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venerdì 9 marzo 2018

HAARP E SCIE CHIMICHE

Alcune teorie complottistiche sono molto credibili, altre assurde e altre ancora rivelatesi, col tempo, incredibilmente vere! Di certo qualcuno di voi starà già pensando alla teoria della manipolazione climatica, magari alle scie chimiche o al progetto HAARP.
Vediamo cosa c’è di vero. Prima di inalberarci in strane teorie, è doveroso affermare che la tecnologia per la modificazione del clima esiste già da diversi anni ed è la stessa CIA ad ammettere che varie nazioni possiedono tale capacità, spesso usata come arma strategica. Il climatologo della Rutgers University, Dr. Alan Robock, sostiene che il suo dipartimento fu ingaggiato dall’Intelligence per scoprire ed applicare il metodo di controllo del clima. Alterare il meteo è stato uno stratagemma di guerra usato per anni ed esistono diversi esempi storici di manipolazione del clima attraverso la geoingegneria che, afferma Robock, esisteva già durante la guerra in Vietnam, dove aerei americani impegnati in missioni di cloud seeding, ossia inseminazione delle nuvole attraverso agenti chimici, hanno avuto successo nell'aumentare le precipitazioni e prolungare le stagioni di pioggia. Si potrebbero fare altri esempi in cui l’esercito statunitense e non solo, ha usato tecnologie per l’alterazione del clima e dunque qualcosa di vero c’è: non è solo una mera ipotesi di complotto. Comunque, se già cinquant’anni fa si aveva a disposizione una tecnologia per controllare la pioggia, ora i governi che cosa hanno a disposizione? È proprio qui che entra in gioco HAARP, acronimo di “High Frequency Active Auroral Research Program” o in italiano “Programma di ricerca aurorale attiva ad alta frequenza”, un impianto costituito da un super trasmettitore capace di emettere onde elettromagnetiche con una potenza di 960 kW, sulla frequenza da 2,8 a 10 MHz. L'installazione si trova in Alaska, nei pressi di Gakona, a ovest del Parco nazionale Wrangell-Santo Elias, in una ex base dell’USAF e venne costruito nel 1993 a fini di ricerca scientifica sugli strati alti dell'atmosfera e della ionosfera e sulle comunicazioni radio per uso militare. Questo, perlomeno, era la motivazione ufficiale, ma i teorici del complotto sono convinti che l’impianto sia stato la causa di numerosi incidenti avvenuti nel corso di diversi anni.

 

Alcune ipotesi sono assurde, come quella che vede coinvolto HAARP nell’incidente del volo Malaysia Airlines 370 dove l’otto marzo 2014 un aereo malese è scomparso dai radar insieme a 239 persone, tra passeggeri ed equipaggio. Non ci dilungheremo troppo su questo incidente in quanto ne abbiamo già parlato in uno dei nostri post. Un altro collegamento tra HAARP e uno dei disastri ambientali più gravi avvenuti negli ultimi tempi, nasce da dei dati riportati sulla rivista Natural News nei quali vengono mostrati alcune strane anomalie atmosferiche in Giappone pochi giorni prima del violento terremoto dell’11 marzo 2011. Questi dati riportano un anomalo rapido riscaldamento della ionosfera direttamente sopra l’epicentro del terremoto. I teorici del complotto affermano come questa sia l’inconfutabile prova che vede HAARP come responsabile del terremoto con il conseguente tsunami e disastro della centrale nucleare di Fukushima. Magari, sono state le stesse forze che hanno scatenato il terremoto a causare l’anomalo riscaldamento della ionosfera, ma a sostegno delle teoria complottista, Natural News fa riferimento a una citazione di William Cohen, segretario di difesa statunitense nel 1997: “Si stanno mettendo in pratica tecnologie per un terrorismo ecologico in grado di alterare il clima, scatenare terremoti e vulcani attraverso onde elettromagnetiche”.

 

La parola “HAARP” andrebbe anche a braccetto con “Scie chimiche”. Voi tutti sapete come la penso, tuttavia i teorici del complotto sono pronti ad affermare che tale fenomeno non è poi così comune come si pensa. Esse, dicono, si formano solo sopra gli 8.000 metri, a temperature infriori di -40°C e con umidità relative superiore o uguale al 70%. Questi parametri possono subire delle lievi variazioni, ma ci si può discostare di poco da tali indici alle nostre latitudini. Pertanto è praticamente impossibile che si formino scie di condensazione a bassa quota, con bassi valori di umidità e con temperature lontane dai -40°C. Le normali scie, in genere, si dissolvono dopo qualche minuto, invece alcuni velivoli lasciano, lungo le rotte seguite, delle strane scie che non si dissolvono entro breve tempo. Se, come qualcuno afferma, gli obiettivi di queste scie possono essere la modificazione meteorologica e climatica, come nella guerra del Vietnam, altri sarebbero meno “innocenti” e di certo frutto di speculazione tra gli stessi complottisti, come lo sfoltimento di alcuni settori della popolazione ritenuti improduttivi o di peso per il sistema, come i pensionati e i malati cronici, oppure la sperimentazione di agenti patogeni sulla popolazione inconsapevole nell’ambito di programmi di guerra chimica e batteriologica.

 

Scie chimiche ed HAARP insomma, secondo alcuni, sarebbero dietro ogni anomalia climatica o disastro ambientale. Essi sostengono che, nonostante l’impianto sia stato ufficialmente dismesso nel 2013, sia in realtà ancora segretamente in funzione. Dopo la chiusura del progetto HAARP, i portavoce del sito hanno affermato che non è mai stata condotta nessuna ricerca segreta e non ci sono documenti riservati relativi al sito. Sarà veramente così? Non possiamo saperlo con certezza oggi ma, come ho già detto all’inizio, il tempo passa e a volte la verità viene a galla. Non ci resta che aspettare per scoprirlo.