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sabato 21 gennaio 2017

MUTILAZIONI


Attenzione! Questo post contiene informazioni ed immagini dal forte impatto emotivo: se ne sconsiglia la visione a chi è facilmente impressionabile.




Col termine M.A.M. (Mysterious Animal Mutilation), ci si riferisce a numerosi episodi di mutilazioni patite dal bestiame ad opera di ignoti, in circostanze misteriose. Gli eventi si sono susseguiti negli Stati Uniti a partire dagli anni sessanta ovvero da quando iniziarono a trovarsi capi di bestiame rinvenuti morti che presentavano gravi mutilazioni.
Tali mutilazioni rivestono caratteristiche di particolare interesse scientifico ed investigativo per il modo in cui si sono verificate, diventando oggetto d'indagine di diversi enti governativi statunitensi. L'esistenza del fenomeno è confermato da indagini da parte dell'ATF, del Forest Service e dell'FBI, indagini che suggerirono alcune suggestive ipotesi, ma non approdarono a nulla. Dagli esami effettuati sulle carcasse fu evidenziato che agli animali erano stati asportati, nella maggioranza dei casi, i genitali e le zone circostanti.
Ciò che lasciava perplessi erano le modalità dell'asportazione, ovvero la precisione chirurgica delle incisioni e la totale assenza di sangue sia nel corpo dell'animale sia nella zona circostante. Le ferite erano caratterizzate da un taglio netto, analogo a quello di un bisturi e la sezione di tessuto interessata risultava cauterizzata. In molti casi la carcassa dell'animale presentava fratture multiple sul lato rivolto verso terra, questo ha fatto presupporre che fossero caduti da un'altezza elevata.
Questo particolare ha alimentato le teorie degli ufologi, i quali sostenevano che gli animali fossero stati rapiti dagli alieni per poi essere uccisi e scaraventati al suolo.
Tutto ebbe inizio il nove settembre 1967. In un ranch vicino ad Alamosa nel cuore della St. Luis Valley (Colorado), un fattore ritrovò la carcassa di Lady, una splendida puledra appaloosa di tre anni che giaceva, stesa su un fianco, in mezzo a un campo.
L'intera testa dell'animale era stata ripulita dalla carne. Il cervello, gli organi ed il midollo erano scomparsi. Tutt'attorno non c'era alcuna traccia di sangue. Gli unici segni nel terreno si trovano a circa 40 piedi (12 metri) dal corpo dell'animale e consistevano in 15 tracce circolari e da un cerchio di 3 piedi, formato da 6 buchi, ognuno di circa 4 pollici di diametro e di 3/4 pollici di profondità.
Rimossa la carcassa di Lady, una guardia forestale controllò la zona con un contatore geiger e rilevò delle radiazioni attorno alle tracce circolari; la radioattività, curiosamente, decresceva man mano che ci si avvicinava alla carcassa del cavallo. Il caso venne indagato dal dottor John Altshuler, ematologo e patologo all'Health Sciences Center di Denver che, di fronte ai resti del puledro, rimase profondamente scioccato: aveva notato un taglio che dal collo scendeva giù fino alla base del petto, un'incisione chiara e verticale. Sembrava che la carne fosse stata aperta e cauterizzata da un laser, ma questo congegno non esisteva nel 1967!
Dei campioni di tessuto vennero esaminati al microscopio. A livello cellulare c'era una consistente decolorazione e distruzione, con mutazioni causate da bruciature. Più stupefacente fu la mancanza di sangue: non si può tagliare un corpo senza versare del sangue. Ma non c'era assolutamente sangue nella pelle o sul terreno: non c'era sangue da nessuna parte! Al cavallo mancavano il cuore, i polmoni e la tiroide. Il mediosterno era completamente vuoto e asciutto.
Da allora sono stati registrati migliaia di casi simili a quello di Lady. Di solito si tratta di bovini, ma sono stati trovati mutilati in circostanze analoghe anche altri cavalli, nonché pecore, capre ed altri animali domestici. Il copione è quasi sempre lo stesso: asportazione delle parti molli, occhi, lingua, mammelle. Assenza di sangue nel corpo dell'animale e intorno a esso. Assenza di tracce nelle vicinanze oppure presenza di misteriose tracce non identificabili.
Col tempo, si è scoperto che le mutilazioni non sono un fenomeno esclusivo dell'America. È accaduto in Francia in Inghilterra e anche l'Italia non sembra essere immune dal fenomeno.
In ogni caso, la documentazione sulle mutilazioni animali è talmente vasta da portarci a concludere che il fenomeno sia troppo esteso per essere liquidato con spiegazioni convenzionali, ma c’è anche chi non la pensa in questo modo.
 

James Bagwell, sceriffo della contea di Humboldt nel Nevada, luogo in cui nel 1974 ci fu un'ondata di mutilazioni, afferma che i decessi possono essere avvenuti per cause naturali o per colpa dei ladri di bestiame. Quando muore una mucca, ci dice, gli animali spazzini si avvicinano e attaccano, per primi, i tessuti molli. Se un roditore si avvicina per mangiare sembrerà che la carne sia stata tagliata con un coltello e che intorno non vi siano tracce.
Un'altra ipotesi presa in considerazione dagli inquirenti è quella dei riti a sfondo satanico, durante i quali si celebrerebbero sacrifici. Si tratta di un’ipotesi molto debole, in quanto questi riti, raramente, propongono un sacrificio animale, piuttosto si sacrificano delle vergini o addirittura dei bambini. Gli unici culti che prevedono il sacrificio di animali sono il vudù e la teurgia pagana. Ma il vudù si limita a sacrificare animali da cortile, mentre i rituali della teurgia prevedono sì il sacrificio di un vitello, ma per essere validi necessitano di un grande spargimento di sangue che è ritenuto un elemento magico ed è quindi indispensabile per compiere qualsiasi sortilegio. Inoltre, questi riti si svolgono in un'atmosfera caotica dove non mancano danze, orge e iniziazioni, che lascerebbero chiari ed evidenti tracce sul terreno.
Una teoria più plausibile - ha scritto lo studioso inglese Timothy Good - è che le mutilazioni facciano parte di un progetto di ricerca segreto del governo americano. Durante l'indagine svolta nel 1967 da Raymond Ingraham e Mike Kellenbarger, l'uno ingegnere, l'altro membro dell’APRO (Aerial Phenomena Research Organization) sulla morte di Lady, il puledro di cui abbiamo riferito all'inizio, il fattore che aveva trovato la carogna dell'animale riferì che dopo il ritrovamento della carcassa, elicotteri senza insegne sorvolarono la valle, sparando ai coyote e spaventando il bestiame.
In Colorado nell'agosto del 1975, dopo che vi erano stati 130 casi di mutilazioni in due anni, il senatore Floyd Haskell aveva scritto all'FBI per richiedere assistenza. Nella sua lettera, Haskell notava che molti residenti delle zone rurali avevano detto di essere stati disturbati da elicotteri fantasma.
Il ricercatore Thimoty Good riferì che molti elicotteri senza contrassegno vennero avvistati nelle zone interessate dal fenomeno delle mutilazioni.

CASI IN ITALIA
Non sono mancati casi simili anche in Italia. Se ne occupò, a suo tempo, il prof. Malanga dell’Università di Pisa. Tutto iniziò con un trafiletto pubblicato, verso la fine degli anni ’90, su un giornale locale che descriveva la morte di nove cavalli da corsa, stranamente mutilati. Sulle prime, l’episodio non fu associato al fenomeno statunitense in quanto Pisa, con i suoi allevamenti di cavalli pregiati ed adibiti alle corse, andava soggetta al cosiddetto "racket delle scuderie" ma, tra le altre stranezze, i cavalli mutilati avevano tutti i garretti spezzati, come se fossero caduti dall’alto. Le uccisioni dei cavalli avevano fatto scattare azioni giudiziarie con rispettive indagini della Procura della Repubblica e dei Carabinieri di zona. I dati erano consultabili e si scoprì, parlando con i proprietari delle scuderie, che erano almeno dieci anni che, quasi sempre in Novembre, il fenomeno si ripeteva! Gli atti riguardavano processi contro ignoti, conclusisi con un nulla di fatto poiché dei colpevoli non vi era alcuna traccia.
Eppure, ogni anno a Pisa, cavalli da corsa venivano mutilati ed uccisi con le stesse tecniche impiegate sugli esemplari americani: il taglio dei padiglioni auricolari, un foro nell’occhio sinistro, il carotaggio dei capezzoli, l’asportazione dei genitali e di una parte del retto, il carotaggio di una parte della colonna vertebrale all’altezza della cervicale ed un foro nell’arto destro. Presentavano o lesioni sul collo o addirittura, parte delle ossa del collo rotte. Su un lato, la pelle, appariva completamente abrasa, come se fossero stati trascinati da qualche parte. I tagli erano netti, lo dichiararono gli esperti forensi, soprattutto nella zona del padiglione auricolare e d’altro canto le fotografie, ancora disponibili, mostrano una similitudine incredibile con i casi americani: un cavallo era impiantato nel terreno con gli zoccoli, come se fosse caduto dall’alto (dalla testimonianza resa ai carabinieri da un’impiegata del posto). Gli esemplari erano quasi sempre femmine. Una, gravida di cinque mesi, per testimonianza del suo padrone e di due stallieri, risultò, all’analisi necroscopica, priva del feto! Le cavalle lasciate a stabulazione libera si trovavano a circa cinque chilometri dalle stalle, in un campo fangoso, raggiungibile solamente col trattore o con gli stivali alti: nonostante tutto ciò nessuna traccia di qualsiasi mezzo fu ritrovata attorno o nelle vicinanze. I cavalli sono morti per infarto al miocardio e presentavano il ventricolo destro o sinistro scoppiato e completamente privo di sangue.
Per quanto assurdo, sembrerebbe che qualcosa, dall’alto, li abbia agganciati sollevandoli in aria. Quindi agli animali è stata praticata un’iniezione nella spalla destra per prelevare del sangue. Infine sono stati uccisi con una stimolazione a livello cerebrale che ha artificialmente aumentato il numero di battiti del cuore fino a farlo scoppiare. Gli organi sono stati prelevati in seguito, dopo che gli animali sono stati trascinati altrove, provocando anche l’abrasione del parenchima laterale esterno. Infine, sono stati gettati giù, nel luogo ove erano stati ritrovati.

MUTILAZIONI UMANE
A quanto pare, le mutilazioni non sarebbero limitate ai capi di bestiame. Esistono casi riguardanti esseri umani che sono stati ritrovati con gli stessi tipi di tagli riscontrati sugli animali.
Il primo a parlarne fu Bill English, un ex berretto verde. Nel maggio del 1970, con la sua squadra, venne inviato nel Laos per recuperare l’equipaggio di un bombardiere B-52 misteriosamente precipitato nella giungla. Quando giunsero sul posto, trovarono l’aereo come se fosse "adagiato" al suolo. L’aereo non presentava danni da impatto sulla fusoliera, tranne qualche ammaccatura sulla parte inferiore. Anche i motori non evidenziavano alcun danno, così come la vegetazione sulla quale l’aereo si era posato. Le sorprese però non erano finite: all’interno della carlinga furono rinvenuti i membri dell’equipaggio orrendamente mutilati, ma non c’erano tracce di sangue. Le incisioni, fatte con perizia chirurgica, sembravano realizzate con un raggio laser.
Si sono avute notizie di mutilazioni di esseri umani anche in Brasile, investigate dall’ufologo Encarnacio Zapata Garcia. Egli venne in possesso di alcune inquietanti foto e del rapporto autoptico di un corpo mutilato rinvenuto nei pressi di Guarapiranga il ventinove settembre 1988.
Le foto furono consegnate a Garcia dal dott. Rubens Goes, il quale le aveva ricevute dal cugino Sergio Rubens, tecnico della polizia locale. Il cadavere fu in seguito identificato, ma le autorità non ne hanno rivelato l’identità su esplicita richiesta dei parenti. Dallo studio delle foto, che qui riportiamo, Garcia rilevò inquietanti similitudini tra le ferite presenti sul corpo e quelle tipiche delle mutilazioni animali. Il rapporto dell’autopsia è rivelatore in tal senso e descrive il lavoro svolto dagli autori di tale atrocità, il tipo di tagli effettuati, la rimozione di interi organi interni attraverso piccole aperture, la mancanza di sangue e l’assenza di decomposizione, tutte caratteristiche presenti nelle mutilazioni animali di presunta matrice extraterrestre.
 

 
Il corpo era in perfette condizioni. Il rigor mortis non era ancora subentrato e venne valutato che la vittima era stata uccisa approssimativamente tra le 48 e 72 ore prima. Non vi erano segni di morsi di animali predatori o di putrefazione. Il sanguinamento delle ferite era minimo. Come si nota chiaramente dalle foto, i tessuti del viso e delle labbra sono stati escissi intorno alle mandibole. Inoltre, come da caratteristica comune nelle mutilazioni animali, il rapporto autoptico rilevò la rimozione degli occhi, delle orecchie e lo svuotamento della cavità orale, lingua compresa. Il tutto fu eseguito con estrema precisione. L’assenza di emorragia profusa, cosi come la cauterizzazione del bordo delle ferite, suggerisce l’uso di uno strumento laser.
 

 
Le regioni ascellari su ambo i lati mostrano macchie molli ove gli organi sono stati rimossi. Sulle spalle e le braccia sono presenti fori di un pollice, un pollice e mezzo di diametro attraverso cui sono stati estratti tessuti e muscoli. In altre parole gli organi interni sono stati rimossi attraverso queste piccole incisioni circolari. Il corpo presenta anche la rimozione dell’intestino, dei genitali e dell’ano. L’orifizio anale della vittima è stato estratto con una grande e profonda incisione.