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sabato 31 dicembre 2016

IL CASO MOTHMAN


 
L’undici settembre, dopo il crollo delle Twin Tower, un certo Steve Moran scattò una foto che testimonierebbe l’esistenza dell’uomo falena. La foto, scattata casualmente da Moran, mostra nitidamente quello che è stato soprannominato “l’angelo” o “il demone volante”. Per molti, invece, si tratta del Mothman o Uomo-falena. Ma la storia dell’Uomo-falena ha origini ben più remote, infatti, i primi avvistamenti risalgono al 1966.


Tutto ebbe inizio la notte del 15 novembre a Point Pleasant un piccolo villaggio del West Virginia. Due coppie di ragazzi vedono qualcosa che li terrorizza e dalla quale cercano affannosamente di fuggire. Arrivati dallo sceriffo, gli raccontano quanto è accaduto. Linda Sacarberry, una delle due ragazze riferì: “Stavamo andando in giro in macchina quando ci siamo imbattuti in una specie di creatura. Non era un uccello. Il corpo era quello di un uomo, solo le ali lo rendevano simile a un uccello. Gli occhi erano di un rosso molto strano, non avevo mai visto un rosso così. Non riuscivi a staccare lo sguardo. Abbiamo avuto la sensazione che quella creatura avesse voluto dirci qualcosa con gli occhi. Sembra in parte uomo e in parte … Non saprei. Eravamo troppo spaventati per restare lì e scoprirlo. Siamo fuggiti il più in fretta possibile. E lui ci ha seguiti in volo per tutta la strada fino ad arrivare in città. Quella creatura è piombata giù e ha urtato il tettuccio dell’auto così abbiamo voltato e siamo corsi all’ufficio dello sceriffo”.
Lo stesso sceriffo quando altri agenti misero in dubbio la testimonianza dei ragazzi, dichiarò: “Conosco quei giovani sin da quando erano bambini e non hanno mai avuto nessun problema, ma quella notte erano veramente sconvolti dalla paura”.



 Non finì lì poiché, dopo quella sera, gli avvistamenti del Mothman si moltiplicarono. Il 16 novembre, cioè il giorno dopo la prima testimonianza, due donne e un bambino videro l’uomo falena aggirarsi dalle parti dall’area dismessa della TNT, utilizzata come deposito di dinamite. Il 24 novembre altri quattro testimoni affermarono di aver avvistato lo strano essere mentre volava sopra l’area dei capannoni della TNT e da quel momento iniziarono a circolare le prime raffigurazioni della creatura. Il 25 novembre, invece, un altro testimone disse di aver visto l’uomo falena in un campo mentre spiegava le ali, forse, nel tentativo di raggiungere il suo furgone. Questo fu il primo avvistamento avvenuto durante le ore diurne. Qualcosa di analogo lo testimoniò il 26 novembre la signora Ruth Foster che uscendo in giardino si ritrovò l’uomo falena di fronte. Terrorizzata tornò in casa chiamando aiuto ma, all’arrivo del cognato, l’essere era già volato via.
Con questa inquietante cadenza gli avvistamenti continuarono a susseguirsi. E non più soltanto a Point Pleasant ma anche in località vicine.



Gli avvistamenti del Mothman continuarono, tanto da destare l’interesse dell’opinione pubblica. Il giornalista – esperto di ufologia e demonologia – John Keel dedicò dieci anni della sua vita al misterioso caso dell’uomo falena, pubblicando poi un resoconto delle sue indagini, noto come “ Il caso Mothman”.
iniziò a documentare tutte le testimonianze del luogo su ogni avvenimento ritenuto strano e insolito, è collegò all'uomo falena le strane telefonate che tempestavano alcuni cittadini, telefonate con rumori insoliti e incomprensibili, che non smettevano di giungere a l'utente di turno neanche quando questi cambiava numero. John Keel così decise di insediarsi a casa di uno di questi residenti e potè così registrare una di queste stranissime telefonate. Fece analizzare, da un esperto, la registrazione incisa e con suo grande stupore scoprì che i suoni erano emessi da corde vocali ma, di sicuro, non si trattava di organi umani. Ma il vero mistero era il messaggio che John Keel scoprì ascoltando il nastro a rallentatore, diceva: "Grande sciagura sul fiume Ohio". Si pensò subito alla fabbrica chimica che si trovava vicino al fiume, invece, il 19 Dicembre 1967 la sciagura toccò il ponte Silver Bridge sul fiume Ohio che, crollando, provocò la morte di 46 persone. Keel ipotizzò che il "Mothman", in qualche modo, volesse mettere in guardia gli abitanti contro l'imminente disastro. Chi era quella creatura? Da dove veniva e sopratutto come sapeva della sciagura? Una donna, giorni dopo, affermò di aver visto qualcuno arrampicarsi sulla struttura del ponte dando adito all’ipotesi che esistesse un legame tra il suo crollo e le apparizioni dell’uomo falena, che fu considerato, da quel momento in poi, portatore di sventure.




Sembrerebbe, infatti, che anche a Chernobyl, due impiegati della locale centrale nucleare, poco prima dell’esplosione, avessero visto “un grande uomo scuro senza testa con grandi ali e occhi rosso fuoco”. In seguito al disastro nucleare, il personale della centrale, ma anche i piloti russi, dichiararono di aver avvistato un enorme uccello nero, con ali grandi almeno sette metri, volteggiare tra i fumi tossici.


Secondo alcuni studiosi, come Daniel Boudillion e A. B. Colvin, il “Mothman” sarebbe una creatura soprannaturale che compare per aiutare l’umanità in momenti critici; la stessa creatura, sostengono entrambi gli esperti, è nota come “Thunderbird” presso i nativi americani e come “Garuda” in Asia. Boudillion in particolare segnala come il Fruitlands Museum di Harvard (Massachusetts) esponga un manufatto che presenta una somiglianza sorprendente le descrizioni del Mothman.
Si tratta di una raffigurazione, alta dieci pollici, realizzata in lamiera di rame, che venne recuperata presso Amoskeag Falls, Manchester (New Hampshire) probabilmente ricavato da un paiolo di rame ottenuto dai nativi americani attraverso il commercio con gli europei durante il primo periodo di contatto, intorno al 1550-1630. Il manufatto è attribuito agli indiani Pennacook e viene descritto come “Thunderbird”. La principale differenza che sembra esservi tra il Mothman e il Thunderbird è che quest’ultimo ha una testa, mentre il Mothman viene solitamente descritto come privo di testa.
È interessante notare come le antiche popolazioni indiane che popolavano il territorio americano, avessero insediamenti e villaggi che non andavano mai oltre le sponde del fiume Ohio (dove si trova l’attuale West Virginia e naturalmente Point Pleasent). Questo perché reputavano quell’area troppo sacra o troppo nefasta per viverci. 


Nell’agosto del 2002 arriva un’importante testimonianza di un avvistamento italiano del Mothman.
Sul lago di Garda, in una località imprecisata, il nostro testimone C.C. (solo le iniziali sono note) insieme ad altre persone sta sul balcone al primo piano di una villetta ad ammirare il magnifico panorama del lago. È sera tardi, il cielo è terso, non ci sono alberi che ostacolino la vista.
E allora vede, anzi, vedono "qualcosa".
A una distanza di qualche centinaio di metri vi è una creatura marrone scuro, più grande di qualunque uccello abbiano mai visto, alta più di due metri, dall’aspetto umano ma con una cresta in testa. Le ali, riporteranno poi gli osservatori, erano simili a quelle di un pipistrello e lo strano essere le sbatteva lentamente e regolarmente.


Non ci è dato approfondire questo episodio, e forse non sarebbe nemmeno salito agli onori delle cronache se non ne fossero seguiti altri.


Nell’estate del 2005 la signora Fiona S. racconta un altro avvenimento con molti punti in comune.
Una sera sta percorrendo la tangenziale, nei pressi di Rezzato, quando la sua auto viene sorvolata a un’altezza di circa 7 metri da un’enorme sagoma scura, simile a un uomo. La creatura è lunga circa due metri, ha grandi ali da pipistrello.
Fiona sfreccia via, non si ferma e non guarda nello specchietto retrovisore, anche se non sa che cosa ha visto di preciso. Solo tempo dopo, cercando in internet, si abbatte nelle leggende del Mothman americano e nelle testimonianze italiane, e allora ripensa alla sua esperienza, su cui comunque non riesce a dare una spiegazione: ma tiene a precisare che non aveva fatto uso di alcol o stupefacenti.
È singolare che questo avvistamento del Mothman a Rezzato si collochi in prossimità di un caso che anni prima aveva fatto discutere e che potrebbe trovare nuovo vigore.
Il 1° giugno del 1985, verso le 18,00, a Virle, frazione di Rezzato, il contadino G.B. rinviene quattro gigantesche impronte di zampe d’uccello, ognuna delle quali lunga due metri e mezzo. Delle tracce, che potrebbero essere lasciate nei giorni precedenti, ovvero a fine maggio, si occupa anche una rivista di ufologia con un rapporto a firma del ricercatore Maurizio Verga, esperto di ufologia.