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venerdì 21 aprile 2017

CANNETO DI CARONIA





A cominciare dall’inverno del 2003 nella piccola e tranquilla frazione di Canneto di Caronia, in provincia di Messina, si verificarono tutta una serie, apparentemente casuale, di incendi. Gli impianti elettrici delle abitazioni, come citofoni, cavi elettrici e contatori prendevano fuoco misteriosamente anche in assenza di energia elettrica. Ma dopo il rogo di una casa, che venne completamente distrutta dalle fiamme, le forze dell’ordine accertarono che l’incendio era partito dall’interno di un materasso, in particolare dalle molle. Inizialmente questi fenomeni furono riportati solo sui giornali locali, ma con l’aumentare degli episodi, assunsero una rilevanza nazionale e in breve i fatti iniziarono ad apparire in tutta la loro gravità. Dunque gli abitanti, considerati in pericolo, furono fatti evacuare e le case poste sotto sequestro dalla magistratura.



10 Maggio 2005: Il governo decise di intervenire e venne nominata una commissione di esperti tra cui spicca anche un tecnico della NASA. La commissione lavorò senza sosta, vennero coinvolti l’esercito, la marina, l’aeronautica, università ed esperti di ogni genere. Un primo risultato fu quello di rilevare tre punti, distanti tra loro circa 4 km, in cui si verificavano questi episodi di combustione. Il fattore strano è che il terzo punto era un campo agricolo di circa 40 mq in cui tutte le piante presentavano una combustione dell’intera radice e una bruciatura delle foglie che si caratterizzava perché gli intervalli delle bruciature corrispondevano agli intervalli dei cavi elettrici bruciati all’interno delle case di Canneto di Caronia.



Ma i fenomeni inspiegabili non si limitavano agli incendi, un altro episodio anomalo fu lo spiaggiamento di milioni di esemplari di Velella Velella, una particolare specie di invertebrati molto diffusa nel Mediterraneo che però staziona in alto mare. Ciò che sconcertava era l’enormità del fenomeno: spiaggiamento si estendeva per più di 100 km di costa. E’ stato accertato dagli esperti che una moria di una massa così grande può verificarsi soltanto con un improvvisa mutazione di temperatura delle acque marine. Ad aggravare la situazione successe qualcosa di inspiegabile. Nel corso di un monitoraggio sul territorio di Caronia, un elicottero della protezione civile fu costretto a un atterraggio di emergenza. Tre delle quattro pale presentavano dei danni impressionanti. I piloti, increduli, non riuscivano a capire cosa poteva essere accaduto: le pale non avevano urtato nulla! Ma una fotografia scattata da un reporter, in quel frangente, ha immortalato un misterioso oggetto che sembra seguire l’elicottero.



Due anni dopo l’inizio delle indagini, un fascicolo riservato sfugge di mano finendo così sui giornali di tutta Italia, ecco un estratto
Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato.
Molti pensano che questo articolo sia stato semplicemente uno scoop giornalistico, dobbiamo però considerare che l’area marina antistante Canneto è frequentata da unità navali militari. Dunque furono i militari la causa di tutto ciò? Secondo uno dei rapporti della commissione addetta alle indagini, a provocare gli incendi furono fenomeni elettromagnetici di origine artificiale capaci di generare fasci di onde ad altissima frequenza. Il problema è che per generare tali effetti servirebbe l’energia generata da ben 15 centrali nucleari.



Più le indagini andavano avanti dunque e più misteriose erano le cose che si scoprivano. Il fatto strano è che tali indagini si sono interrotte improvvisamente. Secondo i residenti, all’epoca dei fatti, tra le persone che giravano per Canneto di Caronia c’erano dei personaggi alquanto strani, vestiti di nero, che si spostavano con grosse auto scure. Nel 2008 la procura archiviò il caso poiché, secondo loro, gli incendi sarebbero stati provocati volontariamente dagli abitanti. Ma chi avrebbe l’interesse di bruciare la propria casa mettendo a rischio anche la propria vita? Inoltre ci sono molti testimoni, tra cui anche i Carabinieri, che hanno visto gli oggetti prendere letteralmente fuoco da soli.



Autunno 2013, Corleone: nelle case isolate dei contadini sparse nel paesaggio rurale si comincia a sentire un rombo che pian piano si fa sempre più forte. È il rumore assordante delle pale di uno stormo di elicotteri militari, sono dei Black Hawk dell’esercito statunitense. Viaggiano in formazione e a bassissima quota. I contadini non sanno dire da dove arrivino o cosa stiano facendo, il loro arrivo è improvviso e come se fossero in guerra, le squadre speciali si calano con le corde, armate di tutto punto. Alcuni testimoni riferiscono di averli visti piazzare sul terreno delle strane apparecchiature per poi ritornare rapidamente sugli elicotteri e sparire all’orizzonte. Tutto ciò senza dare nessuna informazione al governo italiano, dunque nessuno sapeva che cosa stesse accadendo? Questi episodi si ripeterono più volte, anche a notte fonda, gettando nel panico i contadini che vivevano isolati nelle loro fattorie. Sembra molto probabile che episodi simili si siano registrati anche nelle isole Eolie, proprio dove alcuni sostengono abbiano avuto origine gli impulsi elettromagnetici che hanno colpito Canneto di Caronia. I sospetti si fecero insistenti dopo le fughe di notizie che rivelerebbero le nuove e spaventose armi progettate dal governo americano. Come sappiamo, gli americani hanno sperimentato l’utilizzo di diverse armi durante la guerra in Iraq.



Che tipo di armi? Per capirci, facciamo un salto indietro nel tempo e torniamo al 28 dicembre 1908. Nello stretto di Messina si verifica un evento catastrofico. In pochi secondi le città di Reggio e Messina vengono completamente distrutte da un terremoto estremamente potente per poi essere travolte da uno tsunami. Ma ciò che stupisce è che a pochi chilometri dall’epicentro del terremoto e nello stesso momento in cui questo iniziò, un’intera flotta navale da guerra russa era in rotta verso le coste della Sicilia. Cosa ci faceva quella flotta nel Mediterraneo? Molti ritengono che si trattò di un’esercitazione, ma è una motivazione alquanto strana dato che la Russia era appena uscita da una rovinosa sconfitta contro il Giappone e non aveva senso concentrare le poche forze rimaste nel Mediterraneo. Erano forse impegnati in una missione segreta? Nessuno lo sa con certezza. Dobbiamo però sottolineare che in quel tempo sarebbe esistita un’arma di cui abbiamo già parlato (cfr. post "Tunguska"), che ha detta del suo inventore (Nikola Tesla), sarebbe stata in grado di inviare fasci concentrati di particelle con un’energia tremenda, tale da scatenare una catastrofe. Solo coincidenze?