Cerca nel blog

venerdì 3 febbraio 2017

LICANTROPIA


Non credo siate disposti a credere nelle storie di lupi mannari. Infatti queste storie non sembrano molto credibili anche perché sono tutte molto antiche, risalenti al 16esimo o al 17esimo secolo. La natura superstiziosa delle persone dell’epoca e la scarsa propensione all’indagine scientifica fanno si che tutti i miti in circolazione su questi famosi mostri possano essere sfatati. Sorprendentemente, esiste un convincente caso di un vero lupo mannaro risalente al 1983, indagato dai famosi demonologi Ed e Lorraine Warren; il caso, come vedremo, sembrò trovare la sua risoluzione nell’ipotesi della possessione demoniaca. Ecco il caso di Bill Ramsey, il lupo mannaro di Londra, una delle indagini più intriganti in cui furono coinvolti i Warren.



Bill Ramsey nacque nel 1943 a Southend-on-Sea, una contea inglese e tutto iniziò quando aveva solo 9 anni. In un caldo giorno d’estate mente era intento a giocare nel suo cortile fantasticando chissà quali avventure, venne improvvisamente colto da una sensazione di freddo e sentì anche un odore nauseabondo. Poco dopo tutto sembrò tornare alla normalità, ma notò qualcosa di diverso: si rese conto che tutti i suoi giochi erano infantili, come se lui, Improvvisamente, non avesse più nove anni. Le persone intorno a lui sembravano spaventate, le madri chiamavano a se i propri figli, ma il ragazzo rimase impassibile, chiedendosi che cosa stesse accadendo. Avvertì di nuovo il freddo. Nella sua mente, comparivano immagini di se stesso come un lupo e sentì dentro una potente rabbia che lo costrinse a sfogare tutta la sua ira ringhiando ai passanti. I genitori di Ramsey, preoccupati, tentarono di avvicinarsi, ma lui li accolse in un modo tutt’altro che amichevole. Poi, in preda a una rabbia feroce, con le mani e i denti, strappò brutalmente il filo metallico di un recinto. Secondo i testimoni ringhiava come un lupo. I genitori, spaventati a morte, non riuscendo ad avvicinarsi si rinchiusero in casa. Poi, lentamente, la rabbia svanì e Ramsey, ritornato il bambino spensierato di sempre, bussò alla sua porta e venne accolto, seppur con riluttanza, dai genitori.



Verso i 12 anni, mentre con sua madre si recava tranquillamente a scuola, improvvisamente, si acquattò sulle "zampe" e si precipitò a scuotere con violenza un palo pubblicitario, sbavando e ringhiando contro chiunque gli si avvicinasse. Ad un certo punto addirittura smosse e dissotterrò il palo che era piantato nel calcestruzzo e poi con una forza inimmaginabile lo piegò più volte davanti agli occhi atterriti della gente. Da allora gli attacchi divennero più frequenti, ma i genitori si affidarono ad alcuni psicologi che seppero insegnare al ragazzo come controllare quegli attacchi di rabbia improvvisa. Maturava, però, in Ramsey l’idea di essere un lupo mannaro: si convinse di essere, in realtà, un lupo nel corpo di un essere umano e quella convinzione, probabilmente, lo accompagnò per tutta la vita.



Ramsey, tutto sommato, ebbe una vita normale. Si sposò, ebbe una bambina e si guadagnò da vivere come falegname, ma gli orrori vissuti decenni prima si stavano per ripetere. La notte del 5 dicembre 1983, stava tornando a casa dopo una lunga giornata di lavoro quando improvvisamente un dolore tremendo gli pervase il petto. Tutto il suo corpo era ricoperto di sudore freddo e i suoi respiri si fecero irregolari. Si precipitò al più vicino ospedale, a Southend. Sentì il dolore lancinante al petto protendersi verso il braccio destro mentre barcollava all’ingresso del pronto soccorso. Due infermiere accorsero subito verso di lui aiutandolo a sdraiarsi su una barella per poi trasportarlo d’urgenza.
All’improvviso Ramsey emise un ruggito agghiacciante, poi un’altro così forte che le infermiere fecero un balzo indietro per la paura. In un istante l’uomo aggredì un’infermiera mordendola al braccio e staccandole quasi un pezzo di carne. L’altra infermiera, inorridita, si mise a strillare chiedendo aiuto. Un giovane poliziotto che era di turno vicino al pronto soccorso si precipitò in ospedale, ma non si aspettava di vedere vagare per i corridoi una bestia più che un uomo: l’espressione sul suo volto era disumana e tratteneva saldamente le due infermiere terrorizzate. Grazie solo all’intervento, provvidenziale, di un altro infermiere il poliziotto riuscì a legare la bestia, servendosi di una cinghia. Ramsey riprese conoscenza all’interno di un’ambulanza che lo stava trasportando al Runwell Mental Hospital: non ricordava nulla di ciò che era successo poco prima.

Pochi giorni dopo il terribile accaduto, Ramsey si presentò alla stazione di polizia di Southend implorando gli agenti di essere rinchiuso per la sua sicurezza e quella degli altri ma, sfortunatamente, proprio in quel momento ebbe un nuovo e improvviso attacco di rabbia. Dimostrando, ancora una volta, una forza sovrumana, assalì un agente sollevandolo da terra e scaraventandolo nel parcheggio come se fosse un fuscello. Ci vollero sei uomini per immobilizzarlo e tre di loro finirono in ospedale. Ramsey venne chiuso in una cella di detenzione della stazione di polizia e ringhiò per tutta la notte. La polizia fu costretta a chiamare un medico per somministrargli un potente sedativo.



Questa volta, però, il caso non finì nel dimenticatoio: la notizia finì sui giornali e TV locali. Ed e Lorraine Warren vennero a conoscenza di questo caso mentre guardavano un episodio dello show televisivo inglese "Incredible Sunday" e rintracciarono Ramsey con l’aiuto della polizia. La coppia di demonologi era convinta che l’uomo fosse posseduto da un’entità malvagia estremamente potente, dunque insieme al ricercatore del paranormale John Zaffis e alla moglie di Ramsey, Nina, si riunirono presso la chiesa locale per testimoniare l’esorcismo. Erano presenti anche David Alford e John Cleve del giornale "The People". L’incaricato dell’esorcismo fu, invece, il vescovo Robert McKenna il quale nella sua lunga carriera ha eseguito molti altri esorcismi. Il vescovo si assicurò che quattro agenti di polizia fossero pronti a bloccare Ramsey nel caso reagisse con quella forza disumana che più volte aveva dimostrato di avere. Quando l’esorcismo iniziò, Ramsey tremava in maniera incontrollabile e cercò di attaccare il vescovo il quale stava tenendo impresso un crocifisso sul volto dell’indemoniato. Ringhiava e si avventò su McKenna. Il vescovo scattò prontamente all’indietro per non essere afferrato e protraendo il crocifisso verso l’alto recitò l’esorcismo in latino. Piano piano Ramsey sentì il suo corpo diventare sempre più debole e caldo, un ultimò debole ruggito venne fuori dalla sua bocca e poi svanì insieme a tutta la sua rabbia. Il demone se n’era andato e Ramsey si sentiva purificato.



I Warren non fornirono alcuna prova fotografica e non effettuarono riprese, ma la presenza della celebre coppia di demonologi, del ricercatore del paranormale John Zaffis e del famoso esorcista McKenna, è di per se garanzia di credibilità. Inoltre, non è mai stato riportato un vero mutamento di forma di Ramsey, sono noti solo i suoi comportamenti, simili a quelli tipici di un lupo mannaro. Per spiegare questo caso con un’impronta più scientifica si parlò di licantropia clinica, una rara sindrome psichiatrica che induce chi ne è affetto a credere di potersi trasformare in un animale. La sindrome, spesso, costringe chi ne soffre a voler assomigliare a un lupo, nell’aspetto ma principalmente nel comportamento. Negli stadi più gravi i malati desiderano cibarsi di carne cruda, anche di carne umana e di sangue. Tuttavia, queste interpretazioni non spiegano come abbia fatto Ramsey, quando era ancora piccolo, a piegare un paletto d’acciaio a mani nude.