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giovedì 14 gennaio 2021

INCONTRO RAVVICINATO NEI PRESSI DEL FIUME WEAVER


 



Un incontro ravvicinato con la presenza di più testimoni avvenne nel gennaio 1978 nel Cheshire in Inghilterra. Oltre alla presenza di più testimoni, sembra ricondurci, in qualche modo, ai casi di mutilazione del bestiame, casi che hanno interessato sia gli Stati Uniti, sia alcune regioni dell'Europa alla fine degli anni '70. 
I testimoni erano quattro e purtroppo sono rimasti anonimi, poiché la loro presenza, sul posto, non era giustificabile: stavano cacciando di frodo e ammettere che erano lì equivaleva a confessare un illecito. 
La notizia è apparsa nel volume 26, della 3° Edizione del 1980 di Flying Saucer Review, il caso fu investigato da Jerry Randles e Paul Whetnall. Questi i fatti. 



In una sera particolarmente fredda del 27 gennaio 1978, un po' prima delle 06:00, quattro ragazzi furono testimoni di un bizzarro evento accorso nei pressi del fiume Weaver, nel Cheshire. Si erano introdotti in una proprietà privata per cacciare fagiani: quindi erano, essenzialmente, dei bracconieri. 
Arrivati in un punto noto come Devil's Garden, un nome che, da solo, evocava diverse leggende locali, uno di loro notò uno "strano oggetto" che, apparentemente, stava precipitando in acqua. Si era sparsa la notizia di un satellite sovietico che doveva rientrare in atmosfera, per cui pensarono fosse proprio quello. Osservarono l’avvicinarsi del misterioso oggetto che, volando ad un'altezza di oltre 20 piedi, dimostrava che non stava affatto cadendo, ma era in volo controllato e stazionario. 
Quando passò davanti a loro, i testimoni poterono sentire un leggero "ronzio". Ma c’era pure uno strano rumore di fondo, molto simile a un "vento impetuoso" e questo rumore, stranamente, li metteva decisamente a disagio. 
Si trattava di una sfera d'argento che atterrò in un luogo vicino. Stimarono il diametro in circa 15 piedi e notarono che aveva luci lampeggianti lungo il lato. Sullo scafo c'erano strutture simili a finestre dalle quali filtrava un bagliore che proveniva dall'interno. 
La luce era chiara e intensa, tale da ferire gli occhi: non la si poteva fissare per un tempo prolungato. Gli investigatori pensano che si trattasse di radiazione nella lunghezza d'onda dell'ultravioletto. Attraverso queste “finestre” l'interno appariva sfocato. Temendo di essere irradiati, i ragazzi stavano iniziando ad allontanarsi, ma ecco apparire, proveniente dall’interno dell’oggetto, una figura umanoide. 
La figura, decisamente umanoide, indossava una tuta d'argento. Sulla sua testa aveva un casco rotondo sul quale spiccava una luce viola. Quando la figura girava la testa, tutta l'area antistante veniva illuminata tramite questa luce posta sul casco. Questo permetteva ai ragazzi di notare come l'umanoide esaminasse l'ambiente circostante. A un certo punto il raggio di luce puntò su una mandria di mucche, in un campo lì vicino. 
L’umanoide rimase immobile, sembrava interessato alle mucche, le quali, a loro volta, non si mossero fin quando la strana figura non ritornò all'interno dell'oggetto. 
Vi rimase pochissimo, un attimo dopo riemerse dal velivolo. Questa volta con un compagno vestito allo stesso modo. Reggevano una grande gabbia d'argento. Sembrava essere di metallo, ma gli alieni la spostavano come se fosse estremamente leggera. Dirigendosi verso la mandria, si avvicinarono a uno degli animali che se ne stava lì, immobile, come se fosse bloccato e lo circondarono con la gabbia. I ragazzi non capivano cosa stessero facendo: lo stavano esaminando o lo preparavano per portarlo via? Tuttavia, presi dallo spavento, fuggirono via e non videro cosa accadde al bovino. Continuarono a correre fino a che non raggiunsero un ponte e attraversarono il fiume. Al quel punto, però, non riuscirono a più a vedere niente. 
Uno dei testimoni, tuttavia, in seguito, affermò di essere trattenuto mentre correva. Era – disse - come se una forza invisibile mi tirasse. Si era sentito – aggiunse – afferrare per i testicoli che, in effetti, rimasero doloranti per diversi giorni. Notò anche dei segni rossi, dolorosi al tatto, sulla parte superiore delle gambe. 



Il caso rimane inspiegabile e l'identità dei quattro testimoni, come abbiamo detto, rimane sconosciuta. Peccato, poiché questo rende il caso lacunoso e diciamolo pure, poco credibile: non si conoscono i nomi dei testimoni, non ci sono tracce sul terreno né prove fisiche dell'incidente e durante tutto questo tempo, non sono emerse informazioni nuove o rivelatrici. 
Tuttavia, vale la pena notare, come riportato da Randles e Whetnall, che diversi avvistamenti simili furono segnalati nel Regno Unito nello stesso periodo. Ad esempio, il 2 gennaio, un rapporto riferì dell’avvistamento di un umanoide con tuta d’argento avvistato a Rainford, nella regione del Merseyside. 
Il 18 gennaio degli scolari assistettero all’atterraggio di una navicella che si sarebbe posata sulla loro scuola. Ne uscirono tre "astronauti" che indossavano delle tute dall’apparenza metallica: questa volta d'oro. Ma, dato che l'avvistamento avvenne di giorno, potrebbe essere che il colore “dorato” fosse dovuto al riflesso del sole. 
Come sempre, la vera domanda è: perché? A quale scopo vengono intraprese queste ricognizioni? Magari questi umanoidi non erano neanche degli alieni, ma esseri umani impegnati in un'operazione segreta. E se così fosse, questo non potrebbe aprile la via a nuove ipotesi per quanto riguarda i casi di mutilazione animale?

sabato 9 gennaio 2021

ASUM – AGOSTO 1981




Sebbene poco conosciuto, l’incidente avvenuto nell'agosto del 1981 in una piccola città in Danimarca è forse uno degli incontri ravvicinati più intriganti, se non altro per le somiglianze con molti altri casi simili. Inoltre, potrebbe aprire nuove prospettive e fornire altre teorie sulla vera natura del fenomeno. 
La notizia proviene dall’archivio di Erling Hegelund e Toke Haunstrup e la causa che ha indotto il testimone, riconosciuto equilibrato e attendibile, a fare rapporto, è ignota. Il fatto, sottoposto all'esame di esperti nelle varie discipline scientifiche, non è risultato spiegabile con nessun fenomeno conosciuto. 





Erano le due del mattino, quando il testimone, noto solo come "PN", stava guidando attraverso Asum, un piccolo villaggio nella regione di Fionia in Danimarca, diretto al magazzino dove lavorava. Senza alcun motivo apparente, la sua macchina si fermò improvvisamente. Tuttavia, trovandosi su di un tratto di strada in discesa, il veicolo continuò la sua corsa fino ad arrivare a un incrocio, dove il conducente lo arrestò. 
Fu a questo punto che PN scorse un bizzarro oggetto luminoso, che fluttuava a diversi metri dal suolo. L'oggetto era così luminoso che non poteva vederne chiaramente i contorni: svanivano in un intenso bagliore giallo-arancio. Riuscì però a distinguere quella che sembrava essere una rampa che dal fondo del velivolo raggiungeva il suolo sottostante. Poteva vedere diverse piccole entità che si affaccendavano su e giù per la rampa e ispezionavano il terreno sottostante come se cercassero qualcosa o fossero intenti a raccogliere qualcosa di loro interesse. I loro movimenti, sebbene estremamente rapidi, erano robotici. 
Tre figure, più grandi, rimanevano come di guardia. Due rimanevano sulla soglia del velivolo; la terza, invece, era in fondo alla rampa. Ora che poteva vedere meglio, gli occhi si erano adattati alla luce intensa, notava che le entità più piccole apparivano come “due triangoli posti uno sopra l'altro”. 
Rimase lì per diversi minuti, non riuscendo a distogliere lo sguardo da quella scena. Finché non notò un taxi fermo a circa 150 metri di distanza. I fari del taxi "lampeggiarono" più volte. Non Capì se l'autista del taxi, lanciasse quei segnali per avvertirlo della sua presenza o se stesse tentando di attirare l’attenzione di quegli strani visitatori. 
Qualche istante dopo PN si rese conto che la sua macchina sarebbe ripartita. Fu anche il momento in cui quelle entità, avvedendosi della sua presenza, si stavano velocemente dirigendo verso di lui. 
Mise in moto l’automobile e partì per sottrarsi a quella situazione. Notò che l'autista del taxi stava facendo altrettanto. 
PN premette a fondo sull’acceleratore, continuando la sua corsa fin quanto non ritenne di essere abbastanza lontano. Nello specchietto retrovisore poté vedere, per alcuni minuti, le piccole entità continuare imperterrite la loro ricerca. 







La storia finisce qui. A meno che non si rendano disponibili ulteriori informazioni. Ricordiamo che c'era almeno un altro testimone (forse c’era anche un passeggero a bordo del taxi) e sarebbe interessante conoscere altre versioni. Magari, in futuro, potrebbero emergere ulteriori dettagli. 
La peculiarità di questo come di altri incontri ravvicinati simili, è rappresentata dalla presenza di una luce intensa che s’irradia da un punto vicino al velivolo o agli occupanti. Una luce che abbaglia, così brillante che non si può guardare direttamente. Si potrebbe pensare che questa luce sia collegata ai mezzi discoidali, spesso, visti sullo sfondo durante questi incontri. Ma queste luci brillanti potrebbero suggerire l’idea che sia in funzione un qualche tipo di portale. Un portale che consenta il passaggio (e il rientro) da un punto all’altro dell'universo o da un universo probabile a un altro. 
C’è un’altra domanda che dovremmo porci, al riguardo di questo caso, ma che riguarda un po’ tutti gli avvistamenti: cosa combinano queste strane creature, che sembrano impegnate in una missione di ricognizione? 
Potrebbe, in effetti, trattarsi di una vera e propria missione scientifica, condotta in modo da non interferire (o addirittura senza essere visti)? O le ragioni dietro di queste visite misteriose, ma persistenti, potrebbero nascondere intenzioni ostili? 
Forse è il caso di preoccuparci, di metterci in stato di allerta, tale da valutare una potenziale minaccia, magari prima che sia troppo tardi.

venerdì 8 gennaio 2021

1966 – COLUMBUS (NEBRASKA)

Tra i vari casi di avvistamenti di UFO, quelli che riportano cognizioni di vuoto temporale sono particolarmente interessanti. Forse perché il testimone potrebbe essere la vittima inconsapevole di un rapimento alieno. Quello che avvenne nell'autunno del 1966, in Nebraska, potrebbe essere proprio un caso del genere. Un viaggio che non avrebbe dovuto durare più di qualche minuto, parve durare più di mezz'ora. E di quella mezzora, il testimone non aveva alcun ricordo degli eventi. La notizia fu riportata solo a decenni dopo, nel 2004 ed è entrata nel novero dei file di Peter Davenport del National UFO Reporting Center (NUFORC) che la rese pubblica.

 



Il testimone aveva 17 anni al momento dell'incidente. Fu la sua ex moglie (a quel tempo era solo la sua fidanzata) che nel 2004, raccontò lo strano evento. Nella notte in questione, il 5 settembre del 1966, il protagonista della nostra vicenda (che non ha mai voluto rendere note le sue generalità) era in sella alla sua moto: doveva recarsi a Columbus, nel Nebraska, per incontrare i genitori della sua ragazza.
Prevedeva di arrivarci intorno alle 21:00 ed era a circa un miglio di distanza dalla sua destinazione quando notò, in alto, qualcosa di veramente fuori dall'ordinario. Era un oggetto bizzarro, di forma circolare che si librava a circa 100 piedi sopra di lui. Era dotato di una combinazione di luci verdi, rosse e gialle sul lato inferiore. Visto da sotto gli ricordava una ruota a raggi. Emetteva un ronzio a bassa frequenza, una vibrazione che avvertiva mentre gli attraversava il corpo.
Preso dal panico, diede gas, ma avvertì qualcosa di insolito. Il motore della moto andava a pieno regime e le ruote giravano, ma la moto non si spostava come avrebbe dovuto: sembrava che corresse sulla strada, ma non era così. Conosceva perfettamente il tragitto, per cui era consapevole che, a quella velocità, avrebbe dovuto superare determinati punti di riferimento posti sul ciglio della strada. Il tachimetro segnava 70 miglia all'ora, in realtà, stimò che stava procedendo, si e no, a 25 miglia all'ora. 
Si fermò un momento per schiarirsi le idee. Poi, sebbene ancora molto preoccupato e innervosito, continuò il suo viaggio.
Arrivò a casa della sua ragazza, dopo circa trenta minuti: ci mise ben trenta minuti per percorrere un solo miglio! Mentre accostava, lei notò quanto appariva pallido e quanto fosse agitato. Poi si calmò, rimanendo decisamente tranquillo per il resto della serata. In realtà, era fin troppo tranquillo, rimase in uno stato di apatia per molto tempo ancora; cosa che non sfuggì alla sua ragazza. Passò più di un mese, prima che si decidesse a parlare con lei, rivelandole cosa gli fosse successo.
Accadde mentre erano fuori, in macchina in un luogo appartato nelle vicinanze di una torre per le comunicazioni radio. Una zona tranquilla, dove erano già stati prima, un posto dove cercavano l’intimità tutti i ragazzi del posto. Ma era destino che, quella sera, loro non l’avrebbero trovata.
Dopo pochi minuti, il ragazzo entrò nel panico. Gridava che dovevano andarsene. Lei cercò di calmarlo e di capire qual era il problema e così lui si decise a spifferare tutto: gli rivelò ciò che gli era successo un mese prima. Disse che non riusciva a capacitarsi dei trenta minuti mancanti: com’era possibile che per percorrere un tragitto così breve avesse impiegato così tanto tempo? 
La coppia, che alla fine si sarebbe anche sposata, finì per divorziare diversi anni dopo, ma prima che venisse redatto il rapporto sull'incidente. La moglie ha anche confermato che il marito continuò a soffrire di crisi di panico per molti anni e aveva la netta sensazione che non gli avesse mai raccontato tutto.
Quella sera l'anonimo testimone fu vittima di un rapimento alieno?
Le premesse ci sono tutte: dalla sua vita mancano circa trenta minuti. 
È stato portato a bordo dello strano velivolo circolare e poi rimandato sulla sua moto?
Tutto quello che è poi avvenuto, è stato cancellato dalla sua mente? O è possibile che abbia ricordato gli eventi accorsi in quella mezz'ora, ma si sia semplicemente rifiutato di parlarne? 
Era quello il motivo di quelle apprensioni che lo avrebbero assillato per tutta la vita? Oppure quella paura potrebbe essere stata instillata nel suo inconscio come un qualcosa che non fornisce ricordi, ma evoca emozioni di angoscia, disperazione e puro terrore?
Chi ha riportato la storia, è sicura che quella sera di settembre a Columbus, nel Nebraska, è avvenuto molto più che un semplice avvistamento di strane luci nel cielo. 

 



Il 1966 e il 1967 furono entrambi grandi anni per gli avvistamenti UFO, in particolare nel 1967 si ebbe un'ondata di avvistamenti UFO in tutto il mondo. Ci furono diversi incidenti simili a quello precedente, cioè caratterizzati da un periodo di vuoto temporale che vale la pena menzionare qui. Ad esempio, la stessa sera del presunto incontro di cui sopra, in Minnesota presso la Finlandia AFS, venne segnalato l’avvistamento di un oggetto di forma ovale. L'oggetto aveva luci rosse, gialle e verdi sul lato inferiore, forse era lo stesso oggetto avvistato in Nebraska circa un'ora prima. Oltre ad essere visto, fu anche rilevato dal radar. Così il Comando della difesa aerea, convinto che qualcosa di anomalo volasse nei cieli sopra la regione, fece decollare due jet F-89 dalla vicina Duluth. L’oggetto non fu identificato, in quanto, come in tanti altri casi, mentre i caccia tentavano di avvicinarsi, l'oggetto si sottrasse all’intercettazione scomparendo alla velocità della luce. 
Solo due notti prima, la sera del 3 settembre, a Harlingen (Texas) un residente, infastidito da un disturbo della trasmissione televisiva, andò fuori per esaminare l’antenna. Fu così che avvistò una "fantastica luce rotante" che illuminava l'intera area sottostante. Non sappiamo di che colore fossero le luci, sappiamo solo che l'oggetto rimase sospeso lì per un po' di tempo.
Se questi fatti siano collegati o meno, non è possibile dirlo. 

giovedì 7 gennaio 2021

COSA È SUCCESSO A TOM PREZIOSE?


 



Anche se fu classificato come “un errore del pilota”, l’incivolo del 23 ottobre 2002 resta, per alcuni, un mistero irrisolto. In ambienti vicini al pilota, il cinquantaquattrenne Tom Preziose, si crede fermamente che tale verdetto sia sbagliato e di tale parere sono anche molti investigatori privati. La tesi più ricorrente è che il piccolo aereo monomotore Cessna sia stato coinvolto in una collisione, avvenuta in aria, con un oggetto non identificato, schiantandosi poi nelle acque della baia di Big Bateau, in Alabama. 
È questo "un altro" caso in cui i poteri forti hanno voluto nascondere le tragiche prove della presenza di un’intelligenza aliena sul nostro pianeta?

La visibilità quella sera di fine ottobre 2002 non era ottimale, ma neanche tale da preoccupare un pilota esperto quale, senza dubbio, era Tom Preziose. Poteva confidare sugli strumenti di navigazione e sull’aiuto della Torre di Controllo: le prime fasi del volo procedettero senza nulla da segnalare. Il pilota era rilassato, come dimostrano le registrazioni delle conversazioni avvenute con la Torre di Controllo, di natura calma e ordinaria. Era consapevole di un altro volo, operato da un DC-10, che però si manteneva a distanza e volava circa mille piedi più in alto. 
Tuttavia, mentre il suo aereo usciva fuori dalle nuvole, si rese evidente che qualcosa non andava per il verso giusto. All'improvviso la voce del pilota diventò apprensiva: manifestando una chiara situazione di panico. L’uomo pronunciò più volte la stessa frase e alla fine, la trasmissione si interruppe improvvisamente. 

"Devo deviare! Devo deviare! Devo deviare! Devo!.." 

È evidente che il Pilota era incappato in una situazione pericolosa e tentò in tutti i modi di venirne fuori. 



Il giorno seguente, le squadre di ricerca avrebbero trovato sia il corpo di Tom che il suo aereo nelle fredde acque fangose ​​della baia di Big Bateau. 
Il relitto era sparpagliato su di un'area considerevole, con chiari e ingenti danni sull'intera carlinga. Lo stesso Preziose giaceva a diverse centinaia di piedi dall'aereo. Il motore si era staccato di netto, come se qualcosa avesse tagliato il muso dell'aereo. 
Tutto ciò, fece supporre all'investigatore del National Transportation Safety Board (NTSB), Butch Wilson, che l'aereo fosse precipitato in seguito a una collisione e lo affermò in un rapporto ufficiale. 
Ma, il rapporto di Wilson fu inspiegabilmente accantonato per essere sostituito con un rapporto "ufficiale” del NTSB. Questo rapporto, come sappiamo, attribuì la colpa dell’incidente esclusivamente a Tom Preziose. Quanto a Wilson, commentò il rapporto asserendo che era la prima volta che l'NTSB si comportava in quel modo. 
Negli ambienti cospirazionisti corse subito voce che un cambiamento così netto e repentino, sapeva di insabbiamento. 
Ad infittire il mistero, fu il ritrovamento sui resti dell'aereo di una sostanza rossa, una sorta di vernice strappata dallo scafo di un altro velivolo. Il trasferimento di questa “vernice” suggeriva che fosse avvenuta una collisione con un velivolo che colpì l'aereo di Preziose sulla sinistra. Questa sostanza rossa venne esaminata in laboratorio, ma non furono in grado di trovare alcun tipo di corrispondenza con i materiali industriali. I test, dunque, furono inconcludenti, ma per una ben strana coincidenza, vennero effettuati presso la base dell'aeronautica militare Wright Patterson, in Ohio. Proprio la base in cui, si pensa, sia custodito molto materiale di origine aliena. 



Gli scettici propongono una diversa dinamica per spiegare le cause dell’incidente. L'area dove Preziose stava volando quella sera, è una rotta nota ai trafficanti di droga come linea 88. 
Questo è quanto afferma l'ex soldato, investigatore della DEA, Ed Odom. Occupandosi di traffici di stupefacenti, fu in grado di dimostrare che molte bande di trafficanti di droga solevano utilizzare la linea 88 poiché era una rotta diretta e indisturbata dal Sud America agli Stati Uniti. Tuttavia, secondo le agenzie di intelligence, quella sera non vi fu alcuna attività del genere in quell'area. 
Inoltre, non fu ritrovato, in zona, il relitto di nessun altro aereo e a parte la “vernice” rossa, non c'era traccia di rottami provenienti da un diverso velivolo. 
Se davvero ci fu una collisione, l’altro velivolo ne uscì incredibilmente indenne… 



Come ci si aspettava, molti ricercatori e investigatori sugli UFO si sarebbero presto interessati al caso Preziose. 
Furono ascoltate le registrazioni degli ultimi minuti, avvenute tra Preziose e la TdC: sembra che il rumore di fondo aumenti in modo esponenziale. 
Potrebbe essere questa la prova della vicinanza di qualcosa di diverso? Di qualcosa che Preziose scambiò per un DC-10? 
Il fatto che la sostanza rossa sia ancora sconosciuta, insieme al fatto che non fu trovato nessun altro relitto nelle aree circostanti, sembra conferire a questa teoria una certa credibilità. Per non parlare del comportamento "sospetto" dell'NTSB che rigettò il rapporto iniziale, un rapporto che sembrava fondato su un buon giudizio. 



Concludendo: magari non era un UFO, non proveniva da un altro mondo. Poteva essere un velivolo sperimentale militare (questo spiegherebbe la riservatezza) o magari era un drone? 
Infine, è solo una coincidenza che l'unica prova circo sostanziale, rimasta sul relitto, la misteriosa sostanza rossa, sia stata inviata proprio alla base di Wright Patterson per i test di laboratorio?

venerdì 11 dicembre 2020

LA TEORIA DEL DR. VIATIESLAV ZAITSEV


 

Una teoria, che è anche l’affermazione consapevole, di Viatieslav Zaitsev, nato nel 1918, filologo all’Accademia di Scienze della Russia Bianca, a Minsk e ricercatore appassionato di problemi e di enigmi del passato. Dopo aver raccolto per anni fatti misteriosi, partendo da avvenimenti biblici e riallacciandosi a scritti antichissimi da lui elaborati e tradotti, giunse a delle conclusioni stupefacenti.- Sono certo, ormai – affermò - che al principio della nostra era, una gigantesca nave spaziale proveniente da un altro sistema solare si fermò nell’orbita e osservò a lungo quanto gli uomini facevano. Poi da questa nave si staccarono veicoli più piccoli con a bordo dei missionari.

Lo scienziato russo non aveva alcun dubbio: in America Centrale il primo degli astronauti fu noto sotto il nome di Quetzalcoatl, in Asia Minore ebbe nome Gesù Cristo, e in Cina Djan Dao Riin.

- Queste tre figure leggendarie hanno tali rassomiglianze nel loro aspetto, nel loro comportamento e nel messaggio che portano, che il rapporto fra di loro è stupefacente - concorda anche Semitjov. Ma le prove di questa asserzione, dove sono?

Le prove, secondo Zaitsev, sono migliaia.

- Noi camminiamo in mezzo ad esse - disse durante un’intervista - ma ci siamo cosi abituati e siamo così poco interessati che non le rimarchiamo neppure.

Lo scienziato, insomma, sosteneva che gli “dei” non fossero altro che uomini extraterrestri scesi dai loro pianeti su navi spaziali.

- ... Perché si trovano sempre negli antichi scritti religiosi le descrizioni della discesa dal cielo degli angeli, del Figlio di Dio, circondati da fiamma e fumo? E fiamme sono ancora menzionate quando ritornano in cielo...

Secondo questa teoria, Gesù Cristo arrivò dunque da un altro pianeta per portare nell’Asia Minore la sua parola; la domanda che si è posto Zaitsev è stata quindi: la stella di Betlemme era una nave spaziale? Uno scritto apocrifo russo del XVI secolo, che traduce un testo originale latino del 250 d.C., dice: “La stella di Betlemme fu osservata in numerosi paesi d’Oriente. Si costruivano dei piccoli osservatori sulle montagne dove gli astronomi si installavano per studiare il fenomeno celeste. Una notte la stella illuminò tutto il cielo, come un sole. Discese come un’aquila e si posò su di una montagna. Cristo discese da questa stella...”

I tre magi asserirono di aver visto la stella spostarsi da est a ovest, da nord a sud, ma calcoli recenti hanno accertato anche che nessuna cometa poté esser vista nell’epoca della nascita di Cristo. Un satellite, una nave che splendeva quand’era colpita dai raggi del sole e che scompariva se il cono d’ombra della Terra la inghiottiva?

Pare di sì, almeno se vogliamo seguire nelle sue indagini storiche e nelle sue conclusioni lo studioso russo. Questi puntualizza il vuoto dei primi trent’anni di vita di Gesù, il silenzio, incolmabile anche dal mito e dalla leggenda, che circonda la sua infanzia, la sua adolescenza, la sua giovinezza.

- Non possiamo fare a meno di meravigliarci dell’ignoranza di quest’uomo – affermava - sulle condizioni di vita quotidiana delle regioni in cui si trovava, dove si suppone che egli abbia vissuto tutta la sua vita. Gesù mostra di non conoscere gli usi e i costumi giudaici, non rispetta il ‘sabato’, trascura la regola di non mangiare prima dell’apparizione della prima stella nel cielo della sera, non rispetta il digiuno. Cristo stupisce continuamente il suo ambiente con degli atti che nessuno di quegli uomini avrebbe commesso (Cfr. l’episodio del fico) come si comporterebbe uno straniero disorientato, mentre pretende di essere nato e cresciuto nello stesso ambiente.

- Questi fatti - ci dice Zaitsev - erano ben conosciuti in diverse sette religiose nei primi secoli della religione cristiana: i loro seguaci erano fermamente convinti che le condizioni terrestri disorientavano Cristo.

Ma c’è una cosa ancora più degna di riflessione e che lo studioso russo fece notare: Cristo, benché figlio di un semplice falegname, quindi di gente del popolo, parlava esclusivamente una specie di ebraico antico, come se avesse imparato la lingua su testi scolastici in disuso.


 

 

Gesù rimase sul nostro Pianeta per soli tre anni, ma la sua presenza è viva nelle leggi ch’egli ha dato al popolo, a tutte le genti che le vollero accettare e le compresero. Alto, bruno, ma con la pelle chiara, la leggenda dice che suscitò subito, al suo primo apparire, un’ammirazione e una adorazione profonda. Egli compiva miracoli, aveva una sapienza superiore a qualsiasi altro dotto.

- Io vedo in Gesù non solo un uomo cresciuto in una civiltà assai evoluta, ma anche una personalità estremamente dotata - afferma Zaitsev - che rivela anche di aver appreso da antichi scritti monastici come Egli avesse l’abitudine di portare un piccolo astuccio nero legato a una striscia di cuoio appeso al collo.

- Quando saliva sulla montagna per parlare col padre celeste - dicono queste testimonianze - Cristo teneva lo scrigno sulle sue ginocchia e raccomandava ai discepoli di stare in silenzio.

Zaitsev allora si chiese: non poteva essere l’astuccio un dispositivo di comunicazione?

E i miracoli non potevano essere classificati come manifestazioni di una scienza superiore?

A dar ragione a questa tesi ci sarebbero anche degli antichi testi bulgari che narrano come gli angeli comunicassero con Dio attraverso degli “specchi” sui quali Dio scriveva come sull’acqua (non ho mai capito cosa fossero questi “specchi” finché non misero in commercio gli smartphone. N.d.R).

 


 

Non ci sembra giusto, dopo aver accennato alla tesi di Zaitsev, lasciare l’argomento a metà e passare oltre, ignorando che della stessa idea dello scienziato russo vi sono moltissimi altri uomini di pensiero, astronomi, filologi, studiosi di tutto il mondo. Essi sostengono che la missione extraterrestre venne preparata a lungo per ridare al mondo un ideale nuovo. La resurrezione di Gesù fu la pietra più importante, la base per l’espansione del cristianesimo. E Zaitsev aggiunge: - Cristo non è morto sulla croce, svenne. Gli angeli, ossia gli antichi astronauti, vennero a prenderlo e lo salvarono perché la loro conoscenza medica era straordinaria.

A sostegno di ciò, egli ricorda che la resurrezione è stata descritta in diversi modi e che San Luca riferì che alle donne giunte sulla tomba la mattina del terzo giorno, due giovani in ‘abiti abbaglianti’ dissero: “perché cercate fra i morti colui che è vivo?”

In due illustrazioni del XVI secolo, inoltre, Cristo si innalza in una aureola dalla forma di aereo a reazione, circondato da una capsula ovale, abbandonando tre apostoli che paiono piegati da un soffio potente: uno è caduto e giace con i piedi rivolti verso il velivolo e gli altri due si riparano gli occhi con le braccia alzate, mentre gli abiti si sollevano come per una ventata.

- E forse la partenza di un razzo che gli antichi artisti hanno cercato di riprodurre? - osserva Zaitsev - ciò pare fantastico, ma in fondo è forse più fantastico di altre descrizioni dell’Ascensione?

Sempre dalla Russia, Eugen Semitjov a sua volta interviene: - Si ritrovano su molte icone e in diversi scritti apocrifi, immagini simili di un velivolo che innalza Gesù al cielo. Un vangelo antico di seicento anni, scritto da due patriarchi russi, racconta che il Salvatore è stato innalzato al cielo da una nuvola e da una vettura di fuoco e che questa vettura si innalzava, saliva più veloce, fino a quando nessun occhio umano poté più seguirla.

La ragione umana, intrisa dal dogma e dalla fede assoluta, non accetta e non si entusiasma di fronte a queste deduzioni. Non ci resta che aspettare che venga una conferma da quella volta celeste senza fine che ci osserva da millenni e che, forse, ascolta i nostri pensieri e le nostre preghiere.

Troppe domande, sono rimaste senza risposta; Gesù, aveva realmente trent’anni quando venne sul nostro pianeta?

 - Molte cose fanno credere che Gesù ebbe un’esistenza anteriore, ch’egli visse e fu allevato in un altro mondo, assai evoluto - sostiene Zaitsev - quando si fissò la sua età a trent’anni si trattò di una valutazione terrestre. Avrebbe potuto avere anche qualche centinaio di anni: la vita sulla terra non è una scala universale. Il viaggio per venire da un altro sistema solare ha potuto durare molto a lungo, ma se effettuato a una velocità pari a quella della luce, bisogna tener conto del paradosso del tempo di Einstein.

Gli effetti della relatività avrebbero dunque prolungato la vita di Cristo e dei suoi compagni.

Tornerà per davvero, come ha promesso?

venerdì 20 novembre 2020

LE MISTERIOSE MUMMIE DI NAZCA

 

Si è scomodato persino un membro del Congresso di Cuzco, Armando Villanueva Mercado e il suo movimento politico “Acción Popular”, che ha presentato una proposta di legge per considerare formalmente l’importanza storica e culturale dell’indagine archeologica e tecnica delle Mummie umanoidi di Nazca. La proposta di legge raccomandava al Ministero della Cultura e al Consiglio Nazionale della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione Tecnologica, di continuare la ricerca per determinare con assoluta certezza la peculiarità delle mummie umanoidi presenti nella piana di Nazca. 

Anche il giornalista peruviano Jois Mantilla, uno dei pochi reporter che bada al sodo, presentò fatti concreti  chiedendo agli scienziati locali di intervenire, soprattutto per scoprire se questi reperti fossero dei falsi oppure delle autentiche mummie aliene.

L’Archeologo Cesar Soriano incontrò allora Leandro Benedicto (alias “Mario Peruano”) la guida turistica che trovò in una grotta chiamata La Citadella, nell’agosto 2018, i corpi umanoidi mummificati (che rimasero sotto la sua custodia) per chiedergli di poterli portare in laboratorio. La custodia, secondo alcuni spetterebbe alle comunità di Nazca e Palpa che potrebbero trarne vantaggio se ne assumessero il Patrocinio culturale. In tal modo si potrebbe promuovere il turismo locale e creare un sito in cui gli scienziati potrebbero lavorare. Si auspicava anche il sostegno dello Stato che avrebbe potuto così liberare il signor Leandro Benedicto dalle implicazioni legali.

Una conferenza stampa dell’equipe di ricercatori che aveva già studiato le mummie (supportati da GaiaTV e Jaime Maussan) si tenne a Lima, in Perù,  nel 2018. Furono esposti i risultati, incerti, sul DNA, l’aspetto medico legale e le prime conclusioni degli antropologi.

Intanto, l’archeologo Cesar Soriano affermava di aver trovato un sito in cui si trovavano altri piccoli corpi umanoidi. La zona è conosciuta come “La Millonaria”. Affermò di aver scattato fotografie di una piccola creatura umanoide rinsecchita, ma non poté procedere allo scavo perché non ne aveva il permesso e temeva di danneggiare il sito archeologico. Rivelò che giacevano in alcune gallerie artificiali dove, sembra, siano stati rinvenuti anche dei manufatti. Tuttavia, la scoperta non sembrò attirare l’attenzione del Ministero e dell’Instituto Nacional de Cultura.



L’università S. Luigi Gonzaga, di Ica, che ottenne in custodia le mummie tridattile (erano visibili in apposite teche) verso la fine del 2019 ha accettato di collaborare con i ricercatori per rivendicare (o smentire) l’autenticità e la straordinarietà di questi resti biologici, mummificati naturalmente, scoperti dai tombaroli locali vicino a Nazca, famosa in tutto il mondo per le sue enigmatiche linee visibili solo dall’alto. Thierry Jamin, direttore dell’Istituto Inkarri-Cusco e promotore del cosiddetto “Alien Project”, patrocinato dal giornalista messicano Jaime Maussan e dal gruppo di Gaia.com insieme a un numeroso team di medici e biologi, hanno effettuato svariati test dai risultati sconcertanti, le cui credenziali sono però state più volte contestate da chi crede che si tratti solo di una truffa ben congeniata. La consegna dei reperti all’Università di Ica è coincisa con una conferenza (“Le mummie di Nazca: frode o evento storico?”)  nella quale sono stati sintetizzati i punti centrali della ricerca scientifica condotta finora in centri e laboratori privati, visto l’ostracismo e la chiusura dimostrati dagli enti di ricerca nazionali e dal Ministero della Cultura di Lima che, senza neanche esaminarle, ha subito definito le mummie dei falsi creati solo a fini di marketing. Eppure, per i tre relatori principali - lo stesso Jamin, il medico russo Galetsky Dmitri Vladislavovich (professore di odontoiatria e chirurgia maxillo-facciale dell’Università di San Pietroburgo) e il biologo messicano José de la Cruz Ríos Lópe - non c’è invece alcun dubbio che si tratti di autentiche creature viventi con caratteristiche molto diverse da quelle umane

Mostrando foto e riproduzioni in 3D, i tre hanno presentato i loro studi basati sul Carbonio 14, oltre che su esami istologici, antropologici e anatomici effettuati su quei corpi dotati ancora di organi interni, conservati grazie alla polvere di diatomee, un’alga fossile molto ricca di silicio che ne ha impedito decomposizione. Ma è il test del DNA a dare l’idea della peculiarità di questi resti: a detta dei ricercatori, le mummie (alcune sono di piccole dimensioni, ma quella denominata “Maria” è grande come un essere umano adulto) condividerebbero con l’uomo solo il 15-25% del patrimonio genetico. Un’affermazione che lascia a bocca aperta!

Per quanto riguarda la fisiologia e l’anatomia, poi, i corpi mostrano crani più larghi, assenza di padiglioni auricolari, cavità oculari più ampie e vertebre cilindriche che avrebbero permesso loro di ruotare il collo quasi di 180 gradi. Anche la particolare conformazione dei piedi (dotati di tre lunghe dita, esattamente come le mani), del tallone e della pianta comportava una deambulazione diversa dalla nostra, ma comunque eretta. Non solo: di diverso rispetto agli umani, le bizzarre creature alte poche decine di centimetri avevano anche la clavicola, il bacino, la bocca, le articolazioni e le impronte digitali. Le narici sembravano in grado di respirare “aria satura”.

D’altronde, affermano sempre i ricercatori di Alien Project, quegli esseri non erano neppure mammiferi, ma ovipari, visto che in uno dei corpi di dimensioni minori, soprannominata “Josefina”, è stato trovato un uovo fecondato con all’interno un embrione. Al di là dell’aspetto umanoide, quelle creature avevano piuttosto le caratteristiche dei rettili e una pelle a squame che le rendeva adatte a vivere nell’ambiente desertico. Sorprendentemente, nell’intestino di uno degli esseri sarebbe stato trovato anche un seme d’uva, a riprova che nel continente sudamericano questo frutto esisteva prima dell’arrivo degli Spagnoli. Anzi, molto prima: gli esami avrebbero permesso di datare alcuni reperti addirittura a 1800 anni fa.

Jaime Maussan sostiene altresì che c’è un nesso tra le pietre di Aztlàn e il ritrovamento delle Mummie Aliene di Nazca. I volti delle Mummie Aliene somigliano tanto ai disegni che si trovano nelle ceramiche di Ojuelos e mostrano creature aliene con occhi e testa molto grandi, che interagiscono con le popolazioni locali. Insomma, nel II-III secolo d.C., a Nazca e Palpa, in mezzo alle comunità precolombiane, sarebbero vissute anche queste strane creature dalle caratteristiche assurde.

Da dove provenivano?

Jamin, Vladislavovich e Ríos López non si sono avventurati in ipotesi: hanno piuttosto spiegato che servono indagini più approfondite, per cercare di stabilire quali rapporti potessero intercorrere tra quegli individui tridattili e gli esseri umani dell’epoca e se questi esseri abbiano avuto un ruolo nella realizzazione delle celebri Linee. A rendere ancora più intricata la matassa, l’annuncio del ritrovamento di un nuovo geoglifo, ovvero un grande disegno tracciato nel terreno, scoperto nella regione cilena di  Tarapacá,  che raffigura un essere umano con tre dita.

Maussan, sicuro di se, afferma l’origine extraterrestre dei reperti. Le analisi, specialmente quelle del DNA sui corpi più piccoli, dimostrano che si tratta di reali esseri viventi che non somigliano a nessun altro essere vivente sulla Terra - ha detto il giornalista, citato dalla televisione Eco Peru. Maussan ha a sua volta esortato le autorità competenti in ambito archeologico a fare nuovi scavi e a intensificare le ricerche, perché a suo avviso, nascosti in altre tombe ancora da scoprire, potrebbero esserci molti altri esemplari di questi umanoidi. Un invito che il vicerettore dell’Università San Luigi Gonzaga, Martín Alarcón, ha fatto suo: le mummie rimarranno nell’ateneo per essere sottoposte a minuziosi esami, allo scopo di verificarne l’autenticità. E forse alla fine di questo nuovo ciclo di studi sapremo se abbiamo a che fare con la frode meglio orchestrata degli ultimi decenni oppure con la scoperta più incredibile del XXI secolo.

domenica 15 novembre 2020

L'AEREO CHE ATTERRO' DOPO 35 ANNI


Basandosi sulla teoria della relatività generale, che descrive le interazioni tra massa, spazio e tempo, i fisici cercano di scoprire se una distorsione in queste variabili possa generare qualcosa come un tunnel temporale, una sorta di "wormhole", ma responsabile del collegamento tra due punti nel tempo. È solo un'ipotesi, quindi non sappiamo se il fenomeno sia fattibile. La storia del volo 513 è sicuramente una leggenda metropolitana: non ne ho trovato traccia negli annali dell’aviazione. Ho trovato, invece, tante storie simili che però si distinguono nei particolari (aeroporto di partenza o di arrivo, compagnia aerea, identificativo del volo, date in cui sarebbe iniziato il volo, quella in cui è terminato etc.). Una storia poco credibile, quindi, ma che ha appassionato i lettori di questo genere. Se la pubblico è solo per dare completezza a un blog che ormai è divenuto un compendio di tutto ciò che è insolito o misterioso.


Il 4 settembre 1954 il volo 513, della compagnia aerea Santiago, partì dalla Germania Est, diretto a Porto Alegre, in Brasile. Il decollo avvenne in modo del tutto normale ma, una volta sull’Oceano Atlantico si perse il contatto radio con l’aereo. Allora, come oggi, la scomparsa di un aereo causa una gigantesca mobilitazione tesa alla ricerca degli eventuali sopravvissuti o almeno dei resti dell'aereo. Tuttavia, nonostante le intense ricerche, l'aereo non fu più trovato. Ma il 12 ottobre 1989, un vecchio aeroplano  apparve sopra l'aeroporto di Porto Alegre.Seguendo la procedura, ma senza attendere l’autorizzazione della Torre di controllo, con la quale non vi fu alcun contatto radio, l’aereo inizio le fasi di atterraggio, provocando scompiglio tra i controllori del traffico aereo che dovettero liberargli la pista (in qualche versione alternativa si palesa addirittura una quasi collisione in volo con un altro aereo). Quando l’aereo si fermò, fu inviata una squadra per investigare sull’accaduto. L'aereo era un vecchio modello (in molte versioni un lockheed costellation L-049/149) ma appariva in buone condizioni. Ciò che catturò l'attenzione della squadra, furono le insegne della compagnia, che aveva chiuso le attività nel lontano 1956. Le guardie aeroportuali fecero irruzione a bordo, ma ciò che videro li lasciò esterrefatti. In cabina c’erano novantadue scheletri, tutti seduti correttamente nelle loro poltrone. Come se ciò non bastasse, anche i membri del'equipaggio erano al loro posto, i motori erano accesi e il pilota aveva ancora le mani scheletriche sui comandi. Sebbene il caso fosse qualcosa di clamoroso non ebbe alcuna ripercussione. La storia venne alla luce solo grazie a un giornale americano il “Weekly World News”, noto per le sue pubblicazione che riguardano spesso argomenti soprannaturali o paranormali. Ciò ha fatto sì che in pochi fossero propensi a credere a questa storia. Tuttavia, c’è chi è propenso a credere che sia stata messa in atto una copertura.

L’ottimo aspetto dell'aereo, dopo trentacinque anni, potrebbe essere la prova che fosse davvero incappato in una fenditura dello spazio-tempo proprio mentre attraversava l'Atlantico. A sostenere questa tesi fu il Dr. Celso Atello, uno studioso del paranormale. Però secondo questa teoria, i passeggeri e il rispettivo equipaggio sarebbero dovuti rimanere in vita. Il motivo per cui i passeggeri sono morti, ha spinto i ricercatori a considerare l'ipotesi che il volo potrebbe avere avuto un contatto con degli alieni che avrebbero ucciso i passeggeri. Una volta che i passeggeri e l'equipaggio furono "soppressi" gli alieni avrebbero deviato l'aereo conducendolo fino all'atterraggio in un aeroporto del Sud America scelto in maniera casuale. Un’ipotesi fantasiosa e del tutto priva di fondamento. Insomma, ci sono molti dubbi sull'evento, anche considerando che la storia coinvolge questioni che vanno al di là delle nostre conoscenze.