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domenica 6 agosto 2017

LA CREATURA

Questa storia è costellata da numerose testimonianze e versioni tutte differenti. L’unico elemento che mette tutti d’accordo è dove e quando questo caso sia iniziato: in una delle regioni più povere della Russia.
Come tante storie del genere, tutto inizia in un’estate molto calda. Correva l’anno 1996 e il piccolo villaggio di Kaolinory, nei pressi di Kyštym, non viene risparmiato dall’ondata rovente. Tamara Vasilieuna Prosvirina è un’anziana signora con lievi disturbi psichiatrici che ha la strana abitudine di decorare la sua casa con i fiori colti dal cimitero di notte. La sera del 13 agosto Tamara sta andando, come sua solita abitudine, al cimitero quando sentì degli strani lamenti provenire da dietro un albero, inizialmente pensò al verso di un qualche animale, ma mano a mano che si avvicinava alla fonte sonora si rese conto che quel verso era più simile a un grido infantile misto a un fischio. Girò intorno all’albero e scorse ai suoi piedi quello che, apparentemente, sembrava un bambino ancora vivo. Tamara immediatamente avvolse la creatura nel suo scialle e la portò a casa, gli diede anche un nome: Aleshenka e cominciò a trattarlo come se fosse suo figlio.

Il giorno dopo la nuora di Tamara, che si chiama come l’anziana, preoccupata, andò a far visita alla suocera dopo aver ricevuto una strana telefonata in cui la stessa le comunicava che aveva avuto un bambino. Quando Tamara Jr. arrivò a casa della suocera non riusciva a credere ai suoi occhi: sul letto, avvolta in uno scialle, c’era una strana creatura che ella stessa descriverà più tardi come qualcosa “non di questo pianeta!”. L’aspetto di Aleshenka era terribilmente inquietante: la pelle era grigiastra, la testa molto grande rispetto al resto del corpo e nella forma ricordava quella di una cipolla. Gli occhi erano molto grandi e a mandorla e sotto di essi c’era una piccola fessura da cui la creatura sembrava respirare. Tuttavia ciò che faceva più impressione era il suo modo di mangiare: nessuno vide mai la sua bocca muoversi, era come se succhiasse il cibo. Secondo Tamara Jr. la creatura si nutriva consumando letteralmente il cibo!

A partire da questo punto la storia si complica, poiché le versioni sono diverse. Qualche giorno dopo il ritrovamento di Aleshenka, Tamara venne ricoverata in un ospedale psichiatrico. Altri testimoniarono che, in realtà, fu un vicino a chiamare l’ospedale locale dopo aver sentito l’anziana donna affermare di aver avuto un bambino: ovviamente nessuno le credeva a causa dei suoi disturbi mentali ben noti al vicinato. Insomma, non è chiaro come Tamara sia finita in ospedale, quel che è certo però è che Aleshenka fu lasciato solo nella casa della donna senza che nessuno si prendesse più cura di lui. Durante tutto quel tempo, Tamara cercò disperatamente di avvisare il personale medico che il suo bambino era rimasto a casa da solo, ma nessuno le credette. I più curiosi cercarono di sbirciare dalla finestra della casa affermando di aver visto solamente “un gatto avvolto in alcuni stracci”. In effetti, le uniche persone che videro vivo Aleshenka furono sua nuora e un suo conoscente: Vladimir Nurdinov, noto alla polizia per aver commesso dei crimini di poco conto. Non si conosce il motivo per cui Nurdinov era solito visitare Tamara, fatto sta che quando l’uomo e Tamara Jr. vennero informati che era stata ricoverata, si recarono subito nella casa dell’anziana, ma era troppo tardi. Purtroppo trovarono la creatura ormai priva di vita, morta, probabilmente di stenti.

Non sapendo cosa fare Nurdinov prese con sé il corpicino rinsecchito di Aleshenka e lo portò a casa sua, li chiamò Vladimir Bendlin, un poliziotto locale. Bendlin ipotizzò subito che quelli erano i resti mummificati di un bambino e li portò dalla dottoressa Irina Yermolaeva per delle analisi. Fu subito chiaro che non si trattava di uno scherzo: quello era un vero corpo mummificato. La dottoressa, infatti, ammise che si trattava di un bambino prematuro deformato probabilmente dalle radiazioni causate dall’incidente di Kyštym, uno dei più gravi disastri nucleari della storia, secondo solo agli incidenti di Černobyl e Fukushima. Tuttavia Lyubov Romanowa, una sua assistente, che aveva visitato moltissimi bambini affetti da deformazione da radiazioni, riferì di non aver mai visto nulla di simile e che, secondo lei, quella creatura non poteva essere di origine umana! C’erano troppe differenze con l’anatomia di un normale bambino, almeno venti di queste riguardavano la testa che consisteva in quattro ossa che si chiudevano tra di loro con spigoli molto accentuati, senza contare che non aveva nessun apparato sessuale e gli mancava anche l’ombelico che tutti i mammiferi hanno.

La bizzarra storia di Aleshenka cominciò a diffondersi a macchia d’olio e i media iniziarono ad interessarsi alla vicenda facendo visita al piccolo villaggio russo. Dopo i media, arrivarono molti esperti e appassionati di UFO e alieni. Nonostante fossero trascorsi diversi giorni, non era stato ancora eseguito, sulla strana creatura, l’esame del DNA. A questo punto, entra in scena Boris Zolotov, sedicente ufologo, ma noto per essere un ciarlatano, che si disse pronto ad effettuare il test del DNA. Bendlin, in buona fede, consegnò la creatura agli assistenti di Zolotov. Il poliziotto pensava di ricevere il risultato entro poche settimane, ma passarono i mesi e Boris Zolotov non si fece sentire. Venne rintracciato dai giornalisti della TV russa, ai quali diede una spiegazione a dir poco assurda: affermò che uno dei suoi assistenti, mentre stava guidando verso il laboratorio con il corpo, per le analisi, vide scendere dal cielo un disco volante che gli bloccò la strada. Zolotov proseguì dicendo che gli occupanti del mezzo vollero la creatura, poi se ne andarono sparendo all’orizzonte. Una storia assurda, talmente assurda che molti teorizzano che l’ufologo sarebbe stato costretto a consegnare i resti di Aleshenka non agli alieni, bensì ai servizi segreti russi, come affermano delle fonti anonime. Qualsiasi cosa accadde, i resti di Aleshenka non furono mai più ritrovati.

Tuttavia, qualche giorno dopo, una donna sconosciuta affermò di essere venuta in possesso della coperta che avvolgeva Aleshenka. La donna cedette la coperta a Bendlin chiedendo di sottoporla a un esame per la ricerca del DNA, non prima di essere stata rassicurata che le analisi sarebbero state effettuate da persone competenti. Tamara Jr. confermò che quella era effettivamente la coperta usata per avvolgere Aleshenka e i risultati del DNA mostrarono tracce di DNA umano, presumibilmente quelle di Tamara e tracce di un ceppo sconosciuto. Nonostante questo risultato, la relazione finale fu piuttosto contraddittoria: affermò che Aleshenka non era altro che un bambino prematuro (di una ventina di settimane) con gravi malformazioni. Ma i bambini nati così prematuramente non riescono a sopravvivere naturalmente per più di un paio d’ore dopo la nascita; Tamara, invece, l’aveva accudito per svariati giorni.

Si trattò, ancora una volta, di un tentativo di insabbiamento? Forse, ma ad avvalorare la teoria del complotto vi sono due insolite morti. Tamara fu vista l’ultima volta mentre, nuda, di notte, vagava per strada. Le persone che la notarono cercarono di metterla in salvo, ma sopraggiunse un veicolo a tutta velocità che la investì, uccidendola sul colpo! Il veicolo non si fermò per prestare soccorso e non si trovò mai il colpevole. Pensate che Tamara aveva appena deciso di sottoporsi a ipnosi regressiva e Mark Milkhimer, un esperto in questo campo, era partito per raggiungerla. Ma Mark, che godeva di ottima salute, morì anche lui, subito dopo essere giunto a Kyštym, di un improvviso attacco di cuore…