochi secondi per risalire la costa nord-orientale degli Stati Uniti. Si stimò che viaggiasse ad almeno 700 miglia all'ora e scomparve dallo schermo radar nelle vicinanze di Sandy Hook, non molto distante dalla città di New York.

Diciassette minuti dopo, alle 11:35, avvenne un avvistamento visivo appena a sud di Sandy Hook. I testimoni erano due piloti dell'aeronautica militare in volo su un jet T-33. L’equipaggio del T-33 era composto dal pilota, il tenente Wilbert Rogers e dal navigatore, il maggiore Edward Ballard Jr. I due aviatori stavano volando verso nord a un'altitudine di 20.000 piedi sorvolando Point Pleasant, nel New Jersey. Si stavano dirigendo verso Sandy Hook quando incontrarono il velivolo misterioso. Avrebbero inseguito per oltre trenta miglia l’oggetto che, secondo le loro stime, viaggiava a oltre 900 miglia all'ora: decisamente più veloce del loro jet (il velivolo più veloce, all'epoca, era l’F-86 Sabre e non superava le 735 mph). Rogers avrebbe poi affermato che "sicuramente era qualcosa che non aveva mai visto prima". Sia lui che Ballard erano certi di aver assistito a qualcosa di davvero straordinario.
Rogers descrisse l’oggetto come "opaco e argentato, perfettamente rotondo e piatto, a parte una sezione centrale rialzata". Passò sotto di loro e si muoveva nella direzione opposta. Secondo lui volava a circa 12.000 piedi più in basso, quindi a un'altitudine di circa 8.000 piedi. Mentre Rogers parlava con il suo navigatore, inclinò l'aereo a sinistra in modo da mantenere l'oggetto in vista. La loro conversazione fu udita e registrata dalla Torre di controllo. Gli aviatori descrissero l'oggetto come "simile a un disco del diametro compreso tra i trenta e i cinquanta piedi". Entrambi, per inciso, non accettarono il suggerimento offerto dalla Torre di controllo, secondo cui l’oggetto fosse, semplicemente, un “pallone aerostatico”, poiché si muoveva troppo velocemente. Inoltre aveva effettuato una stretta virata a sinistra, cosa che un pallone non era in grado di fare, certamente non con quel rateo di virata. Quando l'oggetto ebbe completato la virata di 90 gradi, fu ovvio che si stava dirigendo verso il mare. Rogers tentò invano di inseguirlo: lanciò l’aereo in picchiata ma, anche spingendolo al massimo, rimase indietro. Alla fine, scomparve alla vista.

In effetti, l’oggetto si muoveva così velocemente che, come abbiamo detto, gli operatori radar (un secondo operatore iniziò a seguirlo poco dopo la sua apparizione) dovettero passare al tracciamento manuale per mantenere il bersaglio. L’oggetto si muoveva ad una velocità di diverse centinaia di miglia all’ora superiore alla massima capacità di tracciamento automatico del radar. All’epoca, non esisteva nulla di così veloce.

lunedì 27 novembre 2023

UN SOPRALLUOGO? – LO STESSO OGGETTO VIENE AVVISTATO IN DIVERSE PARTI NEL MONDO




Gli avvistamenti diventano più interessanti se ci sono avvistamenti separati dello stesso oggetto, in luoghi diversi e se ci sono incontri ravvicinati.

Erano le 23:30 del 3 settembre 1976. Lorenza Jole Maltoni, di Ravenna, sentì un rumore improvviso, che la spinse ad affacciarsi alla finestra. Allibita, vide un oggetto di forma ovale, a terra, in un cortile tra le due case di fronte alla sua. L'oggetto era alto circa dieci piedi e largo sette. Nelle vicinanze erano visibili anche diverse sfere più piccole. A differenza dell'oggetto, che era di colore rosa, le sfere più piccole erano di un bianco brillante. Non emetteva alcun rumore e sembrava leggermente sollevato da terra. Fu allora che l’anziana signora notò una strana e minacciosa figura umanoide ferma di fronte al velivolo. Indossava una strana "armatura" dotata di un elmo pesante. Jole andò ad un'altra finestra per avere una visuale migliore. Ma, quando raggiunse il nuovo punto di osservazione, l’individuo era scomparso e l'oggetto si stava già sollevando rapidamente in aria: svanì nel cielo a grande velocità.

Si pensa che la stessa navicella, nello stesso giorno, fu avvistata anche a Bethel, in Alaska. Anche in quel caso i testimoni descrissero una navicella di forma ovale o comunque sferica. La forma, forse, dipendeva dal punto di vista dei vari testimoni. Diverse ore dopo si verificarono altri due avvistamenti, entrambi a migliaia di chilometri di distanza dai primi due.

Il primo avvenne in Brasile. A Serra do Mouro, Santa Catarina, un bracciante agricolo di 19 anni stava tornando a casa: erano le ore 19:00. Quando osservò un oggetto nel cielo. L'oggetto proveniva da sud e sembrava essere diviso in due parti. La parte inferiore venne descritta come a forma di ciotola e ruotava lentamente. La parte superiore sembrava più piatta e aveva una luce in cima che sembrava variare con la velocità dell'oggetto. La luce cambiava colore, variando dal rosso, all’arancione, al giallo, al verde, poi infine divenne bianca risultando meno brillante. L'oggetto era grigiastro, ma di questo il testimone non era sicuro perché stava facendo buio. La navicella aveva un diametro di circa tre metri e gli passò sopra prima di fermarsi, rimanendo sospesa a circa cinque metri dal suolo. Proiettava, verso il basso, un raggio di luce rossa. All'interno del raggio si potevano scorgere tre piccoli esseri, alti circa un metro, che scendevano lentamente al suolo. Gli esseri gli stavano sbarrando la strada. Di fronte a questa situazione, il nostro testimone reagì in malo modo: estrasse un grosso coltello, che normalmente usava per tagliare le foglie della canna da zucchero e lo lanciò contro una delle figure. Ma l’arma sembrò incontrare un ostacolo invisibile e venne deviato. Una delle piccole figure gli puntò contro un dispositivo a forma di bastoncino. Anche gli altri due portavano dispositivi simili, ma non li usarono. L'asta emise un raggio di luce bluastro, che colpì il testimone alla coscia provocandogli la paralisi e la perdita di conoscenza.
Alcuni passanti lo soccorsero e lo portarono a casa sua, dove iniziò a riprendersi. Ma ebbe bisogno di cre mediche e di un ricovero in ospedale per ristabilirsi dagli effetti del raggio.

Il secondo avvenne nel nord dell’Inghilterra, nel villaggio minerario di Fencehouses, nella contea di Durham. Due donne di 63 e 18 anni stavano rincasando dopo aver fatto visita a un amico che abitava nel villaggio. Erano circa le ore 21:00, quando notarono uno strano oggetto su di un terreno incolto, nei pressi di un pozzo minerario. L’oggetto era di forma ovale, lungo circa un metro e mezzo e alto tre. Poggiava su una sorta di carrello d’atterraggio che sembrava d'acciaio inossidabile. La parte principale dello scafo era simile al vetro con una sezione arancione sulla parte superiore. La più anziana delle due donne, in seguito, riferì che quando si avvicinarono, cessarono di udire il vento e il rumore del traffico nelle vicinanze e quando toccarono l'oggetto lo trovarono caldo. Due piccoli esseri dall'aspetto strano, delle dimensioni di una “grande bambola”, apparvero all'interno dell'oggetto. Avevano lunghi capelli bianchi, occhi grandi e mani simili ad artigli. Spaventate da questa improvvisa quanto insolita apparizione, le due donne si diedero alla fuga, scoprendo, mentre si allontanavano, di udire nuovamente il rumore del traffico stradale. L'oggetto decollò ad alta velocità emettendo un ronzio sommesso. L'incidente durò circa dieci minuti e a proposito del tempo, le due donne notarono che i loro orologi si erano fermati mentre si trovavano vicino all'oggetto ma, dopo ripresero a funzionare normalmente. La testimone più anziana aggiunse un curioso particolare: riferì che il giorno dopo non riusciva a collegare l'aspirapolvere alla presa elettrica: sembrava che una sorta di forza respingesse la spina. Il collegamento alla presa venne però effettuato da sua figlia che lo fece senza alcun problema.


L’immagine è solo indicativa.

venerdì 24 novembre 2023

L’INCIDENTE DI SOUTHAVEN PARK – QUANDO CI SI METTE IL GOVERNO




Il "Long Island UFO Network" era un gruppo ufologico poco conosciuto. Nel novembre del 1992 questo gruppo indagò, per sei mesi, su di uno strano incidente avvenuto nel Southaven Park, a South Haven, Long Island (New York). Pezzo dopo pezzo, riuscirono a ricostruire tutto quanto era successo. A caro prezzo, però: in quanto questa indagine costò l'incarcerazione di diversi membri del gruppo, compresa la detenzione del suo Presidente. A proposito di quest’ultimo, si trattava solo di un pazzo e delle sue fantasie “deliranti”?
Oppure della persecuzione di una persona che si era avvicinata un po’ troppo alla verità?
Il caso potrebbe facilmente rientrare in quest’ultimo scenario. E se c’è del vero nelle affermazioni sui collegamenti con le oscure cospirazioni governative, questo caso potrebbe permetterci di aprire un po’ di più la porta sugli oscuri meccanismi dell’intelligence governativa.

È certo che qualcosa si schiantò nel parco, quella notte. Secondo il presidente del Long Island UFO Network, John Ford, poco dopo le 19:00 del 24 novembre 1992 iniziarono a ricevere diverse segnalazioni da persone che percorrevano la Sunrise Highway, una strada molto trafficata. Molte delle quali affermavano di aver visto qualcosa, forse un piccolo aereo, scendere da qualche parte nel Southaven Park. Inoltre, molti residenti riferivano di “strane luci” provenienti dalla zona, nonché di “forti rimbombi”. Sia la polizia che gli agenti del parco istituirono dei blocchi stradali lungo l'autostrada, poiché era stato segnalato un incendio. Il parco rimase chiuso per diversi giorni. Alcuni abitanti avrebbero addirittura riferito che, per una settimana dopo l’incidente, avrebbero sperimentato strani “sbalzi di corrente” nelle loro case. Tutto ciò, mentre il telefono squillava più volte al giorno, a orari inusuali, ma dall’altro capo del filo non rispondeva mai nessuno - questo dettaglio ci ricorda gli avvistamenti del Mothman della metà degli anni '60, a conferma che gli avvistamenti dell'Uomo Falena si intrecciano con l'attività degli UFO - un testimone affermerà che “nei giorni successivi molti elicotteri militari sorvolarono il parco”.

In effetti, il registro del Southaven Park afferma che l'area è rimasta chiusa dal 25 al 28 novembre, ma fu solo per la caccia alle anatre. Un incendio venne effettivamente confermato dai vigili del fuoco del Brookhaven National Laboratory, che lo spensero. Ma sarebbe successo quasi una settimana prima della riapertura del parco: le date non coincidono.
Furono, però, segnalati molti avvistamenti di elicotteri neri e senza contrassegni, che sarebbero apparsi nell'area subito dopo l’incidente. Inoltre, furono istituiti posti di blocco gestiti dai militari. In un rapporto fu segnalato che alla Polizia fu negato l’accesso al parco. La notizia, ufficialmente, venne smentita dalla stessa polizia. Ma, una "fonte interna" confidò a un investigatore UFO che, invece, era vero.
Infine, è interessante notare che molti di coloro che affermarono di aver assistito allo schianto, descrissero l’oggetto come un "tubo" ovvero un oggetto di forma cilindrica.

Quando il gruppo del Long Island UFO Network si avventurò a Southaven Park per indagare, trovarono i segni di un disastro. Secondo Ford, scoprirono “un'area bruciata e diversi alberi piegati”. Un'ulteriore area appariva come se il terreno “fosse stato arato”. Di maggiore interesse per gli investigatori erano, tuttavia, le letture strumentali che indicavano radiazioni più elevate della norma in tutto il parco. Inoltre, una linea di recinzione metallica non dava la solita lettura magnetica. Ford ha spiegato che le recinzioni metalliche mantengono una carica magnetica proveniente dal suolo, ma lì qualcosa aveva strappato via la carica della recinzione.

Ford entrò in possesso di un video dell’incidente.

- Non posso dire da dove l'ho preso – disse - perché le persone che hanno fornito il nastro hanno paura che il Governo li perseguiti.

A causa della scarsa qualità del filmato, Ford lo sottopose a degli specialisti per cercare di migliorarne la qualità e per riprodurre immagini fisse. Il video, una copia del quale è stata data alla South Shore Press, mostra persone che esaminano un oggetto di tipo metallico, di colore rossastro e luminoso, di circa quattro piedi quadrati, che sembra emettere un gas bianco e torbido. Si sente un sibilo che ricorda quello del ghiaccio secco che si scioglie rapidamente se esposto a temperature più calde.
L'inquadratura successiva mostra quella che sembra essere una persona che cerca di sollevare un corpo per posizionarlo vicino a un albero, ma la scarsa qualità del filmato rende impossibile identificare quel corpo. In un’altra scena tre uomini in uniforme (che indossano giacche scure e berretti arrotondati simili alle squadre swat) vengono visti posizionare una grande copertura lucida (simile al mylar) su qualcosa a terra.
Ford giustifica così la scarsa qualità del video: - le cose stanno accadendo velocemente e il ragazzo che sta riprendendo la scena si preoccupa di rimanere nascosto.
Uno dei maggiori problemi nella ricerca sugli UFO – ci dice ancora Ford - è che le persone hanno paura di passare per pazzi quando descrivono eventi strani e inspiegabili. Ma hanno una paura ancora più grande: quella del Governo. Se sei coinvolto in cose che il Governo non vuole che si sappiano, possono renderti la vita impossibile.
È proprio quello che successe a Ford?







L’immagine a corredo del testo è solo indicativa.

mercoledì 15 novembre 2023

MISTERIOSI MANUFATTI ALIENI




Diversi anni dopo la rimozione chirurgica dei loro impianti alieni, cinque persone hanno coraggiosamente accettato di prendere parte ad un'intervista per discutere sui loro effetti, prima e dopo l’espianto. Queste persone, di cui una di sesso maschile e quattro di sesso femminile, avevano avuto incontri con esseri alieni.
Il Dr. Roger Leir, un podologo di Thousand Oaks, California, fondatore del FIRST (Fund for Interactive Research and Space Technology) e Derrel Sims, un ipnoterapeuta, co-fondatore del FIRST ed esperto investigatore UFO con ben ventisette anni d’esperienza, coordinarono gli interventi chirurgici servendosi della collaborazione di un team di medici professionisti. La prima serie di interventi ebbe luogo il 19 agosto 1995 presso la clinica del Dr. Roger Leir, a Thousand Oaks, California.

Pat Parrinellio, di 47 anni, di Houston, Texas e Mary Jones (uno pseudonimo) di 52 anni, anche lei del Texas, furono soggetti a indagini ufologiche da Derrel Sims, dell'HUFON (Investigatore Capo della Houston UFO Network) e poi indirizzati al Dr. Roger Leir per un intervento chirurgico estrattivo, poiché delle lastre radiografiche risultava la presenza di oggetti estranei nei loro corpi. L'oggetto di Pat fu rimosso dal dorso della mano sinistra mentre gli oggetti di Mary furono asportati dall’alluce sinistro.
Gli impianti rimossi furono sottoposti allo studio di due diversi patologi e poi inviati a vari laboratori indipendenti per approfondite le analisi. Fu eseguita una valutazione patologica/tissutale, spettroscopia di degradazione indotta da laser (LIBS) e test metallurgici che prevedevano: spettroscopia dispersiva di energia a raggi X, microscopia elettronica a scansione, analisi del modello di diffrazione dei raggi X e analisi delle proprietà elettroniche/magnetiche e di fluorescenza. I test furono condotti dal National Institute of Discovery of Science (NIDS), dal New Mexico Tech e da altre fonti indipendenti.

Ma non è tutto. Mentre questi oggetti insoliti venivano valutati per uno studio scientifico, il 18 maggio 1996 ebbe luogo un'altra serie di interventi chirurgici. Le due donne, operate in questa fase, si prestarono per un’intervista e per uno studio più approfondito. A Dorothy O'Hara, una donna di 61 anni di Palm Springs, California e Alice Leavy, 40 anni, di Newberry Park, California, furono rimossi piccoli oggetti dalla parte inferiore della gamba sinistra. In un'altra donna, Licia Davidson, 37 anni, che affermava di aver avuto numerosi incontri con gli alieni, fu estratto, dal piede, un oggetto simile a un cristallo.

La maggior parte degli “impiantati” descrisse i notevoli cambiamenti mentali, psichici o legati alla salute, avvenuti in seguito agli impianti. In quattro di loro si manifestò una continuazione dell’attività di rapimento. I rapiti a cui furono rimossi impianti di tipo “biologico”, sperimentarono cambiamenti post-operatori sorprendentemente simili. Comportavano dolori lancinanti e arrossamento della cicatrice lasciata dall’incisione, anche se, per un breve periodo di tempo.

Leir, che è morto all’inizio del 2014, ha passato gran parte della sua carriera cercando di rendere lo studio degli UFO e dei rapimenti alieni una vera branca scientifica. Per le sedicenti vittime di rapimenti extraterrestri, gli interventi chirurgici di Leir rappresentavano un ponte tra le esperienze personali avute con forme intelligenti non umane e le prove necessarie per confermare la realtà di questi incontri. Gli scienziati più tradizionali, però, continuano a guardare con scetticismo al lavoro di Leir.


Per un approfondimento sul lavoro del Dr. Leir è possibile consultare un articolo (per una volta, corredato da un video) pubblicato nel 2019. Di seguito il link: Tecnologia aliena

domenica 12 novembre 2023

L’INSABBIAMENTO DI POUGHKEEPSIE



La sera del 25 agosto 1985, poco dopo le 21:35, un giornalista del Poughkeepsie Journal, Greg Boone, ricevette una telefonata da uno dei loro fotografi (che volle rimanere anonimo). Emozionato, il collega gli riferì che uno di quegli UFO boomerang, che la gente segnalava da anni, si stava dirigendo lungo la NY Route 9. Se si fosse affacciato alla finestra o se fosse salito sul tetto dell'edificio, gli suggerì, probabilmente l'avrebbe visto. C’era una fiera nella contea di Dutchess, quel giorno. Vi parteciparono circa 20.000 persone, la maggior parte delle quali vi arrivò percorrendo la stessa strada sorvolata dall'UFO. Il fotografo si trovava su una collina che dominava la fiera: sperava di immortalare con qualche scatto il fermento di quella gita estiva. Improvvisamente notò qualcosa di strano: non era un aereo. L'oggetto era leggermente arrotondato e sicuramente di una tonalità più scura rispetto al cielo. Era enorme. Lui e il suo amico continuarono a guardarlo per circa dieci minuti quando improvvisamente svanì in un batter d'occhio. Secondo dichiarazioni, raccolte successivamente, le persone lungo l'autostrada accostarono le auto per uscire e vedere meglio. Tutti volevano dare un'occhiata a quello strano oggetto che si muoveva basso sull'orizzonte di Poughkeepsie.

Nel frattempo, Boone, insieme ad altri due redattori del Poughkeepsie Journal, si precipitarono alla finestra del terzo piano. Nonostante fossero stati avvisati e quindi sapevano cosa aspettarsi, rimasero colpiti alla vista di quell’oggetto nero, che sorvolava il sito a circa cinque miglia di distanza, a 100 piedi da terra e si dirigeva nella loro direzione. Sul lato inferiore dello scafo brillavano luci color ambra e rosse. L’oggetto era, effettivamente, molto grande e si muoveva lentamente dirigendosi sulla zona residenziale. Quando vi giunse, le luci della città si spensero improvvisamente. Quindi, si diresse, velocemente, verso l'edificio sede del giornale, sorvolandolo. I giornalisti si precipitarono dall'altra parte dell'ufficio ma, non riuscirono a vederlo poiché si era fermato proprio sulla verticale dell’edificio. Perciò decisero di raggiungere i bagni che si trovavano sulla parte superiore dell'edificio. L’UFO si mosse ancora una volta, costringendoli a correre dall'altra parte dei bagni. Ancora una volta, poterono vedere l'UFO, prima che cambiasse nuovamente direzione e scomparisse completamente alla vista. Mentre li sorvolava, l’enorme oggetto (largo almeno 200 piedi) non produsse alcun rumore.

Boone e gli altri giornalisti cominciarono ad organizzarsi: esaminarono le fotografie scattate dal loro collega e si prepararono per intervistare tutti i testimoni con cui sarebbero riusciti a parlare: sarebbe stata sicuramente una notizia da prima pagina!
Ma, arrivò l'ordine di non pubblicare la storia. Boone riferì che quell'ordine veniva “dall'alto” e non aggiunse altro. Il giorno seguente diversi "tipi minacciosi" arrivarono agli uffici del Poughkeepsie Journal e con fare deciso, ribadirono che bisognava evitare di “parlare di UFO”. La tensione era palpabile e per poco non si arrivò allo scontro fisico. Tuttavia, Boone, sebbene contrariato e decisamente irritato, scelse di non pubblicare alcun articolo sull'incidente. Continuò ad interessarsi degli UFO in forma privata.


Un oggetto enorme, solido, manovrato e non identificato, si era librato sulla città ed era stato visto da migliaia di testimoni oculari. Furono anche scattate delle foto e tuttavia, nessuna menzione, nessuna parola di ciò fu riportata dai media. Questo poiché, specie negli anni ’80, era in atto un regolare e continuo insabbiamento sugli UFO condotto dalle cosiddette fonti di "notizie di massa" come politica editoriale generale. Era dovuto soprattutto allo scetticismo dei media, incapaci di confrontarsi con la realtà del fenomeno, anche quando erano le loro stesse redazioni e i propri dipendenti ad assistere all’avvistamento.

venerdì 10 novembre 2023

LE STRAORDINARIE ESPERIENZE DI WLADYSLAW – DIETRO IL MISSING TIME C’È BEN ALTRO!

Grzegorz Domanski del Legnica UFO Research Club racconta la storia di un addotto della zona di Legnica, coinvolto in dozzine di rapimenti eseguiti da esseri non identificati e parla delle loro conseguenze.
Il caso di Wladyslaw S. (nome di fantasia) fu, in realtà, portato all'attenzione di Domanski da sua zia, con la quale il nostro testimone era in ottimi rapporti, tanto da confidarsi con lei per queste bizzarre esperienze. Infatti, il colloquio si tenne proprio nell'appartamento di quest’ultima. Wladyslaw affermò che alla fine degli anni '80 iniziò a notare che aveva dei vuoti di memoria. Allo stesso tempo, iniziò a fare sogni strani e intensi che coinvolgevano certi velivoli. Spesso si svegliava da questi sogni tormentati, notando gocce di sangue sul cuscino. Sangue a cui lui non dava molto peso, pensando che gli uscisse dal naso. Ma che per un ufologo era un segnale inquietante, specie se combinato con gli altri sintomi, come i vuoti di memoria e i sogni stravaganti: dettagli comuni a molte storie di abduction. Ancora più inquietante erano dei fenomeni di natura elettrica che si verificavano nella sua casa. Succedeva che gli apparecchi elettrici si attivavano quando lui gli passava accanto oppure che i dispositivi elettronici si guastavano improvvisamente in sua presenza. Dovette quindi prendere atto che stava accadendo qualcosa di straordinario.

Ascoltando Wladyslaw, era chiaro che i suoi ricordi erano, nella migliore delle ipotesi, solo parziali: non ricordava ogni cosa. Sui suoi racconti Domanski riuscì a ricreare una tipica sequenza temporale di quelli che sembravano essere rapimenti regolari e ricorrenti. Gli episodi di Missing Time si verificavano solitamente poco dopo le 18:00 quando, di solito, Wladyslaw tornava a casa dal lavoro. Improvvisamente si ritrovava in un campo, poco distante da casa sua. In alto si librava un'enorme scafo, apparentemente, più grande del proprio villaggio. Era un velivolo di forma oblunga con diverse luci blu in rilievo sulla parte inferiore. Mentre guardava, con stupore, verso l’alto, un grande raggio di luce emergeva improvvisamente dallo scafo. Poi, ancora il buio.
Si ritrovava in una “piccola stanza ovale inondata di luce blu, pallida e fioca”. Poi, senza vederli arrivare, due strane entità lo affiancavano. Entrambe indossavano una scintillante giacca blu metallizzata e un mantello con cappuccio dotato di una visiera rettangolare. Si muovevano scivolando, come se avessero i pattini. Solo allora si rendeva conto di essere incapace di muoversi. Tuttavia, non ne sentiva alcun bisogno.
Lo conducevano, attraverso un lungo corridoio in una stanza più grande e rotonda, piena di strumenti. Non era in grado di ricordare alcun dettaglio a parte il fatto che molti di questi strumenti erano vincolati alle pareti. Al centro della stanza c'era una sedia, simile a quella del dentista. Su quella, lui si sedeva. A questo punto, i suoi ricordi si affievolivano, ma ricordava che, più volte, delle strane entità gli si avvicinavano. Avevano con sé un dispositivo e sembrava che stessero eseguendo un test o uno specifico esame. Ricordava chiaramente il “tocco” di queste creature, che lui definiva “penetrante". All'improvviso, fluttuando nell’aria, un piccolo vassoio si faceva strada verso di lui. E lui alzava le braccia e appoggiava le mani tese con i palmi rivolti verso il basso, sul vassoio luccicante. Sentiva una voce nella sua testa che gli diceva di non aver paura. Wladyslaw era pienamente cosciente del fatto che quella voce non proveniva da nessuno dei presenti: era vigile e consapevole di tutto ciò che succedeva. Quella voce apparteneva a un’entità “superiore” alle altre presenti nella stanza. Era quella voce che gli ordinava di girare le mani in modo che i palmi fossero rivolti verso l'alto e lui lo faceva. A questo punto, il vassoio si ritirava: l’esame era finito.
Wladyslaw ricordava quindi di ricevere una mole di informazioni che spaziavano dalla politica globale all’ecologia, oltre a un’ampia conoscenza generica sulla vita e sull’esistenza umana. Descriveva queste informazioni quasi come un caricamento di dati. Nessuna voce gli parlava: era simile a una “stimolazione subconscia” che portava a un improvvisa forma di conoscenza. Allo stesso tempo e in modo simile (nel senso che non c'era nulla di specifico da vedere) appariva nella sua memoria profonda una serie di “immagini tridimensionali”.
Si riprendeva risvegliandosi nel campo. L'enorme nave era scomparsa. Andava a casa ed esausto, si metteva subito a letto.

La mattina dopo, i ricordi di queste esperienze svanivano rapidamente. Tuttalpiù, in rare occasioni, riusciva a rievocare vaghi ricordi. Quasi sempre non trovava la macchina parcheggiata in cortile, ma nelle immediate vicinanze. A volte, la ritrovava parcheggiata fuori dal suo negozio. Ciò suggeriva all’investigatore che, qualche volta, veniva rapito ancor prima di iniziare il viaggio verso casa.

martedì 7 novembre 2023

INCONTRO RAVVICINATO A NEWARK VALLEY – QUANDO UN UFO TI ROVINA IL PODERE



La mattina del 24 aprile 1964, poco dopo le 10:00, il ventisettenne Gary Wilcox era nella sua fattoria a Newark Valley, New York. Quella particolare mattina stava guidando uno dei suoi trattori, intento a spargere il letame in un campo. Mentre lo faceva, notò qualcosa di strano, apparentemente sospeso sul bordo del campo vicino al bosco. Scrutò quello strano oggetto per diversi secondi prima di cambiare direzione e dirigere il trattore verso l'anomalia aerea. Mentre avanzava, poté vedere che aveva una forma oblunga: “somigliava a un uovo”. Stimò che era lungo circa venti piedi e alto forse quattro. Fermò il trattore e scese dalla cabina dirigendosi verso l'oggetto. Allungò la mano per toccarlo, picchiettò la superfice metallica con il pugno chiuso e gli diede un colpetto leggero con il piede. L'esterno, color alluminio, non presentava rivetti o saldature: era completamente liscio e lucido, come se fosse costituito da un unico pezzo di metallo. Non emetteva calore ed era assolutamente silenzioso. Mentre continuava a esaminare quell’oggetto, fu avvicinato da due “individui” di bassa statura.

Non erano più alti di un metro e mezzo e sembrò che provenissero da sotto lo scafo, sebbene Wilcox non fosse riuscito a vedere alcun tipo di ingresso. Portavano uno strano “vassoio quadrato”, sul quale c’erano varie radici, foglie e campioni di terreno. Indossavano un abito metallico bianco e lucido che copriva tutto il corpo. Wilcox, spaventato, continuò a fissare le due entità per qualche istante. Forse, avvertendo questa paura, una delle due creature umanoidi disse: - non allarmarti. Abbiamo già parlato con altre persone.
In seguito, affermò: - le loro “voci” non sembravano voci: è difficile da spiegare. Capivo perfettamente cosa dicevano quelle strane creature, ma non so se parlavano in inglese.
Lo interrogarono su ogni genere di cose inerenti al suo lavoro di agricoltore. Gli chiesero cosa stesse facendo e perché lo stesse facendo, cos'era il trattore, perché stava "spargendo letame" e cosa era il letame. Sembravano davvero interessati alle sostanze organiche. Trascorse così quasi due ore, rispondendo a domande che ad un essere umano sarebbero sembrate piuttosto ovvie. Da parte loro, i due dimostrarono un intenso interesse per il “fertilizzante” ponendo numerose domande su di esso e sul suo uso in agricoltura. Wilcox chiese se poteva fare un viaggio con loro, ma gli fu spiegato che la loro atmosfera era troppo rarefatta per lui. Dissero anche che evitano le aree densamente popolate della Terra a causa degli scarichi delle auto, che in qualche modo influiscono sul buon funzionamento dei loro veicoli (ma non hanno alcun effetto su di loro). Quindi era meglio viaggiare all'aria pulita.
La stranezza di questo caso sta nel fatto che, spesso, è il testimone che chiede informazioni, qui, invece, erano le entità a porre le domande.

All'improvviso, i due individui dissero che dovevano andarsene. Visto l’interesse, Wilcox si offrì di procurare loro un sacco di fertilizzante da portar via. Ma loro ribadirono che avevano fretta: non potevano aspettare. Rientrarono nella loro navetta che subito dopo cominciò a sollevarsi lentamente. Si sentiva un “rumore di motore”, simile al “motore di un’auto al minimo”. Per un po' si alzò dritta verso il cielo prima di accelerare repentinamente e sparire lontananza. Tutto avvenne in pochi secondi.

Wilcox tornò più tardi nell'area dell’incontro, tornò nel pomeriggio, con un sacco di fertilizzante. Lo lasciò vicino ad un albero, nel al punto in cui l'UFO si trovava quella mattina. Quando tornò, la mattina seguente, il fertilizzante non c'era più.
Denunciò l'incidente al dipartimento di polizia di New York. Questo attirò sia l’interesse dei ricercatori UFO sia di certa stampa sensazionalistica. È singolare il fatto che l’incontro sia avvenuto poche ore dopo uno dei più famosi avvistamenti UFO mai registrati: l’incidente di Socorro (Cfr. l'incontro ravvicinato di Socorro). Infatti, Wilcox denunciò il caso poche ore dopo questo incontro e ovviamente, non era a conoscenza di ciò che era successo a Socorro.

Per quanto ne sappiamo, in seguito, la fattoria di Wilcox andò in declino poiché il terreno perse la sua naturale fertilità: su estese porzioni di terreno non cresceva più niente. Lui stesso dovette ricorrere a cure mediche per delle ustioni da radiazioni. Le indagini governative rivelarono che una vasta zona di terreno scuro emetteva radiazioni. Wincox cambio mestiere, diventando un meccanico, anche molto bravo. Qualcuno ancora si interroga, con sospetto, se ci sia o meno una nesso tra questa sua improvvisa e nuova abilità e l’incontro ravvicinato.

domenica 5 novembre 2023

IL CASO BARROSO – QUANDO UN UFO PUÒ UCCIDERE UN ESSERE UMANO



Il 3 aprile 1976, poco dopo le 02:00, il contadino Luis Barroso Fernandez era già sveglio. Nella sua fattoria vicino a Quixada, bisognava controllare il bestiame ed era un lavoro settimanale che preferiva fare prima dell'alba. Secondo il racconto riferito da suo figlio Francisco, quella mattina, mentre ritornava con il carro, vide "qualcosa che sembrava un aeroplano" scese rasente al suolo a poca distanza da lui. Mentre osservava con stupore lo strano oggetto, questo “gli lanciò contro un potente raggio di luce” e se ne andò. Almeno questa è la storia che Luis raccontò a Francisco. Ma Francisco credeva al racconto di suo padre?
- Non solo ci credo - affermò – ma l'ho visto anch’io, con i miei stessi occhi!
Secondo Francisco, l'attività UFO è diffusa nella città di Quixada.
Suo padre e sua madre sono morti entrambi e i suoi fratelli sono andati via: lui è l'unico membro della famiglia Barroso a rimanere lì. E secondo lui questi strani avvistamenti continuano ancora oggi. In quanto a suo padre, le conseguenze di quel rapido incontro furono deleterie.
Dopo l'incontro, Luis presentava ferite gravi, dolorose ed evidenti. La sua pelle appariva rossa, come se fosse bruciata. Ma c’erano cambiamenti ancora più preoccupanti che riguardavano la sua mente. Con il passare dei giorni e delle settimane, le sue facoltà mentali regredivano. La sua mente diventò come quella di un bambino. Medici e specialisti, provenienti da varie parti del mondo investigarono sulle sue condizioni che apparivano strane e in rapido peggioramento. Luis morì alla fine del 1993. La causa della morte resta ancora inspiegabile. Il suo cervello era completamente andato: riusciva a pronunciare solo tre parole: mamma, dai e… Paura. Qualunque cosa gli fosse accaduta e qualunque fosse la causa che l’aveva provocata, i suoi ultimi quindici anni devono essere stati colmi di paura, confusione e tristezza. Ma, mentre la sua mente si dipanava rapidamente, la sua pelle, prima danneggiata e bruciata, sembrò ripararsi da sola. Infatti, nonostante fosse un uomo anziano, la sua pelle appariva come quella di un adulto, sano e nel fiore degli anni.

Per quanto riguarda Francisco, lui ammette di aver avuto diversi incontri nei dintorni della fattoria, negli anni successivi. Non è chiaro quando sia avvenuto il primo di questi incidenti, ma sembra che sia successo poco dopo quello di suo padre. In ogni modo, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80.
Mentre percorreva, in moto, la strada per raggiungere la fattoria, notò improvvisamente un oggetto che emetteva una luce intensa. Fermò la moto e distolse lo sguardo per non farsi accecare. Rimase lì, mentre l’oggetto luminoso attraversava il cielo notturno. Negli anni successivi sarebbe stato testimone di altri avvistamenti simili, di solito lungo lo stesso tratto di strada.
Ma, erano solo avvistamenti?
Magari è pura speculazione, ma tali avvistamenti, ripetuti nel tempo e considerando che il padre ha subito un’esperienza fatale dopo aver incontrato un UFO, fa sorgere la domanda se questi siano stati "solo" avvistamenti. Non potrebbe, invece, trattarsi di rapimenti?
In molti casi di rapimenti, il testimone ricorda solo l'avvistamento iniziale. Molti rapiti non ricordano neanche tali incontri ravvicinati, se non dopo anni e alcuni ricercatori sono convinti che ci siano moltissime persone, in tutto il mondo, che subiscono rapimenti alieni senza avere alcun ricordo di essi.
A confermare quanto su detto, alcune versioni del caso riportano una storia leggermente diversa. Il quasi atterraggio viene descritto come un atterraggio vero e proprio: l’UFO colpì il contadino con un raggio paralizzante, dopodiché dal velivolo scese un esserino con in mano una sorta di torcia. Fu quindi il raggio di questa torcia a fargli perdere conoscenza e a provocare gli effetti nocivi. Luis, secondo questa versione, si sarebbe ripreso in un luogo diverso, distante pochi chilometri da dove fu colpito e sarebbe stato aiutato da un pastore che passava di là per caso.
Da parte sua, Francisco afferma che “non ci fu né cattiveria né la volontà” da parte di una qualunque forma di intelligenza che viaggia a bordo di questi misteriosi velivoli. È convinto che gli eventi che hanno coinvolto suo padre siano stati casuali: insomma, secondo lui si trattò di "un incidente".
- Potrebbe succedere a me, a te o a chiunque altro – avrebbe affermato.
Una prospettiva poco rassicurante.





Non sorprende, quindi, che molti si interessino al caso Barroso. Il ricercatore UFO che lo fece per primo fu Reginaldo de Athayde. Dal momento dell'incidente fino alla morte di Luis Barroso, nel 1993, si recò Quixata quasi tutti i mesi e parlò con i familiari. Ebbe così anche il modo di indagare su ulteriori avvistamenti nell'area e ce ne furono molti.
Alla morte di Luis, gli eredi non concessero l’autorizzazione per eseguire l'autopsia. Questo, secondo Athayde, fu un errore, perché avrebbe permesso di chiarire alcune cose che, invece, resteranno per sempre un mistero.

venerdì 3 novembre 2023

LA POLIZIA CONFERMA UN AVVISTAMENTO



Poco prima della mezzanotte, il 13 agosto 1960, gli agenti della California Highway Patrol, Charles Carson e Stanley Scott, stavano percorrendo la Hoag Road, vicino alla città di Corning, quando una luce improvvisa rischiarò il cielo notturno: pensarono a un aereo di linea che stesse per schiantarsi al suolo. Si fermarono e scesero dal veicolo di pattuglia in modo da poter localizzare il luogo dell’impatto e allertare le squadre di soccorso. Tuttavia, fu subito chiaro che non si trattava di un aereo in avaria e che, qualunque cosa fosse, non era sul punto di schiantarsi. L'oggetto si muoveva nel più assoluto silenzio: scese a circa 200 piedi da terra, poi, improvvisamente, cambiò direzione e risalì a una altezza di circa 500 piedi, dove si fermò e per un po’, rimase sospeso in silenzio.
Carson affermò che era circondato da un bagliore che lo rendeva ben visibile: si trattava di un oggetto non perfettamente rotondo: lo definì “oblungo”. A ciascuna estremità dello scafo c'erano delle luci rosse. Di tanto in tanto, cinque luci bianche, intermittenti, brillavano tra i due bagliori rossi. I due agenti continuarono ad osservarlo mentre compiva delle evoluzioni aeree davvero incredibili. Il vice sceriffo, Clarence Fry, della contea di Tehama ricevette, via radio, il rapporto dei due agenti e incredulo, contattò la base dell'aeronautica americana di Red Bluff. Con suo grande stupore, Red Bluff riferì che gli operatori vedevano effettivamente un "oggetto non identificato" sui loro schermi radar.

Intanto, gli agenti Carson e Scott avevano mantenuto la loro posizione. Carson scrisse poi nel suo rapporto che l'oggetto si sarebbe avvicinato all’auto di pattuglia in due occasioni. Quando lo fece, notarono che girava e “spazzava” l'area con un'enorme luce rossa”. Scott diresse la luce rossa dell'auto di pattuglia verso l'oggetto e questo si allontanò da loro, continuando ad esplorare con il raggio rosso i luoghi circostanti. Ad un certo punto, il velivolo cominciò ad allontanarsi lentamente verso est: i due agenti salirono di nuovo sulla loro auto e lo seguirono. Quando si avvicinarono alla stazione dei vigili del fuoco di Vina Plains, un secondo oggetto, simile al primo, apparve davanti a loro. Entrambi si libravano, lanciando i loro raggi rossi verso terra. Gli agenti, ancora una volta, fermarono il loro veicolo, per assistere all’evento. Continuarono a guardare finché entrambi gli oggetti non si allontanarono verso est, questa volta scomparendo all'orizzonte. Erano ormai passate le 02:00.

Tornati alla base, presso l'ufficio dello sceriffo della contea di Tehama, appresero che anche altri due agenti e il piantone in servizio notturno avevano assistito, seppur da lontano, all’insolito fenomeno. I loro racconti sembravano combaciare e confermavano la testimonianza di Carson e Scott.



Anche gli agenti di polizia sono esseri umani, ma la loro professione li porta a diventare degli acuti osservatori, attenti soprattutto ai dettagli. A parte la competenza e l’attendibilità dei testimoni, questo caso rimane tra i più “classici”: le incredibili evoluzioni aeree, la strana propensione ad esplorare il suolo con potenti fasci di luce, dando l’impressione che, in questo modo, siano alla ricerca di qualcosa (ma non si capisce mai di cosa) è tipico di molti avvistamenti UFO. Anche il fatto che gli agenti si siano decisi a renderlo noto, addirittura stilando un rapporto, ma soltanto dopo aver ricevuto la conferma che anche il RADAR rilevava il fenomeno. E sia chiaro, il RADAR non si sbaglia. Se rileva un oggetto, vuol dire che l’oggetto c’è ed è un oggetto “fisico”: non è un abbaglio non è un’allucinazione!
Può destare stupore il fatto che l’aeronautica, seppur, allertata, non sia intervenuta. Non si rileva, almeno nel rapporto, la menzione di aerei o di elicotteri che abbiano sorvolato la zona e per quel che diremo in seguito, non credo che ci siano stati. Dobbiamo tener presente che la base Red Bluff Air Force Station è solo un sito radar (sotto il controllo dell'858th Aircraft Control & Warning (AC&W) Squadron, noto come 859th Radron) e sappiamo anche che la chiamata all'unità AF Radar portò alla conferma che stavano seguendo un oggetto non identificato che si muoveva nel modo riportato da Carson e Scott. Ma quando gli stessi Carson e Scott, il giorno dopo, andarono a parlare con il personale della base di Red Bluff, con sorpresa, furono informati che non era c’era stato alcun rilevamento. La loro richiesta all'Ufficiale di servizio di poter parlare con l'operatore al radar, in servizio al momento dell'incidente, fu respinta. È singolare che, in rete, ho trovato lo stralcio di un rapporto secondo il quale un certo maggiore Le Roy, della stazione radar, riferì che sui loro schermi non era apparso “nulla che richiedesse uno scramble”!...
Cosa era successo? Diciamo subito che l’aeronautica militare ha il compito di garantire la sicurezza dei cieli. Sotto questo aspetto gli UFO non hanno mai rappresentato un problema. Quindi, quando i militari si accorsero, da come volava, che l’oggetto non identificato rilevato dal RADAR era un UFO, decisero che ignorarlo avrebbe creato meno problemi. Ordinare uno scramble avrebbe, in seguito, richiesto spiegazioni che, a cascata, avrebbero avuto ripercussioni su tutta la catena di comando. I loro superiori avrebbero preteso chiarimenti che né il personale di terra, né i piloti (che, con molta probabilità non sarebbero riusciti ad avvicinarsi) sarebbero stati in grado di fornire. Tutto questo avrebbe creato un notevole imbarazzo.
Alcuni resoconti denotano un successivo interessamento da parte degli investigatori del project Blue Book i quali liquidarono la faccenda etichettandola come un “miraggio”, dimostrando un incredibile scetticismo. Come al solito, quelli del Blue Book, che avevano la responsabilità di fare chiarezza, erano, invece, intenti a gettare polvere negli occhi.

mercoledì 1 novembre 2023

L’UFO DI SANTA MONICA


Poco dopo le 23:30 del 19 aprile 1981 il dottor Barry Taff stava tornando a casa dalla zona di Palms, a Los Angeles, dopo una visita al suo caro amico Larry Brooks. Mentre, guidando, passava sotto il Santa Monica Freeway Bridge, notava una strana luce nel cielo sopra di lui. Sembrava provenire da un oggetto grande e solido, a circa 500 piedi da terra, vicino al parcheggio del Von's Market. Taff, inizialmente, credette che fosse un aereo a bassa quota ma dovette ricredersi. Escludendo che si trattasse di un aereo o di un elicottero della polizia, considerò che potesse trattarsi di un dirigibile o di un pallone aerostatico che si fosse liberato dal suo ancoraggio. Era lungo circa sessanta piedi e alto circa quindici. Tuttavia, più lo osservava, più si rendeva conto che stava vedendo qualcosa fuori dall'ordinario. Perciò decise di accostare per scendere dal veicolo e vedere meglio. L’oggetto era un “sigaro allungato e appiattito, senza coda né ali”. Stazionava a bassa quota e non emetteva alcun rumore. Vide delle “luci di posizione" di colore il blu e verde che si alternavano lungo il bordo superiore e inferiore dello scafo. Tra queste luci c'erano quelle che sembravano una fila di “finestre”: delle aperture rettangolari poste a uguale distanza l'una dall'altra. Da queste finestre proveniva una luce bianca, estremamente brillante.
L’oggetto appariva strutturato, con superficie metallica di color grigio carbone. Si muoveva, anche se molto lentamente. Non si notavano mezzi di propulsione. Sembrava sfidare sia la legge di gravità sia i principi della fisica. Continuò a farsi strada a passo lento in direzione nord-est sopra Los Angeles.
Solo allora Taff notò la completa assenza di traffico sulla strada: cosa insolita, vista l’ora tarda. L'intera area appariva inspiegabilmente silenziosa. L'oggetto rimase in vista per circa quarantacinque secondi prima di scomparire dalla vista: sparì rapidamente dietro i grandi edifici della città.

Purtroppo, sembra che Taff sia stato l’unico testimone della vicenda: strano, in una città gremita come Los Angeles! Ma, per quanto sembri impossibile, nessun altro si è mai fatto avanti per testimoniare e non credo che qualcuno si presenterà in futuro.
Non vi sono foto dell’oggetto in questione, ma questo caso somiglia in modo impressionante ad un altro, avvenuto nel 1942, sempre a Los Angeles (Cfr. La battaglia di Los Angeles). In breve: una cosa, che fu definita come un enorme insetto argenteo fluttuò su di una Los Angeles in preda al terrore e oscurata da un blackout in piena notte, proprio, al culmine della paranoia e della paura della Seconda Guerra Mondiale. Questa enorme astronave, presumendo che si trattasse di un qualche velivolo sconosciuto giapponese, fu attaccata mentre si trovava, quasi stazionaria, su Culver City e Santa Monica, da dozzine di batterie contraeree dell’esercito che le esplosero contro circa duemila proiettili sotto gli occhi attoniti di migliaia di cittadini. L’episodio è passato alla storia (dell’ufologia) come la Battaglia di Los Angeles.

lunedì 30 ottobre 2023

TRE EQUIPAGGI DELL’AMERICAN AIRLINES AVVISTANO DEGLI UFO SUL LAGO EIRE


Poco dopo le ore 20:20 del 24 febbraio 1959 nei cieli vicino a Williamsport, Pennsylvania, il capitano Peter Killian e il primo ufficiale James Dee erano in volo su un DC-6B dell’American Airlines. Partiti da Newark, erano in rotta verso Detroit, nel Michigan, a un'altitudine di 8.500 piedi. Il cielo notturno era limpido, senza luna, ma con una spruzzata di stelle scintillanti. Guardando alla sua sinistra, il Capitano Killian notò improvvisamente tre luci, molto brillanti. Inizialmente pensò che si trattasse della Cintura di Orione ma poi vide quella costellazione leggermente più alta nel cielo rispetto alle misteriose anomalie. Anche Dee aveva notato quelle strane luci e quando le luci cambiarono direzione, Killian si mise in contatto con altri due aerei dell'American Airlines che volavano nelle vicinanze. Entrambi gli aerei stavano sorvolando lo stato dell'Ohio. Il primo, che sorvolava le acque del Lago Erie, avrebbe visto le luci dirigersi a sud, su Cleveland. Il secondo, che era sopra Sandusky e si dirigeva verso Pittsburgh, le vide dirigersi a sud-est.

Killian e Dee continuarono ad osservare le luci ancora per quarantacinque minuti prima di configurare l’aereo per la discesa a Detroit. A volte si spostavano leggermente, ma tornavano sempre nella loro posizione originale: appena sotto la cintura di Orione. Anche la luminosità degli oggetti cambiava costantemente, passando da estremamente brillante a quasi spente. Inoltre, anche i colori di questi oggetti cambiavano: fluttuavano da una brillante luce blu a un più caldo bagliore giallo-arancio. Killian pensò che si trattasse di oggetti individuali poiché, almeno una di loro, occasionalmente, si allontanava dalle altre che, invece, rimanevano ferme. L'aereo iniziò la sua discesa verso Detroit alle ore 21:15. A quell’ora. gli oggetti erano ancora visibili ma, poco dopo scomparvero.

Nel frattempo, ad Akron, Ohio, i piloti dell'aereo dell'American Airlines che avevano visto gli oggetti sul lago Eire, avevano riferito dell'avvistamento. Un "contatto" della filiale di Akron del Comitato di ricerca sugli UFO avrebbe rivelato il loro rapporto telefonando a George Popowitch.
Popowitch, che aveva già ricevuto diverse segnalazioni da parte dei cittadini al riguardo di un UFO, si sarebbe accordato, con discrezione, con i due piloti per poterli intervistare.

Il Capitano Yates e l'Ingegnere Baney affermarono di aver rintracciato gli oggetti misteriosi tra le 20:40 e le 21:10 mentre volavano da Lockhaven, in Pennsylvania, a Youngstown, nell’Ohio. Yates vide chiaramente gli oggetti provenire da sud, superare il suo aereo per poi scomparire verso nord-ovest.
Ci furono diverse indagini, effettuate sia dai militari, sia dall’aviazione civile, a cui si aggiunsero quelle di numerosi gruppi di investigazione sugli UFO.
L'Air Force cercò di convincere i piloti di linea: avanzò l’ipotesi che avessero assistito a una missione di rifornimento in volo. Tuttavia, quegli ufficiali, essendo ex piloti militari, smentirono categoricamente questa ipotesi, in quanto ben consapevoli di come si svolge una missione di rifornimento e questa, dichiararono, sicuramente non lo era.

giovedì 26 ottobre 2023

L’INCIDENTE DI SERRANIA - COLORADO (ARGENTINA)


 



Mentre pranzava, intorno alle 13:45 del pomeriggio soleggiato del 17 agosto 1995, Tony Galvano fu testimone di uno strano evento. Vide un disco volante che brillava sotto il cielo azzurro che sovrastava la regione di Serrania. Quando l’oggetto passò sopra la piccola comunità di Joaquin V. Gonzalez, molti altri testimoni lo notarono. Fu seguito da altri due oggetti (missili?) che si schiantarono contro di esso. La navicella, colpita, precipitò poco dopo. Dopo qualche secondo, si udì una potente esplosione a cui seguì un movimento sismico. Secondo il testimone, la scossa fu avvertita fino a duecento miglia di distanza. In effetti i rapporti suggerirebbero che i residenti di città lontane, come Gaona, El Quebrachal ed El Galpon l’avrebbero avvertita. Nelle piccole comunità si diffuse panico. I residenti affermarono di aver visto una colonna di fumo denso e nero che si alzava, alta, nel cielo senza nuvole.
Galvano, in seguito dichiarerà di “non aver mai visto niente di simile” e che si trattava sicuramente di un oggetto strutturato. Mentre molti residenti correvano verso la zona dell’impatto, Galvano raggiunse la vicina pista di atterraggio, dove c’era il suo aereo, un Flystar e decollò immediatamente. Ma, a causa del fumo nero e denso, non riuscì a localizzare la navicella abbattuta. Dopo diversi giri, volando in mezzo al fumo decise che era meglio desistere e tornò al campo di atterraggio.

Intanto, le radio cominciarono a trasmettere le interviste di persone che avevano assistito al fenomeno. Tutti concordavano sul fatto che l’oggetto, qualunque cosa fosse, era stato abbattuto intenzionalmente.
Galvano, preoccupato, organizzò, insieme ad altri residenti una ricognizione del territorio. Tuttavia, trattandosi di una zona molto vasta, non riuscirono a individuare il luogo dello schianto.
Due giorni dopo, però, Galvano riprese il volo. Questa volta individuò una spianata sulla quale si vedevano segni di impatto. Il sito dello schianto si estendeva per circa tre miglia con una larghezza di seicento metri e presentava un solco centrare ricoperto da una polvere bianca. Era ovvio che su quell’area bruciacchiata era impattato un oggetto grande e pesante. Scendendo di quota, poté chiaramente vedere gli alberi spezzati o sradicati, scaraventati sui lati. Stranamente, questi alberi apparivano corrosi, “come se fossero stati spruzzati con l’acido”. Della navicella, però, non c’era più traccia.
Ora che sapevano dove andare, raggiunsero, via terra, il sito dello schianto, Su posto Galvano raccolse un campione di quella "strana polvere" sulla quale gli specialisti dell’Università di La Plata condurranno delle analisi. Risultò composta da potassio puro al 98%, contaminato per il restante 2% da un materiale sconosciuto. Ulteriori ricerche nell'area non avrebbero prodotto ulteriori reperti.

Quindici giorni dopo l’evento Galvano segnalò dei fatti strani, degli individui che lui non aveva mai visto prima, in abito nero, a bordo di un 4×4 sembrarono interessarsi al caso e lo esortarono a lasciare perdere. Le minacce continuarono sotto forma di telefonate notturne, fino a quando Galvano decise di desistere.
I fatti accaduti ventotto anni or sono rimangono avvolti nel mistero. Lasciano più domande che risposte: si parla di tanti testimoni, ma chi erano?
Cosa cadde al suolo?
Si parla di due missili, chi li lanciò?
Dove sono le foto dell’oggetto volante che qualcuno afferma di aver scattato?
Chi rimosse l’oggetto dal sito dello schianto?
E infine, erano davvero dei man in black quelli che minacciarono il nostro testimone?

sabato 21 ottobre 2023

L’INCIDENTE DI LA ROCHELLE



Poco dopo le 18:00 del 15 agosto 1981, sotto il cielo grigio e coperto di La Rochelle (vicino a Mutare, nello Zimbabwe) venti braccianti agricoli, guidati dal loro caposquadra, Clifford Muchena, stavano tornando alla tenuta per passarvi la notte. All’improvviso, videro una “palla di fuoco” di circa un metro di diametro che si muoveva velocemente rimbalzando sugli immensi prati verdi. I testimoni assistettero singolarmente a una parte dell'incidente in quanto, dislocati in varie posizioni, poterono vederlo da diverse angolazioni. In effetti, molti di loro lo trovarono così spaventoso che con le loro famiglie abbandonarono la casa e cercarono rifugio nella foresta. Erano convinti che si trattasse di fantasmi: degli spiriti dei loro antenati o forse, di uno spirito perduto che aveva smarrito la sua strada.
Alcuni di loro affermarono di aver visto tale palla arrampicarsi sulle mura della torre di osservazione per poi entrare nella stanza in alto. Muovendosi al suo interno, dava l'impressione che l'edificio fosse in fiamme. Altri affermarono, addirittura, di aver visto delle vere fiamme uscire dalla finestra. Dopo pochi secondi le fiamme parvero ricomporsi in una palla che lasciò la torre rotolando giù e attraversando il prato, si diresse verso le sale da tè della tenuta. I testimoni notarono che non lasciava segni di bruciature dietro di se.
Pure la torre, esaminata successivamente, non riportò alcun danno.

Muchena racconterà dell'incontro a Cynthia Hurd, del MUFON UFO Journal, nel maggio 1983. Ammise di non aver assistito all’ingresso della palla luminosa nella torre, ma affermerà di aver visto una palla di luce vicino alla sala da tè. Corse subito verso il campanello per dare l'allarme, ritenendo imminente un incendio e mentre suonava con forza il campanello, la strana palla gli rotolò accanto e si arrampicò sul muro dell'edificio. Ancora una volta entrò all’interno e si ebbe l'impressione che la stanza prendesse fuoco.
Mentre osservava le "fiamme" in cima all'edificio, notò tre figure che gli davano le spalle. Sembravano guardare anche loro. Inizialmente pensò che uno di loro fosse il signor Andrew Connolly, il suo supervisore, che era venuto a vedere quale fosse il problema. Era così sicuro che lo chiamò per nome, ad alta voce: le tre figure si girarono lentamente. Indossavano tute biancastre così lucenti che non riusciva a vedere i loro volti. Splendeva così tanta luce che dovette proteggersi gli occhi con le mani. Improvvisamente, cadde in ginocchio. Si sentì paralizzato e oltremodo spaventato: era in loro potere.
A causa dell’estrema luminosità teneva gli occhi coperti e chiusi e quando finalmente trovò il coraggio di riaprirli, i tre individui e la sfera di luce erano già spariti.

Quando gli fu chiesto se pensava si trattasse di persone provenienti da un altro mondo, Clifford rispose che credeva fossero degli spettri. Disse a Hurd: - Penso che potrebbe trattarsi degli spiriti dei miei antenati.
Antenati che indossavano abiti lucenti? Fu il commentò della giornalista. A cui rispose: - i tempi cambiano, si saranno adattati.
Si tratta certamente di una percezione particolare e soggettiva dell’incontro. Il personaggio, africano, aveva una concezione della vita (della morte) e dell’ambiente, diversa da quella di un europeo. Tuttavia se, per assurdo, accettiamo la teoria che, in un remoto passato, sia esistita una civiltà avanzata, allora quegli abiti “futuristici” parrebbero adatti alla teoria ancestrale di Clifford.

giovedì 5 ottobre 2023

L’UFO DI POLONIA (MAINE)


Erano le ore 03:00 del 27 ottobre 1975. Il ventiduenne David Stevens e il suo amico Glen Gray stavano guidando lungo una tranquilla strada di campagna, appena fuori Oxford, nel Maine. Il loro, era l'unico veicolo sulla strada, i suoi fari fendevano solitari la fitta oscurità della notte fino a quando non comparve un oggetto luminoso “grande quanto un campo da calcio”. Lo strano oggetto si diresse direttamente verso l’auto posizionandosi, per qualche istante, direttamente sopra il veicolo in movimento. Fu a questo punto che vennero colpiti da un raggio di luce. Il veicolo sbandò lateralmente, fermandosi una quindicina di metri più avanti. Gli automobilisti, probabilmente, rimasero privi di sensi, poiché si risvegliarono nel veicolo fermo, rendendosi conto che erano passate diverse ore.
Tornarono a casa, entrambi confusi e consapevoli che era successo qualcosa fuori dall'ordinario. Ma, non sapevano cosa. Dovettero passare diverse settimane prima che Stephens si decidesse a vedesse un medico e si sottoponesse a una regressione ipnotica: ne venne fuori una storia inquietante in parte avvalorata da un agente di polizia che avrebbe segnalato un UFO simile, nello stesso momento e nella stessa area.



Le stranezze parvero iniziare ben prima dell’avvistamento dell'enorme oggetto luminoso. Intorno alle 2:30, mentre si dirigevano verso il lago Thompson, la loro macchina fu “afferrata” da una forza esterna che ne prese il controllo. L’auto deviò, da sola, verso una strada secondaria che portava a Oxford. Ebbero l’impressione che le ruote non toccassero più l’asfalto. Stephens ricorda che dopo una curva, improvvisamente, vide delle luci colorate. Rimasero visibili solo per pochi attimi, poi due grandi bagliori li accecarono.

Stephens si ritrovò a guardare la macchina dalla finestra di un ambiente dove, subito dopo, entrò una strana creatura. Descrisse questo essere come basso (circa quattro piedi e mezzo) e con la pelle estremamente pallida. La sua testa aveva una forma a fungo, due occhi senza sopracciglia e al posto del naso c'erano "due puntini". Era coperto da una sorta di tunica. Nella sua testa risuonò un messaggio che gli diceva di non aver paura, suggerendo agli investigatori una sorta di comunicazione telepatica. La creatura lo guidò verso un altro vano, nel quale c'erano altri individui alieni. La stanza aveva una chiara impostazione medicale: c’era persino quello che sembrava un tavolo operatorio sul quale gli fu detto di stendersi. Quindi, furono prelevati campioni di sangue. Poi gli fu chiesto di spogliarsi, ma invece di obbedire, Stephens, nel tentativo di sottrarsi a quello che sembrava il preludio di una visita medica, si scagliò contro uno di loro. Non ottenne l’effetto sperato: le creature si limitarono ad allontanarsi dal tavolo. Infine, rassicurandolo, hanno insistito, convincendolo a spogliarsi: la natura surreale di quell'esperienza stava già indebolendo la sua volontà.
C'era un grosso dispositivo con un braccio, simile a una macchina a raggi X, che si muoveva sopra di lui. Quando il dispositivo veniva spostato, si sentiva un chiaro "clic". Prelevarono campioni di capelli e dei ritagli di unghie. Questi campioni finirono in una sorta di tubi.

Non sa come, ma si ritrovò improvvisamente in un'altra stanza a guardare di nuovo fuori da una finestra. Successivamente, allo stesso modo, si ritrovò in macchina, al posto di guida, con Glen seduto accanto a lui. Entrambi si stavano riprendendo e il veicolo era ancora fermo, accostato al lato della strada. Ma la cosa più inquietante era che la nave spaziale rimaneva sopra di loro. Stephens accese il motore e si allontanò rapidamente.
L’oggetto li seguì fin sopra la città di Polonia, poi scomparve dalla vista. Così, invertirono il senso di marcia per tornare verso Oxford. Ma l’avventura non era finita: dopo un po’, l’auto ritornò sotto il controllo di una forza esterna e i due amici si ritrovarono in una strada buia, affacciata sul Tripp Pond. Fu allora che il motore si spense e davanti a loro apparve una nave ancora più grande!
L'enorme scafo si trovava a non più di 300 piedi dal tetto dell'auto. Mentre osservavano con ammirazione l'incredibile spettacolo, notarono due scafi più piccoli emergere dall'acqua. Si alzavano in alto poi si tuffavano di nuovo in l'acqua. Lo fecero più volte poi, insieme alla grande nave rimasta in bilico sopra l'auto, schizzarono in aria e scomparvero. L'incontro durò una ventina di minuti. Quando riavviarono l'auto e si avviarono verso la casa di Stephens, il cielo sopra di loro cominciava a schiarirsi. Uno sguardo all'orologio rivelò che erano appena passate le ore 07:00. I due giovani andarono subito a letto: non parlarono con nessuno dell'incontro poiché temevano di essere presi per pazzi.

Ma, poco dopo, entrambi iniziarono a sentirsi male. Stephens, in seguito, affermò che si sentivano storditi, tanto da non riuscire a camminare, a vedere bene e a malapena a parlare. La madre di Stephens testimoniò che i due giovani avevano mani e piedi gonfi ed entrambi sudavano copiosamente ma lamentavano un freddo intenso. Nonostante, li coprisse, non riuscì a tenerli al caldo. Alla fine della giornata, circa dodici ore dopo l’incidente, cominciarono a sentirsi meglio, ma tornarono in piena forma solo dopo diversi giorni.