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venerdì 11 novembre 2016

ASHERAH: LA MOGLIE DI DIO



In principio, nella mente dell’uomo, Dio non esisteva. Erano ormai quasi due milioni di anni che l’essere umano calpestava il suolo del pianeta Terra, vivendo e morendo da solo. La prima idea della possibilità di "un qualcosa dopo la morte" apparve solo 90.000 anni fa e ce ne vollero altri 60.000 perché il concetto di "Dio" apparisse nella cultura umana, ma attenzione: quel Dio era femmina!


Fu solo successivamente, con l’avvento delle tribù guerriere che il concetto di Dio iniziò a cambiare. Ci fu quasi un colpo di mano da parte del Dio maschile contro la sua antagonista femminile, cosa che relegò le donne, da allora sino ad oggi, in posizione soggiogata e socialmente inferiore rispetto agli uomini. All’inizio del tempo non c’erano eroi, ma solo Lei: la dea Madre.


Madre generatrice del mondo e del cielo, del giorno e della notte. Madre del Creato, concedeva la vita e portava la morte. Nessuno si sognava di dire che fosse cattiva – anche se qualcuno l’avrà maledetta e bestemmiata nel suo idioma preistorico di fronte all’ennesima sciagura che la natura gli infliggeva. Ella governava il ciclo della vita e della morte senza né saggezza né crudeltà, secondo un ordine cosmico che dalla terra ci faceva nascere e alla terra ci faceva tornare, in un ciclo senza fine. L’uomo era parte dello spirito della terra. La Dea Madre è stata simboleggiata con il serpente, l’animale che sulla terra è adagiato, quasi compenetrato in essa.

Era multiforme: donna e serpente, dunque, materna e assassina, solare e lunare allo stesso tempo. Le popolazioni di tutto il globo la veneravano, con una sorprendente similitudine da un estremo all’altro del pianeta. Persino nella remotissima isola di Pasqua la simbologia e il culto della Dea Madre e del serpente era fondamentalmente pacifica e tollerante, basata su sistemi matriarcali; a differenza della religione maschilista che impone di conquistare le cose con il sudore, il dolore, il sangue.

Con l’avvento del Cristianesimo, i padri della chiesa si sono adoperati (senza peraltro riuscirci appieno) per cancellare ogni traccia della presenza della Dea Madre. La storia ci dice che il culto cristiano si è impossessato di tutti i nomi della Dea Madre, dei suoi attributi, delle cerimonie, dei riti e delle festività. I suoi templi e con il passare del tempo, i suoi archetipi sono stati rimodellati sulla figura di una sola entità femminile: la Vergine Maria. Durante il Medioevo migliaia di donne innocenti vennero arse vive sui roghi dell’Inquisizione con l’accusa di stregoneria, semplicemente per aver seguito le vie della Dea, o per aver messo a frutto le loro doti di guaritrici e druidiche.

Dopo tutto ciò che ho detto, mi meraviglierei se a qualcuno potrà sembrare strano, o addirittura sconvolgente, che Dio, "El" (singolare di Elohim), il Dio delle religioni della nostra tradizione avesse una moglie: Asherah.
Nella Bibbia, il libro di Geremia la identifica come "La Regina dei Cieli".
In una iscrizione risalente all' VIII secolo a.C., alcuni studiosi hanno rinvenuto una richiesta di benedizione rivolta a Yahweh e alla sua Asherah, ed hanno così identificato la Dea come sua compagna, con pari poteri e dignità.
Nel libro dei Re, inoltre, c'è un riferimento - uno solo, ma chiaro - ad una statua di Asherah posta all'interno del Tempio di Gerusalemme, indicando così che la Dea era presente anche nel luogo più sacro.
Molte traduzioni della Bibbia preferiscono tradurre Asherah con "Albero consacrato". Questo sembra dovuto, almeno in parte, al desiderio di nascondere, ancora una volta, la Dea. Asherah non è stata completamente cancellata dalla Bibbia, nonostante gli sforzi dei suoi editori maschili, alcune tracce rimangono. Basandosi su queste tracce, su prove archeologiche e su riferimenti a questa Dea citati in altri testi antichi, è possibile ricostruire il ruolo che ha avuto nelle religioni semitiche.