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domenica 6 agosto 2023

CHIEDO SCUSA, MA NON RIESCO PIU' A SCRIVERE


Ho perso mia moglie due mesi fa, dopo nemmeno otto settimane di malattia. Malattia che gli fu diagnosticata quasi per caso e annunciata con leggerezza, come se fosse una semplice unghia incarnita. Ma io ho visto con i miei occhi il trasformarsi di quella donna forte in una bambina impaurita eppure dignitosa. Aveva, avrà per sempre, 64 anni. Una vita di lavoro, di fatica, di sacrificio, solo per accudire me e creare un futuro migliore ai figli che, ormai, sono grandi, ma per lei sempre dei bambini.
Ho cercato l’aiuto di un Dio latitante, ma avrei fatto ogni cosa per salvarla: le ho sempre detto che sarebbe guarita. Ora mi sento in colpa per non aver mantenuto la promessa. Ma io ci credevo, io credevo che si sarebbe salvata, che questa era solo l’ennesima sciagura e che, come le altre, l’avremmo poi superata.
Sono stato con lei fino all'ultimo respiro, all'ultimo battito, incredulo. Non avrei mai voluto lasciarla andare, ma soffriva tanto.
Dopo aver passato il primo mese dalla sua morte nella totale negazione della cosa (non potevo nemmeno pensare a quello che era successo per non impazzire) ora, mi ritrovo con una montagna crollata addosso. Non riesco più a fare nulla. Non c’è nulla che possa riempire quel vuoto. Faccio di tutto per non farmi vedere a piangere ma, a volte, il dolore è più forte di me.
Mi rendo conto della sciocchezza della cosa, ma continuo a cercare un modo per farla tornare in vita, come se esistesse una magia così potente da riportarmela.
Sono tormentato dal pensiero di quello che avremmo desiderato fare in futuro (ero appena andato in pensione) e che non si potrà più fare. Ma, soprattutto, tormentato dal pensiero che lei non ci sarà più nei momenti difficili né in quelli belli della mia vita.
Mi sento come se avessi una voragine, un vuoto nel petto, un peso sul cuore e io, sinceramente, non riesco più a fare nulla.

giovedì 27 luglio 2023

1951 – TRIANGOLO DI FERRO (Corea)



Questo testo è il riassunto di un'intervista rilasciata a Chicago, Illinois, da Francis P. Wall, che durante la guerra di Corea era in servizio nell'esercito degli Stati Uniti. L’intervista fu condotta, nel gennaio 1987, da John Timmerman, un esponente del J. Allen Hynek Center for UFO Studies (CUFOS). Il noto ricercatore Richard F. Haines, in seguito, ebbe modo di controllare i registri militari, rilevando che il signor Wall era schedato come combattente in un'unità di fanteria dell'esercito: 25° divisione, 27° reggimento, 2° battaglione, compagnia "Easy". Haines ricevette dal signor Wall un disegno dell'oggetto che affermò di aver visto. Il disegno raffigura un tipico "disco volante".



Mr. Wall racconta la sua esperienza come segue: - Questo evento ebbe luogo all'inizio della primavera del 1951, in Corea. Eravamo in quello che, sulle mappe militari, era noto come Triangolo di Ferro, vicino a Chorwon. Era notte. Ci trovavamo sulle pendici di una montagna, all’ombra della quale c'era un villaggio. Avevamo già inviato degli uomini in questo villaggio per avvertire la popolazione che lo avremmo bombardato con l'artiglieria. Quella notte, per l’appunto, era in corso il bombardamento. Improvvisamente notammo alla nostra destra quella che sembrava una sorta di lanterna che scendeva dalla montagna. La “cosa” continuò a scendere arrivando fino al villaggio dove, in quel momento, imperversavano le esplosioni. Aveva una luce arancione e pareva non curarsi delle continue esplosioni dalle quali rimaneva illeso. Poi, questo oggetto si è avvicinato a noi mentre la luce, da arancione mutava in verde. La luce pulsava: questo rendeva impossibile definirne forma e dimensioni. Chiesi al Tenente Evans, il nostro comandante, di poter sparare su quell’oggetto, cosa che feci con il fucile M-1 adottando dei proiettili perforanti e lo colpii. Doveva essere metallico perché sentii il proiettile schiantarsi contro lo scafo. È possibile che quell’unico proiettile potesse danneggiare un velivolo che era uscito indenne dai colpi di artiglieria?
Forse, in quel momento, aveva abbassato il campo di forze che lo proteggeva poiché, dopo il colpo, l'oggetto impazzì. La luce cominciò a lampeggiare ad intermittenza e si udì un’esplosione. Cominciò a muoversi in modo irregolare, oscillando da un lato all'altro e pareva dovesse schiantarsi al suolo. Si udiva un suono - non avevamo sentito alcun suono prima – come di una locomotiva diesel spinta al massimo dei giri.
Poi, siamo stati attaccati. Sì, fummo colpiti da un raggio che veniva emesso a impulsi. Potevi vedere il raggio solo quando puntava direttamente su di te. Se ti colpiva, avvertivi una sensazione di bruciore e un formicolio in tutto il corpo: come se qualcosa ti stesse penetrando. Il tenente Evans diede l’ordine di rifugiarsi nei bunker. Questi erano cunicoli dotati di spioncini da cui si poteva guardare fuori e sparare al nemico. Non sapevamo cosa sarebbe successo. Avevamo paura. Dal bunker, sbirciai fuori e vidi questa cosa. Per un po’ rimase sospesa sopra di noi, illuminando l'intera area e poi la vidi schizzare via con un angolo di 45 gradi. Così è sparita.
Tre giorni dopo l'intera compagnia fu evacuata in ambulanza: gli uomini soffrivano di dissenteria ed erano troppo deboli per camminare. Quando i medici li visitarono, riscontrarono in loro un numero estremamente alto di globuli bianchi: i dottori non se lo spiegarono.
Nell'esercito, ogni giorno si presenta un rapporto. Ci siamo consultati e abbiamo deciso all’unanimità di non includere questi fatti nel nostro rapporto: temevamo di essere presi per pazzi. Erano altri tempi: allora nessuno parlava di UFO, non sapevano nemmeno cosa fossero!
Infatti, non sono in grado di dire cosa fosse ma, da quel momento, ho percepito sintomi di disorientamento, perdita di memoria e sono dimagrito tantissimo: sono passato da 180 a 138 libbre e tutt’ora ho grandi difficoltà a mantenere il mio peso. Adesso sono in pensione e sono un disabile. –

sabato 10 giugno 2023

VIAGGI NEL TEMPO


 

Charlotte Anne Moberly, la preside del St. Hugh’s College di Oxford e la sua assistente Eleanor Jourdain, viaggiarono nel passato durante una visita alla Reggia di Versailles, il 10 agosto 1901.Le due donne raccontarono di essersi incamminate attraverso i giardini fino a giungere al Petit Trianon, un castello in stile neoclassico costruito nel parco del Grand Trianon, residenza reale situata nella parte nord-est di Versailles. Dopo aver raggiunto il Grand Trianon e aver scoperto che era chiuso al pubblico, hanno iniziato a percepire una forte sensazione di tristezza e oppressione che Moberly descrisse così: - “Everything suddenly looked unnatural, therefore unpleasant; even the trees seemed to become flat and lifeless, like wood worked in tapestry. There were no effects of light and shade, and no wind stirred the trees.

“Tutto sembrava improvvisamente innaturale, sgradevole; anche gli alberi sembravano piatti e senza vita, come il legno lavorato degli arazzi. Non c’erano effetti di luce e ombra, e il vento non agitava gli alberi”.


Alcuni uomini, descritti come giardinieri di palazzo, fecero loro cenno di proseguire. Incontrarono poche persone, tra cui una che attirò la loro attenzione: un uomo dal volto butterato dal vaiolo e l’espressione antipatica che, in seguito, identificarono come il conte de Vaudreuil, un amico di Maria Antonietta. Dopo aver attraversato un ponte per raggiungere i giardini di fronte al palazzo, Moberly disse di aver notato una donna che le osservava. Aveva i capelli chiarissimi e indossava un abito estivo leggero e un cappello bianco. Inizialmente Moberly pensò fosse una turista, ma l’abito pareva “antiquato”. Più tardi si convinse che la donna fosse nientemeno che Maria Antonietta.
Moberly e Jourdain non parlarono dell’accaduto per una settimana, finché non confrontarono i loro appunti di viaggio, credendo entrambe che il Petit Trianon fosse infestato dagli “spiriti del passato”.
Visitarono i giardini del Trianon in altre occasioni, ma non riuscirono a ritrovare il cammino percorso quel 10 agosto del 1901. Mancavano vari punti di riferimento, come il chiosco e il parco, a differenza di quel giorno, era pieno di persone. Cercando di trovare una spiegazione logica, pensarono di essersi imbattute in una festa privata, ma dalle loro ricerche emerse che non era stato prenotato nulla quel pomeriggio.Le due donne, convinte di aver assistito a eventi avvenuti il 10 agosto 1792 (sei settimane prima della fine della monarchia francese) decisero di pubblicare la loro storia nel libro “An Adventure“, con gli pseudonimi di Elizabeth Morison e Frances Lamont. La loro identità non fu rivelata fino al 1931, quando la Jourdain era già morta.

 

 

 



Paul Amadeus Dienach è stato davvero un viaggiatore del tempo vissuto nel 3906? Così si evince dai suoi diari, pubblicati dal suo studente e amico Georgios Papachatzis cinquant’anni dopo averli ricevuti in regalo proprio da Dienach.
Paul soffriva di una misteriosa malattia, l’encefalite letargica, conosciuta anche come “malattia del sonno”. La sindrome è caratterizzata da una prolungata e anormale alterazione del sonno: il paziente può dormire per giorni, mesi o addirittura anni, come successe a Dienach nel 1921, prima di trasferirsi ad Atene dove insegnò francese e tedesco all’università.
Proprio al suo studente Georgios Papachatzis, Dienach consegnò i suoi diari nel 1924. Papachatzis, divenuto in seguito professore di diritto e giurista del Consiglio di Stato greco tradusse i diari e scoprì un racconto che definire fantastico è poco.
Dienach, nel corso del suo stato comatoso, si risveglia nell’anno 3905 dentro il corpo di Andeas Northam, uno scienziato italiano ibernato in seguito a un incidente avvenuto nella sua linsen, una macchina volante.
I medici gli parlano in una strana lingua nordica che lui non conosce, cercano di sottoporlo a varie tecniche per il recupero della memoria ma lui non riconosce i suoi amici e familiari. Viene allora portato in una clinica specializzata dove poter recuperare la sua coscienza: qui Dienach ricorderà tutti gli eventi successi durante i secoli precedenti.
Secondo il racconto di Dienach, l’umanità del XX e XXI secolo è devastata dalle guerre mondiali. I valori subiscono un forte mutamento: la coscienza degli esseri umani viene distrutta dallo smodato consumismo e dalla mancanza di rispetto per la natura (un po’ vago, però ci ha azzeccato).
Il dominio economico e politico nell’era buia dell’umanità è detenuto da un “Nuovo Ordine Mondiale” (esatte parole di Dienach). Violenza e povertà aumentano, la sovrappopolazione dilaga e Marte diventa la meta di una colonia terrestre, distrutta da un evento catastrofico insieme ai suoi venti milioni di abitanti. Guerre nucleari e migrazioni attanagliano il pianeta, ma il rinascimento avrà inizio nel 2894 grazie a una nuova spiritualità e a una nuova forma fisica umana.
Dopo una distopia durata due secoli, quindi, l’uomo sembra pronto a ripartire. Dienach dipinge un futuro utopistico, in cui è lo stato a prendersi cura dei bisogni umani e in cui le relazioni sono libere e gioiose, mentre la procreazione deve essere autorizzata per evitare la sovrappopolazione. L’uomo lavora soltanto dai 19 ai 21 anni in imprese per l’energia rinnovabile, dopodiché può dedicare la sua vita a ciò che più lo aggrada. Esiste un unico credo: il tempo e lo spazio compresi nel tutto.
La diffusione dei testi di Paul Amadeus Dienach suscitò ampio clamore e furono considerati come farneticazioni di un pazzo. Oggi possiamo affermare che molteplici elementi della sua storia combaciano in modo preoccupante con la nostra realtà.







Nel 1935, l’ufficiale della Royal Air Force Victor Goddard visitò l’aerodromo di Drem, in Scozia ed ebbe modo di verificarne lo stato di completo abbandono. Alcuni giorni dopo, durante il volo di ritorno, il suo aereo finì all’interno di una violenta tempesta con forti lampi e strane nuvole gialle.
Sir Goddard sapeva di essere sulla verticale di Drem, ma ciò che vide quando cercò di orientarsi non assomigliava per niente al luogo che aveva visitato giorni prima. L’aerodromo era in piena attività e inoltre, gli aerei e le tute dei meccanici che vi lavoravano erano del tutto diversi da quelli ordinari. Una volta superato l’aeroporto, Goddard piombò di nuovo nella tempesta.
La sua convinzione di aver viaggiato nel tempo si rafforzò qualche anno più tardi, quando gli aerei della RAF iniziarono a essere dipinti di giallo mentre le divise marroni degli addetti furono sostituite con tute blu, proprio come nella sua visione.
Victor Goddard era un forte sostenitore del soprannaturale: fu lui, nel 1919, a scattare la foto di gruppo del cosiddetto “Goddard Squadron“, una delle più famose foto di fantasmi della storia, in cui compare l’immagine di un meccanico morto alcuni giorni prima.







La storia di Andrew Basiago è una delle più incredibili che si possano trovare sui viaggi nel tempo. L’avvocato statunitense afferma di aver viaggiato nel tempo decine di volte, all’interno del progetto Pegasus della Darpa, durante gli anni della Guerra Fredda. Il progetto coinvolgeva anche il padre e lui venne reclutato quando aveva solo sette anni.
Non solo: Basiago sostiene anche di aver viaggiato su Marte, in alcune basi strategiche costruite appositamente nel futuro perché restassero segrete. Svela inoltre di aver partecipato, negli anni Settanta, a un pranzo in cui George Bush e il figlio furono informati delle loro future presidenze, una pratica comune secondo la quale le persone importanti del futuro venivano preparate già anni prima.
Secondo Basiago, gli Stati Uniti sarebbero in possesso della tecnologia per viaggiare nel tempo tramite ologrammi spazio-dimensionali già dalla fine degli anni Sessanta e la CIA avrebbe addestrato negli anni gruppi di studenti dotati per formare squadre di esploratori dimensionali e viaggiatori nel tempo: bambini e ragazzi sarebbero i candidati ideali per via delle loro giovani menti, mentre gli adulti subirebbero invece controindicazioni anche pesanti, fino a rischiare la pazzia.
La tecnologia necessaria per i viaggi nel tempo sarebbe stata sviluppata, secondo Basiago, sulla base delle conoscenze e degli studi di Nikola Tesla a proposito del teletrasporto e della misteriosa “energia radiante“, che secondo lo scienziato permea l’universo ed è in grado di piegare lo spaziotempo.
Sebbene sia difficile credergli, Basiago afferma di avere molti testimoni a sostegno della sua storia, tra cui il principale è l’avvocato Alfred Webre, il quale conferma l’esistenza del progetto sui viaggi nel tempo, tenuto segreto per evitare rischi bellici.

sabato 25 febbraio 2023

1995 - ONDATA DI UFO IN GALIZIA


 

La sera del 28 novembre 1995, le telecamere di sicurezza operanti presso la base militare di As Gandaras, nella regione spagnola della Galizia, ripresero diversi strani oggetti nel cielo notturno. L'esercito spagnolo prese molto sul serio gli avvistamenti. Secondo fonti anonime, tra gli ufficiali di alto rango c'era il timore che le loro strutture venissero esaminate per analizzarne i punti critici.
I militari, avrebbero tenuto volentieri il riserbo sull'avvistamento. Sfortunatamente, anche dei ragazzi che giocavano a calcio in un campo, li vicino, videro quegli strani oggetti. Insomma, in poco tempo la notizia arrivò ai mass media. Si venne così a sapere che gli avvistamenti erano iniziati diversi giorni prima, il 23 novembre e che gli oggetti non furono visti solo dai militari, ma anche da diverse altre persone. Le testimonianze coincidevano: le navette erano a forma di disco ed emanavano luci rosse, blu e gialle. In un rapporto si legge che un oggetto avrebbe volato così in basso che si potevano scorgere delle grandi “finestre” che però non mostravano alcun pilota all'interno.
L'ufologo Marcelino Roquejo avrebbe pure affermato che l’avvistamento era solo uno tra i tanti che accaddero con una certa regolarità, in quella regione della Spagna. Era anche convinto che questi fenomeni producessero onde sismiche. In effetti, i terremoti stavano aumentando: per Roquejo, c'era sicuramente una connessione.



ULTERIORI AVVISTAMENTI

Gli avvistamenti continuarono per tutto il resto del 1995 fino all'inizio del 1996. Raggiunsero il picco nel mese di gennaio.
Nella piccola città di Pedrona apparve un oggetto ovale, luminoso, che navigava calmo nel cielo.
A breve distanza, a Gijon, diversi residenti riferirono di aver visto uno strano oggetto fermo nel cielo, sul mare, a breve distanza dalla costa. Emetteva una fantastica serie di luci multicolori che rimbalzavano sulle acque scure sottostanti.
Forse uno degli avvistamenti più fantastici fu quello in cui le immagini furono catturate in un video da Bartolome Vazquez. Non solo Vazquez riuscì ad ottenere delle immagini chiare di un velivolo triangolare, ma anche quelle di due aerei da caccia che, apparentemente, lo inseguivano.
Un altro avvistamento, venne trasmesso, almeno in parte, dall'emittente televisiva Canale 55, che rispondendo all'ondata di chiamate dei residenti entusiasti, riuscì a filmare un gigantesco velivolo ovale che stazionava immobile nell’aria.
Insieme agli strani avvistamenti, coloro che chiamavano da questa zona della Spagna, iniziarono a notare un'altra presenza: quella di alti funzionari militari e governativi.

giovedì 23 febbraio 2023

25 GENNAIO 1975 - PODGORICA (JUGOSLAVIA)

 



Il generale Zvonimir Jurjevic, ex comandante dell'aeronautica e della difesa aerea jugoslava, ebbe a riferire di un incontro con una nave spaziale. Al tempo, era a capo del 172° reggimento dell'aviazione a Titograd, oggi Podgorica, capitale del Montenegro. Il fatto risale a gennaio del 1975, il Generale, mentre effettuava un volo di routine, notò che un UFO dai colori vivaci si avvicinava al suo aereo. Lo descrisse come un oggetto luminoso in grado di cambiare colore: era come se stesse deliberatamente cercando di attirare la sua attenzione. L'UFO era un globo luccicante, dieci volte più brillante della stella più luminosa. Il colore cambiava continuamente in bianco, giallo, rosso chiaro e arancione. Appariva dal nulla e sembrava attirare l'attenzione di proposito. In seguito, il misterioso oggetto volante riapparve più volte, sempre ed esattamente dopo cinquanta minuti di volo, in ogni singola missione. Il 25 gennaio 1975, Il generale Jurjevic cercò di intercettare l'UFO: quando l’oggetto riapparve, ancora una volta dopo cinquanta minuti dall'inizio del volo, sopra la città di Cetinje, lo inseguì, ma questo scomparve sottraendosi all’inseguimento.

Dato che, molti altri piloti del suo stormo avevano avvistato il misterioso oggetto, il generale elaborò un piano per intercettarlo, che prevedeva il decollo di quattro jet. Due dovevano decollare dalla base, seguiti da altri due che avrebbero preso il volo più tardi, da un altro aeroporto, così da poter accerchiare l'UFO. A tutti i piloti fu imposto il silenzio radio per impedire alla nave di intercettare messaggi. Il generale Jurjevic aveva appena stabilizzato il suo aereo nei cieli di Cetinje, quando lo strano oggetto apparve sopra Budva. Il tenente Machec, subito dopo, lo avvistò sopra Niksic e il comandante gli ordinò di affiancarlo seguendo una rotta parallela alla costa adriatica, in modo da triangolare l’oggetto e stabilire a quale distanza si trovasse. Scoprì che erano circa 10 chilometri. Ma l’oggetto non permise mai al generale Jurjevic di avvicinarsi. Mantenne costantemente una distanza di dieci chilometri, nonostante i numerosi tentativi di avvicinamento. Quando, infine, il Generale ridusse la velocità del suo jet, la distanza rimase la stessa: gli stessi dieci chilometri.

Il generale Jurjevic pensa che il caso non verrà mai spiegato: quello che è successo nei cieli sopra la Jugoslavia, per lui, rimane un mistero.

lunedì 6 febbraio 2023

LA MISTERIOSA SFERA DEI BETZ




Nel 1974, la famiglia Betz fece una scoperta sorprendente: trovò una misteriosa sfera di metallo, che divenne nota come the Betz mystery sphere.

Quel giorno, il fuoco aveva devastato più di ottocento acri di bosco a Fort George Island, in Florida. Sul posto, un tempo, si ergeva una missione spagnola.
Antoine Betz, un ingegnere marittimo e sua moglie Gerri, stavano verificando i danni causati dall'incendio alla loro proprietà, quando s’imbatterono in una sfera. All'inizio pensarono che fosse una palla di cannone, data l'area storica, ma presto si accorsero che la superficie era estremamente lucida e troppo ben conservata per essere antica: si trattava di qualcosa di diverso. Hanno quindi pensato che forse quell'oggetto poteva essersi staccato da un satellite della NASA o sovietico e in qualche modo, fosse precipitato proprio nella loro proprietà. La misteriosa sfera aveva all'incirca le dimensioni di una palla da bowling, ma aveva uno strano triangolo allungato inciso sulla superficie. Considerando la cosa solo come un oggetto curioso, la famiglia decise di portarla a casa. La custodirono nella stanzetta del figlio, Terry, ma non vi restò a lungo.
Un paio di settimane dopo l'insolita scoperta, Terry stava suonando la chitarra e con suo grande stupore, la sfera iniziò a reagire al suono dello strumento. Secondo la sua testimonianza, la sfera metallica risuonava di un profondo rumore pulsante che sembrava turbare il loro cane. Non ci volle molto prima che la famiglia Betz scoprisse che lo strano oggetto aveva altre strane caratteristiche. Quando lo spingevano sul pavimento, si fermava, vibrava, poi improvvisamente cambiava direzione e tornava dalla persona che lo aveva spinto. Lo videro anche rotolare sfiorando il bordo del tavolo senza mai cadere sul pavimento. In un'occasione, inclinarono il tavolo, ma la sfera sfidando la gravità, risalì verso l’alto. Affermarono anche che, in un caso, rotolò per circa dodici minuti ininterrottamente, cambiando direzione ma senza mai fermarsi.
Da quello che avevano osservato, la strana sfera sembrava essere alimentata dall'energia solare, in quanto notarono che quando il sole splendeva intensamente il globo era più attivo.
Terry, che aveva una natura curiosa, decise che avrebbe cercato di capire cosa fosse questo strano oggetto. Per prima cosa, la colpì delicatamente con un martello: l’oggetto risuonò come una campana. Poi la scosse vigorosamente e la sfera rotolò all'improvviso per la stanza come se cercasse di sfuggirgli. Da quel momento i Betz la tenero in una scatola chiusa nel timore che scappasse. Di tanto in tanto il globo emetteva un tintinnio o una vibrazione a bassa frequenza, come se ci fosse una sorta di meccanismo in funzione all'interno.

La famiglia Betz rimase sbalordita dalle capacità di quella sfera e iniziò a mostrarla a parenti e amici, che rimasero scioccati: divenne rapidamente oggetto di forte curiosità. Presto si sparse la voce e la Betz mystery sphere, rapidamente, iniziò ad essere fonte di frenesia mediatica: tutti volevano sapere cos’era quella strana palla.
La NASA e l’Arial Phenomena Research Organization (APRO) inviarono degli esperti per esaminarla. Il personale scientifico, all’inizio era scettico, ma gli studiosi cambiarono opinione quando si resero conto che il fenomeno era reale: non si trattava di uno scherzo. Pertanto, chiesero di poter portare la palla in un laboratorio per ulteriori test, ma i Betz rifiutarono.
Ben presto, però, la sfera iniziò a mostrare un comportamento strano quasi da poltergeist: le porte si chiudevano improvvisamente da sole e di notte, in casa, aleggiavano le note di una musica d'organo ad alto volume, nonostante il fatto che la famiglia Betz non possedesse un organo. Insomma: era troppo! E i Betz finalmente accettarono di cedere la sfera per consentire i test di laboratorio.
Fu portata alla Jacksonville Naval Air Station in Florida, dove fu esaminata da scienziati e metallurgisti. Un primo tentativo di radiografare la sfera non ebbe successo: la macchina a raggi X non era abbastanza potente da penetrare il metallo. La misurarono e la pesarono (era larga 7,96 pollici - 20 cm – e pesante 21,43 libbre - 9,67 chilogrammi - in grado di sopportare una pressione di 120.000 libbre per pollice quadrato. Era realizzata in un acciaio inossidabile di ottima qualità, costruita per resistere alla corrosione.
La marina utilizzando una macchina radiografica più potente, scoprì due oggetti al suo interno circondati da un alone relativo a un materiale ad alta densità. Uno scienziato, il dottor J. A. Harder, affermò che gli elementi rilevati all'interno erano più pesanti di qualsiasi altra cosa nota alla scienza. Scoprirono inoltre che presentava quattro poli magnetici decentrati (due positivi e due negativi). Scoprirono anche tracce di radioattività, ma nulla di preoccupante.

Sembra che siano state trovate altre sfere simili a partire da quel lontano 1974, in Australia, in Russia e in Iraq, ma nessuno sa cosa siano o da dove provengano. In particolare, a me ricordano un caso simile, riportato sul blog, ma non si trattava di un oggetto di forma sferica, bensì discoidale, denominato “il drone cosmico” (Cfr. Incontri ravvicinati in Brasile)
Ora che sulla Betz mystery sphere è caduto l’oblio, nessuno sa più dov’è finita.