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sabato 13 ottobre 2018

CHI HA PAURA DEL VACCINO?


Bisogna dire che la maggior parte dei genitori che non fanno vaccinare i loro bambini (convinti di agire per il loro bene) non sono realmente contrari ai vaccini, quanto esitanti, perché timorosi. Per contrastare questa “esitazione” devono essere rassicurati da personale competente. A questo si deve aggiungere un’azione informativa diretta a tutta la popolazione, basata su dati scientifici esatti e veritieri e che sia assolutamente trasparente, tra l’altro smettendo di trattare il tema dei vaccini come se fossero un blocco unico: come ogni farmaco, ogni vaccino deve essere valutato (e spiegato) a sé, con il suo specifico rapporto tra rischi e benefici. L’indipendenza dalle case farmaceutiche è un elemento importante, qualsiasi azione si svolga: per  escludere ogni sospetto di influenza è indispensabile infatti per tranquillizzare chi è reso diffidente dagli enormi interessi in gioco (in effetti, è così per qualsiasi altro farmaco). I mezzi di informazione dovrebbero fare la loro parte, nel vagliare le notizie che propongono al grande pubblico, magari rinunciando al facile scoop, per divulgare, in modo rigoroso i dati scientifici esistenti.


Perché si è collegato l’autismo al vaccino contro il morbillo?

Purtroppo, è stata attuata una frode scientifica, successivamente smascherata, ma che nel frattempo ha fatto enormi danni, causando un calo delle vaccinazioni che ha provocato una recrudescenza della malattia. I dati epidemiologici hanno escluso ogni relazione tra vaccino contro il morbillo e autismo. La frode è partita da uno studio a firma del medico inglese Andrew Wakefield, pubblicato nel 1998 sulla nota rivista scientifica The Lancet. Gli esiti della ricerca, confezionata ad arte, suggerivano un legame tra vaccinazione trivalente, infiammazione intestinale, danno cerebrale e autismo. La ricerca di Wakefield era in realtà una frode deliberata perché il medico era in combutta con l’avvocato Richard Barr, che stava portando avanti per conto di famiglie con bambini autistici una class action milionaria ai danni dei produttori del vaccino, sfruttando appunto gli esiti fasulli della sua ricerca. Non solo: una richiesta di brevetto per un nuovo vaccino contro il morbillo – che si avvantaggiava proprio della caduta in disgrazia del trivalente - portava dritto all’indirizzo di alcuni “soci” del medico. Alla luce di questi fatti, nel 2010 la rivista britannica The Lancet, per la prima volta nella sua storia, ha sconfessato lo studio pubblicato sulle sue pagine.


Wakefield nel frattempo è finito sotto processo ed è stato radiato dall’ordine dei medici inglese. Nonostante ciò paura e disinformazione faticano a dissolversi.

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