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sabato 14 aprile 2018

DARK OBJECT


Il 4 ottobre del 1967 molti abitanti della Nuova Scozia videro volare qualcosa di strano, dotato di luci molto brillanti.
Il misterioso oggetto si immerse nell'acqua vicino a Shag Harbour e alcuni pescatori insieme alla Guardia Costiera si prodigarono per cercare di mettere in salvo quelli che credevano i passeggeri di un aereo in avaria. Ma quando le navi arrivarono sul posto, trovarono solo una misteriosa chiazza gialla. Alcuni testimoni affermarono, però, che ci fosse un oggetto nero che si muoveva sott'acqua.
Sembrava che la cosa fosse finita lì, ma un giornale di Halifax e altre agenzie ricevettero numerose chiamate da persone che, lungo la costa, avevano visto strane cose. Tra queste si novera un capitano della Compagnia Aerea Canadese, che stava sorvolando il sud-est del Quebec quando avvistò un oggetto molto grande di forma rettangolare seguito da uno sciame di luci. Dopo pochi secondi - disse - ci furono alcune esplosioni vicino all'oggetto mentre quelle luci bianche sembravano muoversi intorno ad esso.
I residenti quella notte fatidica videro, alle ore 19:12, delle strane luci arancioni volare in cielo. Vi furono testimonianze di almeno 700 abitanti di Shag Harbour che raccontarono di uno strano oggetto arancione. Riferirono anche che vi furono delle esplosioni. Cinque ragazzi dissero che le luci lampeggiavano in sequenza e poi si inclinarono a 45° sopra l' acqua, fluttuarono sulla superficie ad un miglio e mezzo dalla costa e poi s'inabissarono. Temendo si trattasse di un aereo in avaria, subito allertarono la polizia Reale canadese, di base a Barrington Passage. Il comandante, Ron Pound, intanto, era già stato avvisato telefonicamente da una donna e si stava avvicinando, lungo la strada costiera, al luogo dell'ammaraggio, dove vide anche lui quattro luci collegate ad un corpo solido, che misurava 60 piedi. Pound si recò quindi sulla riva per vedere meglio assieme agli altri poliziotti; con lui c’erano Victor Werbieki e Ron O'Brien.
Secondo la cronaca, tutti videro chiaramente le luci gialle muoversi sull'acqua per poi affondare lentamente, lasciando della schiuma gialla in superficie. La barca n. 101 della Guardia Costiera ed altre barche di pescatori, uscirono in mare per recarsi sul luogo dove le luci si erano inabissate. Ma era visibile solo una chiazza di schiuma gialla e oleosa. Non fu trovato nient'altro quella notte e le ricerche furono interrotte alle 03:00 del mattino dopo. A questo punto, le speculazioni sul fatto che l'oggetto in questione non fosse un aeroplano presero piede. Dopo alcuni giorni, infatti, sul giornale Halifax Chronicle-Herald uscì un articolo secondo cui quell'oggetto poteva essere un UFO.
La marina canadese sospese ogni ricerca, concludendo che non c'era nessuna traccia, nessun indizio, niente. Insomma, non vi fu mai una spiegazione ufficiale, solo teorie e speculazioni.
Una spiegazione plausibile era che un'astronave russa, al rientro in atmosfera, si fosse schiantata in mare, perché nella zona si notò la presenza di sottomarini, presumibilmente russi, poiché gli USA negarono la loro presenza in quelle acque.

 

 

La storia del misterioso UFO-crash di Shag Harbor finì velocemente così come era iniziata, ma nel 1993, Chris Styles (che allepoca dei fatti aveva solo 12 anni e aveva visto personalmente l'oggetto dalla finestra della sua cameretta, che dava sul porto di Halifax) decise di indagare. Così, supportato dall'ufologo del Mufon, Don Ledger, intraprese estenuanti ricerche, rintracciando uno ad uno, tutti i testimoni. Gli sforzi di Styles portarono nuovo respiro alla vicenda: riuscì ad intervistare la maggior parte di loro, sempre assistito da Ledger. Scoprirono, a quanto pare, molti documenti che dimostravano quanto era avvenuto rivelando altri dettagli inediti. L'oggetto, che presumibilmente si era schiantato nelle acque dell'oceano, doveva aver navigato in immersione ed era giunto a Government Point nei pressi di una base di rilevazione sottomarina, dove fu effettivamente rilevato dal sonar. Questo provocò l’intervento di navi militari, che si posizionarono sulla verticale dell'UFO. Due giorni dopo, mentre i militari tentavano un'operazione di recupero, un altro UFO si avvicinò al primo, presumibilmente per prestargli soccorso. Pare che la marina decise, prudentemente, di non intervenire.
A sbloccare l’attesa, dopo circa una settimana di osservazione, fu l’ingerenza di un sottomarino russo entrato nelle acque canadesi. Alcune navi si staccarono dalla formazione per intraprendere un azione di disturbo mirata ad allontanare il sottomarino. Contemporaneamente, i due UFO si mossero in direzione del Golfo di Maine, distanziando le navi. Uscirono, quindi, in superficie per alzarsi in volo e sparire in modo repentino.
Uscito il libro di Styles e di Ledger, dal titolo Dark Object, equipes televisive dagli States e dal Canada fecero a gara per intervistare i testimoni, che però non vollero essere ripresi dalle telecamere. Anche il National Enquirer, noto settimanale statunitense, riportò delle interviste.