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sabato 10 giugno 2023

VIAGGI NEL TEMPO


 

Charlotte Anne Moberly, la preside del St. Hugh’s College di Oxford e la sua assistente Eleanor Jourdain, viaggiarono nel passato durante una visita alla Reggia di Versailles, il 10 agosto 1901.Le due donne raccontarono di essersi incamminate attraverso i giardini fino a giungere al Petit Trianon, un castello in stile neoclassico costruito nel parco del Grand Trianon, residenza reale situata nella parte nord-est di Versailles. Dopo aver raggiunto il Grand Trianon e aver scoperto che era chiuso al pubblico, hanno iniziato a percepire una forte sensazione di tristezza e oppressione che Moberly descrisse così: - “Everything suddenly looked unnatural, therefore unpleasant; even the trees seemed to become flat and lifeless, like wood worked in tapestry. There were no effects of light and shade, and no wind stirred the trees.

“Tutto sembrava improvvisamente innaturale, sgradevole; anche gli alberi sembravano piatti e senza vita, come il legno lavorato degli arazzi. Non c’erano effetti di luce e ombra, e il vento non agitava gli alberi”.


Alcuni uomini, descritti come giardinieri di palazzo, fecero loro cenno di proseguire. Incontrarono poche persone, tra cui una che attirò la loro attenzione: un uomo dal volto butterato dal vaiolo e l’espressione antipatica che, in seguito, identificarono come il conte de Vaudreuil, un amico di Maria Antonietta. Dopo aver attraversato un ponte per raggiungere i giardini di fronte al palazzo, Moberly disse di aver notato una donna che le osservava. Aveva i capelli chiarissimi e indossava un abito estivo leggero e un cappello bianco. Inizialmente Moberly pensò fosse una turista, ma l’abito pareva “antiquato”. Più tardi si convinse che la donna fosse nientemeno che Maria Antonietta.
Moberly e Jourdain non parlarono dell’accaduto per una settimana, finché non confrontarono i loro appunti di viaggio, credendo entrambe che il Petit Trianon fosse infestato dagli “spiriti del passato”.
Visitarono i giardini del Trianon in altre occasioni, ma non riuscirono a ritrovare il cammino percorso quel 10 agosto del 1901. Mancavano vari punti di riferimento, come il chiosco e il parco, a differenza di quel giorno, era pieno di persone. Cercando di trovare una spiegazione logica, pensarono di essersi imbattute in una festa privata, ma dalle loro ricerche emerse che non era stato prenotato nulla quel pomeriggio.Le due donne, convinte di aver assistito a eventi avvenuti il 10 agosto 1792 (sei settimane prima della fine della monarchia francese) decisero di pubblicare la loro storia nel libro “An Adventure“, con gli pseudonimi di Elizabeth Morison e Frances Lamont. La loro identità non fu rivelata fino al 1931, quando la Jourdain era già morta.

 

 

 



Paul Amadeus Dienach è stato davvero un viaggiatore del tempo vissuto nel 3906? Così si evince dai suoi diari, pubblicati dal suo studente e amico Georgios Papachatzis cinquant’anni dopo averli ricevuti in regalo proprio da Dienach.
Paul soffriva di una misteriosa malattia, l’encefalite letargica, conosciuta anche come “malattia del sonno”. La sindrome è caratterizzata da una prolungata e anormale alterazione del sonno: il paziente può dormire per giorni, mesi o addirittura anni, come successe a Dienach nel 1921, prima di trasferirsi ad Atene dove insegnò francese e tedesco all’università.
Proprio al suo studente Georgios Papachatzis, Dienach consegnò i suoi diari nel 1924. Papachatzis, divenuto in seguito professore di diritto e giurista del Consiglio di Stato greco tradusse i diari e scoprì un racconto che definire fantastico è poco.
Dienach, nel corso del suo stato comatoso, si risveglia nell’anno 3905 dentro il corpo di Andeas Northam, uno scienziato italiano ibernato in seguito a un incidente avvenuto nella sua linsen, una macchina volante.
I medici gli parlano in una strana lingua nordica che lui non conosce, cercano di sottoporlo a varie tecniche per il recupero della memoria ma lui non riconosce i suoi amici e familiari. Viene allora portato in una clinica specializzata dove poter recuperare la sua coscienza: qui Dienach ricorderà tutti gli eventi successi durante i secoli precedenti.
Secondo il racconto di Dienach, l’umanità del XX e XXI secolo è devastata dalle guerre mondiali. I valori subiscono un forte mutamento: la coscienza degli esseri umani viene distrutta dallo smodato consumismo e dalla mancanza di rispetto per la natura (un po’ vago, però ci ha azzeccato).
Il dominio economico e politico nell’era buia dell’umanità è detenuto da un “Nuovo Ordine Mondiale” (esatte parole di Dienach). Violenza e povertà aumentano, la sovrappopolazione dilaga e Marte diventa la meta di una colonia terrestre, distrutta da un evento catastrofico insieme ai suoi venti milioni di abitanti. Guerre nucleari e migrazioni attanagliano il pianeta, ma il rinascimento avrà inizio nel 2894 grazie a una nuova spiritualità e a una nuova forma fisica umana.
Dopo una distopia durata due secoli, quindi, l’uomo sembra pronto a ripartire. Dienach dipinge un futuro utopistico, in cui è lo stato a prendersi cura dei bisogni umani e in cui le relazioni sono libere e gioiose, mentre la procreazione deve essere autorizzata per evitare la sovrappopolazione. L’uomo lavora soltanto dai 19 ai 21 anni in imprese per l’energia rinnovabile, dopodiché può dedicare la sua vita a ciò che più lo aggrada. Esiste un unico credo: il tempo e lo spazio compresi nel tutto.
La diffusione dei testi di Paul Amadeus Dienach suscitò ampio clamore e furono considerati come farneticazioni di un pazzo. Oggi possiamo affermare che molteplici elementi della sua storia combaciano in modo preoccupante con la nostra realtà.







Nel 1935, l’ufficiale della Royal Air Force Victor Goddard visitò l’aerodromo di Drem, in Scozia ed ebbe modo di verificarne lo stato di completo abbandono. Alcuni giorni dopo, durante il volo di ritorno, il suo aereo finì all’interno di una violenta tempesta con forti lampi e strane nuvole gialle.
Sir Goddard sapeva di essere sulla verticale di Drem, ma ciò che vide quando cercò di orientarsi non assomigliava per niente al luogo che aveva visitato giorni prima. L’aerodromo era in piena attività e inoltre, gli aerei e le tute dei meccanici che vi lavoravano erano del tutto diversi da quelli ordinari. Una volta superato l’aeroporto, Goddard piombò di nuovo nella tempesta.
La sua convinzione di aver viaggiato nel tempo si rafforzò qualche anno più tardi, quando gli aerei della RAF iniziarono a essere dipinti di giallo mentre le divise marroni degli addetti furono sostituite con tute blu, proprio come nella sua visione.
Victor Goddard era un forte sostenitore del soprannaturale: fu lui, nel 1919, a scattare la foto di gruppo del cosiddetto “Goddard Squadron“, una delle più famose foto di fantasmi della storia, in cui compare l’immagine di un meccanico morto alcuni giorni prima.







La storia di Andrew Basiago è una delle più incredibili che si possano trovare sui viaggi nel tempo. L’avvocato statunitense afferma di aver viaggiato nel tempo decine di volte, all’interno del progetto Pegasus della Darpa, durante gli anni della Guerra Fredda. Il progetto coinvolgeva anche il padre e lui venne reclutato quando aveva solo sette anni.
Non solo: Basiago sostiene anche di aver viaggiato su Marte, in alcune basi strategiche costruite appositamente nel futuro perché restassero segrete. Svela inoltre di aver partecipato, negli anni Settanta, a un pranzo in cui George Bush e il figlio furono informati delle loro future presidenze, una pratica comune secondo la quale le persone importanti del futuro venivano preparate già anni prima.
Secondo Basiago, gli Stati Uniti sarebbero in possesso della tecnologia per viaggiare nel tempo tramite ologrammi spazio-dimensionali già dalla fine degli anni Sessanta e la CIA avrebbe addestrato negli anni gruppi di studenti dotati per formare squadre di esploratori dimensionali e viaggiatori nel tempo: bambini e ragazzi sarebbero i candidati ideali per via delle loro giovani menti, mentre gli adulti subirebbero invece controindicazioni anche pesanti, fino a rischiare la pazzia.
La tecnologia necessaria per i viaggi nel tempo sarebbe stata sviluppata, secondo Basiago, sulla base delle conoscenze e degli studi di Nikola Tesla a proposito del teletrasporto e della misteriosa “energia radiante“, che secondo lo scienziato permea l’universo ed è in grado di piegare lo spaziotempo.
Sebbene sia difficile credergli, Basiago afferma di avere molti testimoni a sostegno della sua storia, tra cui il principale è l’avvocato Alfred Webre, il quale conferma l’esistenza del progetto sui viaggi nel tempo, tenuto segreto per evitare rischi bellici.

sabato 25 febbraio 2023

1995 - ONDATA DI UFO IN GALIZIA


 

La sera del 28 novembre 1995, le telecamere di sicurezza operanti presso la base militare di As Gandaras, nella regione spagnola della Galizia, ripresero diversi strani oggetti nel cielo notturno. L'esercito spagnolo prese molto sul serio gli avvistamenti. Secondo fonti anonime, tra gli ufficiali di alto rango c'era il timore che le loro strutture venissero esaminate per analizzarne i punti critici.
I militari, avrebbero tenuto volentieri il riserbo sull'avvistamento. Sfortunatamente, anche dei ragazzi che giocavano a calcio in un campo, li vicino, videro quegli strani oggetti. Insomma, in poco tempo la notizia arrivò ai mass media. Si venne così a sapere che gli avvistamenti erano iniziati diversi giorni prima, il 23 novembre e che gli oggetti non furono visti solo dai militari, ma anche da diverse altre persone. Le testimonianze coincidevano: le navette erano a forma di disco ed emanavano luci rosse, blu e gialle. In un rapporto si legge che un oggetto avrebbe volato così in basso che si potevano scorgere delle grandi “finestre” che però non mostravano alcun pilota all'interno.
L'ufologo Marcelino Roquejo avrebbe pure affermato che l’avvistamento era solo uno tra i tanti che accaddero con una certa regolarità, in quella regione della Spagna. Era anche convinto che questi fenomeni producessero onde sismiche. In effetti, i terremoti stavano aumentando: per Roquejo, c'era sicuramente una connessione.



ULTERIORI AVVISTAMENTI

Gli avvistamenti continuarono per tutto il resto del 1995 fino all'inizio del 1996. Raggiunsero il picco nel mese di gennaio.
Nella piccola città di Pedrona apparve un oggetto ovale, luminoso, che navigava calmo nel cielo.
A breve distanza, a Gijon, diversi residenti riferirono di aver visto uno strano oggetto fermo nel cielo, sul mare, a breve distanza dalla costa. Emetteva una fantastica serie di luci multicolori che rimbalzavano sulle acque scure sottostanti.
Forse uno degli avvistamenti più fantastici fu quello in cui le immagini furono catturate in un video da Bartolome Vazquez. Non solo Vazquez riuscì ad ottenere delle immagini chiare di un velivolo triangolare, ma anche quelle di due aerei da caccia che, apparentemente, lo inseguivano.
Un altro avvistamento, venne trasmesso, almeno in parte, dall'emittente televisiva Canale 55, che rispondendo all'ondata di chiamate dei residenti entusiasti, riuscì a filmare un gigantesco velivolo ovale che stazionava immobile nell’aria.
Insieme agli strani avvistamenti, coloro che chiamavano da questa zona della Spagna, iniziarono a notare un'altra presenza: quella di alti funzionari militari e governativi.

giovedì 23 febbraio 2023

25 GENNAIO 1975 - PODGORICA (JUGOSLAVIA)

 



Il generale Zvonimir Jurjevic, ex comandante dell'aeronautica e della difesa aerea jugoslava, ebbe a riferire di un incontro con una nave spaziale. Al tempo, era a capo del 172° reggimento dell'aviazione a Titograd, oggi Podgorica, capitale del Montenegro. Il fatto risale a gennaio del 1975, il Generale, mentre effettuava un volo di routine, notò che un UFO dai colori vivaci si avvicinava al suo aereo. Lo descrisse come un oggetto luminoso in grado di cambiare colore: era come se stesse deliberatamente cercando di attirare la sua attenzione. L'UFO era un globo luccicante, dieci volte più brillante della stella più luminosa. Il colore cambiava continuamente in bianco, giallo, rosso chiaro e arancione. Appariva dal nulla e sembrava attirare l'attenzione di proposito. In seguito, il misterioso oggetto volante riapparve più volte, sempre ed esattamente dopo cinquanta minuti di volo, in ogni singola missione. Il 25 gennaio 1975, Il generale Jurjevic cercò di intercettare l'UFO: quando l’oggetto riapparve, ancora una volta dopo cinquanta minuti dall'inizio del volo, sopra la città di Cetinje, lo inseguì, ma questo scomparve sottraendosi all’inseguimento.

Dato che, molti altri piloti del suo stormo avevano avvistato il misterioso oggetto, il generale elaborò un piano per intercettarlo, che prevedeva il decollo di quattro jet. Due dovevano decollare dalla base, seguiti da altri due che avrebbero preso il volo più tardi, da un altro aeroporto, così da poter accerchiare l'UFO. A tutti i piloti fu imposto il silenzio radio per impedire alla nave di intercettare messaggi. Il generale Jurjevic aveva appena stabilizzato il suo aereo nei cieli di Cetinje, quando lo strano oggetto apparve sopra Budva. Il tenente Machec, subito dopo, lo avvistò sopra Niksic e il comandante gli ordinò di affiancarlo seguendo una rotta parallela alla costa adriatica, in modo da triangolare l’oggetto e stabilire a quale distanza si trovasse. Scoprì che erano circa 10 chilometri. Ma l’oggetto non permise mai al generale Jurjevic di avvicinarsi. Mantenne costantemente una distanza di dieci chilometri, nonostante i numerosi tentativi di avvicinamento. Quando, infine, il Generale ridusse la velocità del suo jet, la distanza rimase la stessa: gli stessi dieci chilometri.

Il generale Jurjevic pensa che il caso non verrà mai spiegato: quello che è successo nei cieli sopra la Jugoslavia, per lui, rimane un mistero.

lunedì 6 febbraio 2023

LA MISTERIOSA SFERA DEI BETZ




Nel 1974, la famiglia Betz fece una scoperta sorprendente: trovò una misteriosa sfera di metallo, che divenne nota come the Betz mystery sphere.

Quel giorno, il fuoco aveva devastato più di ottocento acri di bosco a Fort George Island, in Florida. Sul posto, un tempo, si ergeva una missione spagnola.
Antoine Betz, un ingegnere marittimo e sua moglie Gerri, stavano verificando i danni causati dall'incendio alla loro proprietà, quando s’imbatterono in una sfera. All'inizio pensarono che fosse una palla di cannone, data l'area storica, ma presto si accorsero che la superficie era estremamente lucida e troppo ben conservata per essere antica: si trattava di qualcosa di diverso. Hanno quindi pensato che forse quell'oggetto poteva essersi staccato da un satellite della NASA o sovietico e in qualche modo, fosse precipitato proprio nella loro proprietà. La misteriosa sfera aveva all'incirca le dimensioni di una palla da bowling, ma aveva uno strano triangolo allungato inciso sulla superficie. Considerando la cosa solo come un oggetto curioso, la famiglia decise di portarla a casa. La custodirono nella stanzetta del figlio, Terry, ma non vi restò a lungo.
Un paio di settimane dopo l'insolita scoperta, Terry stava suonando la chitarra e con suo grande stupore, la sfera iniziò a reagire al suono dello strumento. Secondo la sua testimonianza, la sfera metallica risuonava di un profondo rumore pulsante che sembrava turbare il loro cane. Non ci volle molto prima che la famiglia Betz scoprisse che lo strano oggetto aveva altre strane caratteristiche. Quando lo spingevano sul pavimento, si fermava, vibrava, poi improvvisamente cambiava direzione e tornava dalla persona che lo aveva spinto. Lo videro anche rotolare sfiorando il bordo del tavolo senza mai cadere sul pavimento. In un'occasione, inclinarono il tavolo, ma la sfera sfidando la gravità, risalì verso l’alto. Affermarono anche che, in un caso, rotolò per circa dodici minuti ininterrottamente, cambiando direzione ma senza mai fermarsi.
Da quello che avevano osservato, la strana sfera sembrava essere alimentata dall'energia solare, in quanto notarono che quando il sole splendeva intensamente il globo era più attivo.
Terry, che aveva una natura curiosa, decise che avrebbe cercato di capire cosa fosse questo strano oggetto. Per prima cosa, la colpì delicatamente con un martello: l’oggetto risuonò come una campana. Poi la scosse vigorosamente e la sfera rotolò all'improvviso per la stanza come se cercasse di sfuggirgli. Da quel momento i Betz la tenero in una scatola chiusa nel timore che scappasse. Di tanto in tanto il globo emetteva un tintinnio o una vibrazione a bassa frequenza, come se ci fosse una sorta di meccanismo in funzione all'interno.

La famiglia Betz rimase sbalordita dalle capacità di quella sfera e iniziò a mostrarla a parenti e amici, che rimasero scioccati: divenne rapidamente oggetto di forte curiosità. Presto si sparse la voce e la Betz mystery sphere, rapidamente, iniziò ad essere fonte di frenesia mediatica: tutti volevano sapere cos’era quella strana palla.
La NASA e l’Arial Phenomena Research Organization (APRO) inviarono degli esperti per esaminarla. Il personale scientifico, all’inizio era scettico, ma gli studiosi cambiarono opinione quando si resero conto che il fenomeno era reale: non si trattava di uno scherzo. Pertanto, chiesero di poter portare la palla in un laboratorio per ulteriori test, ma i Betz rifiutarono.
Ben presto, però, la sfera iniziò a mostrare un comportamento strano quasi da poltergeist: le porte si chiudevano improvvisamente da sole e di notte, in casa, aleggiavano le note di una musica d'organo ad alto volume, nonostante il fatto che la famiglia Betz non possedesse un organo. Insomma: era troppo! E i Betz finalmente accettarono di cedere la sfera per consentire i test di laboratorio.
Fu portata alla Jacksonville Naval Air Station in Florida, dove fu esaminata da scienziati e metallurgisti. Un primo tentativo di radiografare la sfera non ebbe successo: la macchina a raggi X non era abbastanza potente da penetrare il metallo. La misurarono e la pesarono (era larga 7,96 pollici - 20 cm – e pesante 21,43 libbre - 9,67 chilogrammi - in grado di sopportare una pressione di 120.000 libbre per pollice quadrato. Era realizzata in un acciaio inossidabile di ottima qualità, costruita per resistere alla corrosione.
La marina utilizzando una macchina radiografica più potente, scoprì due oggetti al suo interno circondati da un alone relativo a un materiale ad alta densità. Uno scienziato, il dottor J. A. Harder, affermò che gli elementi rilevati all'interno erano più pesanti di qualsiasi altra cosa nota alla scienza. Scoprirono inoltre che presentava quattro poli magnetici decentrati (due positivi e due negativi). Scoprirono anche tracce di radioattività, ma nulla di preoccupante.

Sembra che siano state trovate altre sfere simili a partire da quel lontano 1974, in Australia, in Russia e in Iraq, ma nessuno sa cosa siano o da dove provengano. In particolare, a me ricordano un caso simile, riportato sul blog, ma non si trattava di un oggetto di forma sferica, bensì discoidale, denominato “il drone cosmico” (Cfr. Incontri ravvicinati in Brasile)
Ora che sulla Betz mystery sphere è caduto l’oblio, nessuno sa più dov’è finita.

martedì 29 novembre 2022

1977 - COLARES (BRASILE)


 

''Operation Saucer'' era il nome di un'indagine su una terrificante serie di incidenti segnalati a partire dal 1977 in cui i residenti della città brasiliana di Colares affermarono non solo essere testimoni di avvistamenti di dischi volanti, ma anche di essere vittime di attacchi da parte loro. Vengono descritti avvistamenti di oggetti luminosi di diverse forme, dimensioni e colori, che volavano a bassa quota - appena sopra le cime degli alberi - e sparano raggi di luce sulle persone che hanno la disavventura di incontrarli.
Diversi testimoni affermarono di aver intravisto gli esseri che li pilotavano, descrivendoli come decisamente bassi: non più di tre o quattro piedi. Ciò che distingue questi avvistamenti dai più comuni, sono le numerose e ricorrenti lesioni subite dai testimoni. I funzionari sono tutt’ora in possesso di fotografie che riportano la presenza di luci brillanti nel cielo. I raggi che emettevano causavano segni di punture e lesioni. Alcuni rapporti sostengono che queste radiazioni provocarono la sensazione di un "peso” spinto contro il petto dei malcapitati. Alcune vittime testimoniarono che il raggio sembrava solido, pareva una trave di colore bianco e aveva un diametro di circa sette o otto centimetri. Non ci fu alcun avvertimento, gli uomini furono attaccati all'improvviso. Cercarono di urlare ma, paralizzati, non riuscirono ad emettere alcun suono. Il raggio era caldo: bruciava sulla pelle come un ustione da sigaretta.
Il dottor Wellaide Carvalho, che lavorò nell'Unità Sanitaria della zona durante gli anni '70, descrivendo quelle ferite, ha scritto: - tutti i pazienti avevano riportato lesioni al volto o alla zona toracica. Le lesioni, che sembravano ferite da radiazioni, si presentavano con un intenso arrossamento della pelle nella zona interessata. In seguito i capelli cadevano e la pelle diventava nera. Nonostante questo, le vittime non provavano dolore, solo un leggero bruciore.
Su uno di loro notò anche dei piccoli segni di puntura.
Le vittime erano sia uomini che donne, di età diverse. I dischi volanti furono rapidamente soprannominati "chupa-chupa" poiché le persone colpite credevano che durante quegli attacchi il loro sangue e la loro energia vitale venissero risucchiati. Alcune persone, colpite, addirittura morirono pochi mesi dopo.
Il panico iniziò presto a prendere piede e donne e bambini lasciarono l'area mentre gli uomini rimasero per prendersi cura delle loro case o dei loro beni.

sabato 5 novembre 2022

DICEMBRE 2009 - MONAHANS (TEXAS)


Stavano festeggiando un compleanno. Durante la festa tre minori irruppero in casa urlando a squarciagola che un aereo si era schiantato in uno dei pascoli adiacenti. Un gruppetto di cinque persone uscirono fuori per vedere cosa aveva causato tutto quel putiferio. Non videro nulla di strano, ma avvertirono uno strano odore di bruciato, di mesquite bruciata. Pensarono che qualcuno avesse bruciato della legna resinosa nel camino. Quindi chiesero ai ragazzi di mostrargli dove avevano visto precipitare l'aereo e si diressero nella direzione indicata. Notarono subito che tutti i cani della zona sembravano impazziti: abbaiavano tutti insieme, come se vedessero la medesima cosa. L'area era una comunità rurale, molte delle case erano circondate da grandi appezzamenti di terreno, di solito quattro o cinque acri per ogni casa. Non c’era traffico sulle strade: insomma, era una zona piuttosto isolata. Parte del terreno vicino alla casa dove si festeggiava era invaso da alberi di mesquite, solo una piccola porzione del terreno circostante era coltivata e sgombera. Oltre la macchia di alberi correva un piccolo recinto di filo spinato che delimitava il confine coi vicini, che quella sera erano in casa poiché si potevano vedere le luci erano accese. Girarono intorno alla vegetazione per evitare di incappare in qualche serpente a sonagli. Questi rettili, anche d’inverno, sono attivi e cercano riparo tra gli alberi.
Avvertirono elettricità nell’aria, come quando ci si avvicina a una grande sottostazione elettrica o a un'antenna radio in fase di trasmissione. Mentre avanzavano, tra gli alberi, uno di loro notò una luce. Sulle prime pensarono ai fari di un’auto, ma poi cambiarono idea: la luce era diffusa e non concentrata in un fascio, come quella dei fari di un'auto. Arrivati oltre la coltre di vegetazione, rimasero scioccati nel vedere un oggetto di forma ovale in bilico a circa quattro o cinque piedi da terra. Rimasero lì, a bocca aperta per lo stupore a guardare questo oggetto che si librava senza emettere alcun suono. L'oggetto, dalle dimensioni stimate di trenta, quaranta piedi, sembrava fatto di un materiale estremamente levigato, tanto da riflettere la luce dei lampioni come uno specchio. In verità, aveva anche una piccola zona opaca, appena percettibile a meno che non si guardasse con molta attenzione: era una sorta di aura blu iridescente. Mentre erano lì, immobili, videro apparire, vicino all’oggetto, due strani "omini". Questi, all'inizio, non si accorsero di loro, occupati com’erano a raccogliere qualcosa da terra e dagli alberi. Erano piccoli di statura, sembravano bambini. Alti circa quattro piedi, ma estremamente magri, come se non avessero carne sulle ossa. Le loro teste erano grandi e le loro braccia erano lunghe: arrivavano fino alle ginocchia. Due ragazzini raggiunsero di soppiatto alle spalle degli adulti (spaventandoli a morte). Quando videro l'oggetto e gli strani “omini”, con voce forte e stridula gridarono: - cosa sono quelle cose!
Fu allora che le creature si voltarono e li videro.
I loro occhi erano grandi: ricordavano quelli di una mantide religiosa. Quelle due creature li fissarono impassibili per pochi secondi, poi girarono tranquillamente intorno alla navicella e una dopo l'altra, si diressero dietro il velivolo. Subito dopo, la navicella si sollevò senza emettere alcun suono, né vi fu alcuna raffica di vento: non provocò nemmeno l'ondeggiamento dei rami di un vicino albero di mesquite. Si alzò silenziosamente e si librò a circa quaranta piedi da terra, poi schizzò via come un pipistrello dal suo antro. Mentre si allontanava, iniziò a brillare e quella luce volò sempre più in alto, fino a svanire. Rimasero lì, in completo silenzio, mentre cercavano di capire cosa diavolo avevano appena visto. Alla fine uno di loro ruppe il silenzio ponendo la fatidica domanda: - Dobbiamo chiamare la polizia?
Un’altro, ridendo, rispose: - per dirgli cosa?

Uno dei ragazzi rimase in stato di shock, sembrava avesse visto il diavolo in persona: come dargli torto? 
Non voleva parlarne e anche una volta a casa, continuava a non parlare: non voleva pensarci, la sua mente continuava a elaborare quello che aveva visto. Il testimone di questa vicenda, che era suo zio, decise che era meglio non chiedergli più nulla.
Non ho mai creduto veramente negli UFO – dichiarò - o negli Alieni, ma dopo gli eventi di quella notte, rivalutai completamente queste mie convinzioni. Volevo tenere la mente aperta e da all'ora, di guardare un po' di più verso il cielo.