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domenica 16 aprile 2017

1954: UFO SU FIRENZE

Era il 27 ottobre 1954, si giocava Fiorentina-Pistoiese un match del campionato riserve, una competizione che oggi non esiste più, era una partita praticamente senza storia, ma che invece rimase impressa nella memoria non solo dei tifosi, ma di tutto il mondo per un fatto tanto spettacolare quando bizzarro. Oltre 10.000 persone quel giorno erano concentrati allo stadio Comunale, ma alle 14:27 poco dopo l’inizio del secondo tempo, calò il silenzio che poi si trasformò in un brusio confuso. Gli spettatori non stavano più guardando la partita: stavano osservando il cielo stupiti e sconcertati. A quel punto anche i giocatori si misero a guardare in alto e non prestarono più interesse al pallone che rotolò fuori dal campo.
Uno di quei giocatori era Ardico Magnini, una sorta di leggenda dell’epoca che aveva militato anche in nazionale nella Coppa del Mondo del 1954. - Ricordo tutto, dalla A alla Z - affermò l’ex-giocatore - sembrava come un uovo che si librava in cielo molto, molto, molto lentamente. Tutti stavano guardando il cielo e una strana sostanza luccicante scendeva. Si poteva vedere l’espressione attonita di tutte le persone, non avevamo mai visto nulla di simile. Eravamo assolutamente scioccati. -
Secondo il rapporto degli arbitri, il gioco venne sospeso per qualche minuto a causa di numerosi e misteriosi oggetti nel cielo avvistati da tutti i 10.000 spettatori nello stadio. Tra la folla c’era Gigi Boni, un tifoso della Fiorentina. - Ricordo ancora chiaramente di aver visto questo spettacolo incredibile - disse, tuttavia la sua descrizione differiva leggermente da quella di Magnini. - Quegli oggetti si muovevano molto velocemente per poi fermarsi. Il tutto è durato un paio di minuti. Non appena gli ho visti, la loro forma mi ha subito ricordato dei sigari cubani. - Boni trascorse molti anni della sua vita rivivendo quel giorno nella sua mente: - Penso che fossero velivoli extraterrestri, questo è ciò in cui credo fermamente e non c’è nessun’altra spiegazione che posso dare. -
Un altro giocatore che assistette all’evento è Romolo Tuci. - In quegli anni tutti parlavano di alieni, tutti parlavano di UFO e noi li abbiamo visti in diretta, per davvero. -
Ciò che è avvenuto quel giorno allo stadio dunque, non può essere semplicemente interpretato come isteria di massa, senza contare che ci furono numerosi avvistamenti UFO in molte città della Toscana in quel giorno e in quelli seguenti.

I giornali parlarono di alieni provenienti da Marte, allora teoria molto in voga. Oggi non si parla più di marziani, ma molte persone sono convinte che quel giorno si verificò un fenomeno che non può essere collegato con niente di noto qui sulla Terra. In aggiunta all’avvistamento di UFO, che molti dicono essere stati più di venti, incuriosì molto anche la strana sostanza caduta dal cielo, descritta da molti, anche dallo stesso Magnini, come un glitter argentato simile a cotone o ragnatele che si disintegrava tra le dita se si tentava di raccoglierla. "Capelli d’angelo", questo fu il nome affibbiatogli, era composta da un materiale appiccicoso e numerosi testimoni dell’epoca raccontano che i tetti delle case ne erano pieni, quasi come se fossero innevati. Nonostante il fatto che la sostanza di distruggeva quasi subito, molte persone erano determinate a scoprire cosa fosse. Uno di loro era un giornalista del quotidiano fiorentino La Nazione: Giorgio Batini, scomparso nel 2009. Qualche anno prima della sua morte, durante un’intervista, disse che quel giorno del 1954 ricevette centinaia di chiamate per gli avvistamenti, così incuriosito guardò verso lo stadio, ma dagli uffici de La Nazione la visuale era coperta dal Duomo, così andò fino in cima al palazzo per vedere di cosa tutti stavano parlando. Affermò di aver visto delle "palle luccicanti" muoversi molto velocemente verso la cupola del Duomo. Dunque partirono le sue indagini. Andò in un bosco fuori città ricoperto da quella strana sostanza bianca e raccolse diversi campioni con l’uso di un fiammifero portandoli poi all’istituto di analisi chimica presso l’Università di Firenze. Quando arrivò scopri che molte altre persone avevano fatto lo stesso. Il laboratorio, guidato dal rinomato scienziato Giovanni Canneri, sottopose la sostanza ad analisi spettrografica e questa fu la sua conclusione:


Sostanza a struttura fibrosa, con notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Al riscaldamento imbrunisce lasciando un residuo fusibile e trasparente. Il residuo fusibile spettograficamente mostra contenere prevalentemente: Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. Sostanza a struttura macromolecolare probabilmente filiforme. In linea puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica potrebbe essere: un vetro borosilicico.

Purtroppo questo non fornì alcuna risposta conclusiva e il materiale venne distrutto nel processo. Nessuno sapeva quale potesse essere il collegamento tra questa strana sostanza e gli UFO. La scienza ha provato a fornire una spiegazione e afferma che lo spettacolo dei "Capelli d’angelo" fu causato dai ragni migratori, piccoli aracnidi che costruiscono delle vere e proprie vele con cui si spostano di centinaia di chilometri. Le ragnatele si collegano insieme e si forma una specie di grande agglomerato con i ragni che vi si spostano da un punto all’altro. Inoltre, quando il sole brilla attraverso le ragnatele si crea un effetto "glitter", lo stesso descritto dai tanti che raccontarono l’esperienza di quel giorno. Questa teoria è sostenuta dal fatto che settembre e ottobre sono proprio i mesi in cui i ragni migratori si spostano, ma la spiegazione non è convincente. A parte il fatto che nessuno notò i ragni che dovevano essere in numero sconsiderato per poter imbiancare a neve i tetti di Firenze con le loro ragnatele, la teoria è particolarmente contestata, poiché l’analisi chimica dei campioni non rilevò una proteina (qual è la ragnatela), cioè un composto organico, costituito da carbonio, azoto, idrogeno e ossigeno, ma gli elementi descritti da Canneri.

C’è però un materiale, prodotto dall’uomo, che ha proprio le caratteristiche della sostanza misteriosa, si chiama chaff ed è stato progettato per scopi militari come contromisura aerea atta a confondere i radar nemici. Una volta espulso in volo e disperso in forma di nuvola dall’aeroplano che vuole ingannare l’avversario, lo chaff genera un’onda elettromagnetica di riflesso che il radar nemico visualizza come se fosse il vero bersaglio da attaccare e colpire. La sua composizione chimica è assolutamente sovrapponibile a quella ottenuta da Canneri nel 1954. Inoltre, tende a disgregarsi durante la caduta e si polverizza al contatto. Dunque se quella sostanza era chaff, allora gli UFO che videro migliaia di testimoni potrebbero essere stati aerei militari? Dobbiamo premettere che nel famoso Project Blue Book, che raccolse i risultati di una serie di studi condotti sugli UFO dell’aeronautica militare statunitense tra il 1947 e il 1969 sono riportati molti casi, identificati come inspiegabili, che legano la ricaduta di questa bambagia silicea ad avvistamenti UFO. È anche vero che, in quel periodo, nel porto di Livorno, era attraccata la portaerei americana USS Lake Champlain (CV-39) con uno squadrone di aeroplani militari, che proprio tra settembre e ottobre del 1954 si esercitarono nei cieli italiani, ma vi sembra possibile che dei jet, quali i VF-84 Sidewinders, venissero confusi con UFO da persone che all’epoca avevano poca dimestichezza con simili aeroplani?

Oggi, più di sessant’anni dopo, le possibilità di determinare l’esatta causa dell’incidente sono scarse anche se l’ipotesi dei chaff rimane, comunque, la più plausibile; ma coloro che assistettero al fenomeno quel 27 ottobre 1954 sono convinti di aver visto degli UFO, non degli aerei e che quella sostanza fosse diversa da qualsiasi cosa presente qui sulla Terra. Tuttavia, esistono altre storie legate a questa che prevedono teorie complottistiche. I teorici del complotto, infatti, sostengono che gli elementi fin qui raccolti dimostrano incontrovertibilmente che si trattò di tentativi sperimentali per mettere a punto le famigerate scie chimiche di cui si parla tanto al giorno d’oggi.