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giovedì 17 agosto 2017

PIOGGE PRODIGIOSE



Oggi affronteremo un argomento che, da sempre, è stato etichettato come leggende o racconti popolari: le piogge prodigiose. Fino alla metà del XVI secolo, in un arco di circa duemila anni, si trovano disperse in alcune fonti storiche e in varie opere erudite oltre un centinaio di segnalazioni di piogge o precipitazioni di sangue, di pietre, di carne etc. che sono altrettanto inesplicabili di quelle avvenute in epoche più recenti, le cui relazioni si trovano spesso stampate in pubblicazioni di tutto rispetto, in testi di Università e di Accademie scientifiche di ogni continente.
Cosa si vuole indicare con la generica dizione di pioggia prodigiosa? Ovviamente, qualsiasi precipitazione che riveste carattere di peculiare singolarità, cioè che esca chiaramente dai confini assegnati alla parola "pioggia" intesa come condensazione del vapore acqueo contenuto nell’atmosfera.
Questo tipo di evento coinvolge principalmente rane e pesci, ma non mancano storie di animali diversi. Ad esempio, la tempesta che nel 1578 portò su Bergen, una città della Norvegia, una pioggia di animali piccoli e squittenti. Proprio così, quel giorno a Bergen si è verificata una pioggia di topi vivi. Le cronache locali narrano di un evento definito apocalittico, quasi si trattasse di un castigo divino. Una particolarità: si trattava di insoliti ratti di colore giallo.

Un’altra testimonianza di un fatto accaduto nel vecchio continente è datata 11 luglio 1836. Perviene da un professore di Cahors (Francia) il quale inviò una lettera all’Accademia delle Scienze di Parigi. Nero su bianco il professore scrisse le seguenti parole: - Ad un certo punto vidi questa strana nuvola sui cieli, si trovava a circa sessanta tese di distanza da noi. I cavalieri che venivano da Tolosa furono costretti ad usare le loro giacche perché questa strana tormenta li colse di sorpresa e li spaventò soprattutto perché furono vittime di una pioggia di rospi… -
Questa frase descrive in modo chiaro e conciso che si verificò una pioggia di anfibi su quella città medievale. Un altro evento, riportato in tutto il mondo non soltanto per la sua straordinarietà, ma soprattutto perché avvenne in seguito a un terremoto, è la pioggia di pesci gatto avvenuta nel 1861 che durò per ben tre giorni! Gli abitanti della città-stato di Singapore infatti dopo aver subito il terremoto furono testimoni di questo strano evento. Le iscrizioni tramandate fino a noi raccontano che le persone raccoglievano il pesce in secchi lasciati fuori dalla porta, sembrava che il cielo, in qualche modo, volesse scusarsi di aver provocato il disastro.
La maggior parte degli animali muore a causa del violento impatto col terreno, ma una percentuale sopravvive alla caduta. Sono stati riportati anche casi molto particolari dove questi animali erano totalmente congelati o inglobati nel ghiaccio. Una cosa del genere capitò, nel 1997, a un pescatore giapponese, che venne colpito alla testa da un calamaro surgelato. Lo sfortunato nipponico rimase privo di sensi e riportò anche danni cerebrali. Se pensiamo a un calamaro ghiacciato che precipita da chissà quale altezza si potrebbe anche dire che, nella sfortuna, gli è andata anche bene.

Ma dal cielo non sono caduti solo anfibi e pesci, sono precipitati a terra, in diverse parti del mondo, anche altri animali più strani e pericolosi. Testimonianze recenti dimostrano che dal cielo possono arrivare anche ragni e serpenti velenosi.
Nella città Australiana di Goulburn, ad esempio, sia nel 2012 sia nel 2015 si è verificato un fenomeno sgradevole, legato a certi ragni migratori. Gli scienziati affermano che questi ragni, per riprodursi e diffondersi in nuovi territori, adottano la tecnica del "ballooning" o "floating", ovvero si riuniscono in punti particolarmente elevati e lanciano letteralmente in aria fiotti di setta affidandosi poi alla forza del vento che li trascina anche per chilometri fino a giungere in un nuovo territorio. Questo fenomeno non è per niente raro, alcuni l’avranno osservato nelle campagne, ma sicuramente fa più scalpore quando questi aracnidi cadono nelle zone abitate. Tempeste di questo genere si sono verificate in Brasile e in Argentina nel 2007 e nel Texas nel 2013.
Ma se invece di minuscoli ragnetti piovessero enormi serpenti neri? A questo terribile scenario assistettero i cittadini di Memphis (USA) verso la fine di gennaio del 1877. I giornali dell’epoca narrano di un diluvio di serpenti neri, lunghi fino a 45 centimetri. Questi rettili avevano letteralmente invaso le strade di questa città del Tennessee. C’e n’erano così tanti che la maggior parte di essi era intrecciata, formando un miscuglio di squame e viscidume che si trascinava per le strade come se fosse un fiume nero, in piena, durante una pioggia torrenziale.

Un fenomeno davvero inquietante e per fortuna anche meno frequente è accaduto proprio in Italia, a Messignadi, un piccolo centro della Calabria. Stiamo parlando di una pioggia di sangue e carne. Proprio così: nel 1890 si verificò la caduta di piccoli pezzi di carne e sangue che inzupparono gli increduli abitanti di un color scarlatto. Si è accertato che si trattò effettivamente di sangue e carne di uccelli provocata, secondo gli studiosi, dalla macellazione di uno stormo di pennuti avvenuta a causa di forti venti in quota. Questo però non spiega dove siano finiti ossa e piumaggio. Un fenomeno di questa categoria più recente si è verificato in Colombia, nel villaggio chiamato La Sierra Bagadó, nel 2008. Gli scienziati si sforzano di spiegare il fenomeno adducendo che, nelle zone interessate o nelle immediate vicinanze, sono presenti violenti fenomeni temporaleschi accompagnati da trombe d’aria. I mulinelli creati dal vento, passando sulla superficie di mari, laghi o stagni, oltre a risucchiare l’acqua come abitualmente accade, portano con sé anche alcune delle forme di vita presenti nel luogo specifico. In base alla forza e alla velocità del vento si possono verificare poi situazioni diverse. Se il vento è così impetuoso da trascinare gli animali nelle zone più alte dell’atmosfera, si assiste a piogge di animali morti, congelati o inglobati in blocchi di ghiaccio o, addirittura, a brandelli di pelle e carne come nel caso di precipitazioni di sangue. Se invece le raffiche sono un po’ meno intense e non toccano altezze così elevate, spesso accade che gli animali cadano dal cielo ancora vivi. Ma perché queste precipitazioni riguardino sempre e soltanto un’unica specie di animali alla volta rimane ancora un mistero.

A coloro che sono interessati a vedere dal vivo uno di questi fenomeni, consigliamo di andare nell’Honduras, nella città di Yoro. Qui tra maggio e luglio si verifica la famigerata "lluvia de peces" ossia la pioggia dei pesci, un fenomeno che si ripete ogni anno, da più di un secolo, tanto che ora fa parte del folklore locale.