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lunedì 24 gennaio 2022

LA MISTERIOSA CREATURA DEI MONTI CIMINI


 
Su di un territorio coperto, in larga parte, da boscaglie e campi. In una zona “calda” che si estende dentro un triangolo di massima che ha per vertici la Palanzana, il monte #Cimino e il lago di Vico; nel raggio di pochi chilometri sarebbero avvenuti numerosi avvistamenti di uno strano “animale”. Ne veniamo a conoscenza grazie al commento di Francesco Ciorba, che lo ha segnalato in seguito alla pubblicazione del mio post su Fb (Cfr. L'animale).
Va sottolineato che, in questo caso, ci si basa unicamente sulle testimonianze di chi ha incrociato e visto questo essere. Nel senso che, a parte i racconti dei numerosi testimoni, non tutti credibili, non c’è niente di oggettivo sul quale lavorare: non c’è una foto, non c’è alcun video e non ci sono tracce sul terreno. Pertanto bisogna decidere che valore dare alle testimonianze e fare una robusta scrematura delle segnalazioni raccolte. In questo post ne citeremo solo alcune.




Intorno alla metà di febbraio, tra le ore 16:00 e le 16:30, lungo la strada SS Cassia Cimina a pochi chilometri da Viterbo, un automobilista s’imbatté in una strana creatura che attraversando improvvisamente la strada, lo costrinse a una brusca frenata per evitare l'impatto. Poté così osservare, per alcuni istanti, un essere di bassa statura che camminava eretto ma con un andamento inusuale. La misteriosa creatura, una volta attraversata la strada, si sarebbe dileguata nella boscaglia sottraendosi allo sguardo dell'esterrefatto testimone il quale ha escluso che “l'animale” potesse appartenere a una specie conosciuta o esotica. Non sorgono dubbi sulla sua attendibilità, sia perché persona nota per serietà e impegno sociale, sia perché in una città provinciale come Viterbo, ci vuole del coraggio per ammettere di aver visto qualcosa fuori dall'ordinario, rischiando così di perdere la propria reputazione.
A distanza di qualche giorno, il testimone, le cui generalità non ci sono note, decise di confidare la sua anomala esperienza al C.I.S.U. (Centro Italiano Studi Ufologici) di Viterbo, contattandolo via internet.



Nel medesimo periodo giunsero altre segnalazioni, da prendere con riserbo e in buona parte anonime. La più significativa riguarda un passante che nel Parco dei Cimini, vicino a un’area attrezzata della forestale, stava per uscire dal bosco insieme al suo cane. Quest’ultimo iniziò ad abbaiare e l’uomo sentì dei rumori alle proprie spalle, come di rami spezzati e fogliame calpestato. Il passante si guardò intorno ma non vide nulla, fino a quando non udì un verso stridulo, simile a quello di un uccello. Fu allora che notò una figura piccola e chiara accanto a un albero. La pelle era di un grigio chiaro, gli occhi neri e dallo sguardo vuoto. Gli arti erano lunghi e sottili, mentre la testa era macrocefala. L’uomo, preso dal panico, fuggì raggiungendo in fretta la sua macchina, insieme al cane, che sembrava spaventato almeno quanto lui. Vi furono numerosi sopralluoghi, ma senza esiti soddisfacenti. 
Secondo alcune fonti (PR.I.S.M.A.), l’uomo, in seguito, ha ritrattato.

sabato 15 gennaio 2022

IL CRIPTIDE DI ALVIGNANELLO



Era il tre maggio del 2020. All’imbrunire, Vincenzo Tufano si trovava nei pressi di Alviglianello (frazione del Comune di Ruviano in provincia di Caserta): nel sottobosco, era intento a raccogliere della legna da ardere, quando all’improvviso, sentì uno strano rumore. Era un rumore sordo, per nulla familiare, un boato che proveniva da un boschetto ubicato alla sua destra. Incuriosito, Vincenzo si inoltrò nel bosco: c’era poca luce. Quindi accese la potente torcia che usava portare con se durante le escursioni e notò subito, proprio davanti a se, una massa enorme. Cercando di capire in cosa si era imbattuto si avvicinò e giunto a pochi metri di distanza si accorse che erano due enormi zampe. Ebbe modo di osservale bene: erano leggermente ricurve, come se la creatura tenesse le piante dei piedi leggermente rialzate. Puntò la torcia verso l’alto per osservare le gambe: due giganteschi “tronchi” squamosi, il cui spessore era almeno sei o sette volte maggiore dei tronchi delle querce circostanti: le gambe di un bipede, non identificabile. Date le dimensioni, Vincenzo dovette pensare che potesse trattarsi di un simulacro ma non notò alcuna sorta di parti meccaniche. La pelle era quella di un rettile. Si notavano dei grossi spuntoni di un colore verde intenso, lunghi fino a due metri che si rimpicciolivano lungo la zona femorale. Questi aculei – affermerà in un’intervista successiva, rilasciata alla ricercatrice Erika Di Cuonzo - vibravano continuamente, come una corda di violino. Sgomento, Vincenzo si allontanò rapidamente di alcuni metri, poi fece qualcosa che, di solito, i testimoni non fanno: con grande determinazione si voltò, afferrò il cellulare, impostò lo zoom e scattò quattro foto per immortalare l’epidermide della creatura. Riuscii a immortalare una parte squamosa del misterioso animale a metà tra quella di un coccodrillo, una tartaruga e una lucertola preistorica. Cioè aveva varie tonalità e caratteristiche di colore. Con queste precise parole Vincenzo, nel corso dell’intervista, descriverà la misteriosa creatura definendola per la prima volta come un “animale”.



Quel che successe immediatamente dopo, viene così raccontato nell’intervista: “la paura mi fece desistere quando notai a terra il formarsi di un immenso cono d’ombra. Spostando lo sguardo dal basso verso l’alto intravidi la sua gigantesca testa che oscillava a destra e a sinistra insieme a tutto il suo corpo come fanno i draghi di Comodo quando strisciano al suolo. Anche sulla testa aveva dei giganteschi aculei e delle membrane verdastre che vibravano a intervalli regolari. Gli occhi erano rossi ma con contorni giallastri. Il volto era un misto tra un coccodrillo, un cavallo e un vitello. Mi voltai e corsi via, ma nella frenetica fuga inciampai e caddi a terra, impattando con il palmo della mano destra. Recuperai la torcia che mi era caduta e percorsi il sentiero correndo, rientrai in auto e mi allontanai. Intanto sentii ancora quel boato.”
il testimone, pur allontanandosi dal luogo, si sentì in pericolo o percepì che la creatura poteva rappresentare un grande pericolo per gli altri. Tanto che decise di sporgere denuncia alle autorità. Non fu solo un atto di civiltà, ma anche di coraggio in quanto metteva a repentaglio la sua reputazione. Non siamo in grado di stabilire concretamente cosa abbia visto ma, decisamente, pensiamo che la sua non sia una visione: è sincero ed è convinto della realtà del suo racconto.
Nei giorni successivi Vincenzo guiderà i Carabinieri del Comando locale e i Carabinieri Forestali nell’esplorazione della zona. Vennero rilevate decine di orme giganti appartenenti a un qualcosa dalle proporzioni colossali, nelle quali erano evidenti i segni lasciati da tre artigli. Lo studio di queste orme non porterà ad alcun risultato. Tuttavia, una lunga scia di cadaveri, soprattutto di cinghiali, volpi, cani ma anche ovini verranno, di volta in volta, ritrovati in quei luoghi dove puntualmente c’erano impresse sul terreno delle grosse impronte a tre artigli. In alcune occasioni le predazioni furono indagate da gruppi di veterinari che rilevarono sul posto dei residui di peluria color mogano e grosse squame. Queste ultime, alle analisi, risultarono essere simili a quelle di un camaleonte.
In conclusione: cos’era quella creatura? Il nostro protagonista risponde così a questa domanda: “in base a ciò che ho visto e al materiale analizzato da veterinari, zoologi e C.C. Forestali, possiamo postulare un’ipotesi sulla possibilità che ci troviamo davanti a un qualcosa di non convenzionale, forse mutato per cause ancora ignote.



Verso la fine del 2020 fu piazzato un sistema di fototrappole tra il fiume Volturno e i boschi di Alvignanello. Le apparecchiature furono assicurate ai tronchi degli alberi e poste a un’altezza di circa cinque metri. Dotate di sensori di movimento, sono un sistema autonomo utile per sorvegliare zone impervie e/o boscose. Fornite di led a infrarossi possono effettuare riprese anche di notte. Il sistema si attiva al momento: se rileva un movimento, in automatico, inizia la registrazione di un video, di un audio oppure viene scattata una fotografia. In questo caso le fototrappole erano impostate solo su foto e audio. Catturarono l’immagine di un animale impossibile da identificare. Dalle tracce impresse sul terreno, si evinse che la creatura immortalata passò vicino all’albero per poi tornare indietro. Un’orma particolarmente definita e profonda misurava circa 80 cm. di lunghezza: si trattava di un animale straordinariamente grande.



Di solito, concludo così i miei post, lasciando che sia il lettore a trarne le conclusioni. Devo però ammettere che il caso, pur nella sua stranezza, mi intriga, poiché fornisce più domande che risposte. La zona dell’avvistamento è di fatto, una “zona calda” dove cioè si rilevano segnalazioni di urla agghiaccianti non riferibili ad alcun animale conosciuto. Inoltre, è fonte di numerosi avvistamenti di UFO nonché di fenomeni metafisici e paranormali. Aggiungiamoci anche una leggenda locale che narra di una creatura descritta come un ibrido tra un uomo e un drago che viveva lungo le sponde del fiume Volturno. L’essere usciva allo scoperto solo di notte. Gli anziani del posto raccontano ancora oggi storie riguardo la sua esistenza.
È anche sede di una centrale nucleare, quella del Garigliano, posta in territorio di Sessa Aurunca e quindi a pochi chilometri da Alvignanello. Negli anni ’80 l’impianto fu teatro di un incidente: a quanto pare, vi fu una perdita di materiale radioattivo che causò malformazioni nei nascituri. Malformazioni di tipo congenite come, ad esempio, mucche con due teste o galline con tre zampe. Un vitello nacque con due cervelli. Tra la popolazione residente, si sono avuti numerosi decessi a causa di tumori, ma non vi sono prove per collegare queste morti ai danni delle radiazioni. Nonostante che la centrale nucleare sia, da tempo, inattiva, gli strascichi di questo disastro si sono protratti nel tempo. Alcuni bambini nacquero malformati. La radioattività influì negativamente anche sullo sviluppo delle piante.
Secondo alcuni, le radiazioni sono la causa che ha prodotto una mutazione, generando un animale non convenzionale. Solo nei racconti di fantascienza le mutazioni portano a degli effetti positivi e tra questi ci può essere il gigantismo (Cfr. Gozzilla) nella realtà portano a malformazione alle quali i nascituri stentano a sopravvivere. E non è detto che la sopravvivenza porti a questi esseri qualche vantaggio: mosche nate con quattro ali, per esempio, non hanno dimostrato di saper volare meglio o più velocemente, anzi erano alquanto impacciate nel volo o addirittura incapaci di librarsi in aria.
Ma, ammesso che sia vero, come potrebbe un animale di tale stazza trovare tante prede e quindi sostentamento in una zona che, seppur boscosa, non è certo la foresta amazzonica?!
Ci troviamo, forse, di fronte a un enigma simile a quello riscontrato nei pressi di Loch Ness, dove in un piccolo lago dovrebbe esistere un predatore gigantesco?
Indubbiamente si tratta di una creatura molto grande, anche se i riferimenti del testimone non ci permettono di stabilire esattamente quanto. Ma come fa una creatura così grande a passare del tutto inosservata?
Possiamo solo ipotizzare che faccia ricorso a una forma estrema e molto efficiente di mimetismo che lo rende quasi invisibile. Lo stesso testimone non se ne avvede se non quando gli finisce praticamente tra le zampe. La creatura, però, non sembra accorgersi della sua presenza, neanche quanto inizia a fuggire via. Una stranezza, visto che i rettili, ma in realtà tutti i predatori, sono ricettivi ai movimenti rapidi delle prede.


THE CRYPTID OF ALVIGNANELLO

It was May 3, 2020. At dusk, Vincenzo Tufano was near Alvignanello (a fraction of the Municipality of Ruviano in the province of Caserta - Italy): in the undergrowth, he was intent on collecting firewood, when suddenly, he heard a strange noise. It was a dull, unfamiliar sound, a roar coming from a grove to his right. Intrigued, Vincenzo went into the woods: there was little light. Then he turned on the powerful flashlight that he used to carry with him on excursions and immediately noticed, right in front of him, a huge mass. Trying to understand what he had come across he approached and when he reached a few meters away he realized that they were two huge paws. He got a good look at them: they were slightly curved, as if the creature was holding the soles of its feet slightly raised. He pointed the flashlight upwards to observe the legs: two gigantic scaly "trunks", whose thickness was at least six or seven times greater than the trunks of the surrounding oaks: the legs of an unidentifiable biped. Given the size, Vincenzo must have thought that it could be a simulacrum but he did not notice any sort of mechanical parts. The skin was that of a reptile. There were large spikes of an intense green color, up to two meters long, which dwindled along the femoral area. These quills - he will affirm in a subsequent interview, given to researcher Erika Di Cuonzo - vibrated continuously, like a violin string. Dismayed, Vincenzo quickly moved away a few meters, then did something that, usually, witnesses do not do: with great determination he turned around, grabbed his cell phone, set the zoom and took four photos to immortalize the skin of the creature. I managed to capture a scaly part of the mysterious animal halfway between that of a crocodile, a turtle and a prehistoric lizard. That is, it had various shades and color characteristics. With these precise words Vincenzo, during the interview, will describe the mysterious creature, defining it for the first time as an "animal".
What happened immediately after is told in the interview as follows: "Fear made me give up when I noticed the formation of an immense cone of shadow on the ground. Moving my gaze from the bottom up, I glimpsed his gigantic head swinging left and right along with his whole body as the dragons of Comodo do when they crawl on the ground. On his head, too, he had giant spikes and greenish membranes that vibrated at regular intervals. His eyes were red but with yellowish outlines. His face was a mixture of a crocodile, a horse and a calf. I turned and ran away, but in the frenzied escape I tripped and fell to the ground, impacting with the palm of my right hand. I retrieved the flashlight that I had dropped and ran down the path, got back in the car and drove away. Meanwhile, I heard that roar again."
the witness, while moving away from the place, felt in danger or perceived that the creature could represent a great danger to others. So much so that he decided to file a complaint with the authorities. It was not only an act of civility, but also of courage as it jeopardized his reputation. We are not able to concretely establish what he has seen but, definitely, we think that his is not a vision: he is sincere and is convinced of the reality of his story.
In the following days Vincenzo will lead the Carabinieri of the local Command and the Forestry Carabinieri in the exploration of the area. Dozens of giant footprints were found belonging to something of colossal proportions, in which the marks left by three claws were evident. The study of these footprints will not lead to any results. However, a long trail of corpses, especially wild boars, foxes, dogs but also sheep will, from time to time, be found in those places where large three-clawed footprints were punctually imprinted on the ground. On some occasions the predations were investigated by groups of veterinarians who found residues of mahogany-colored hair and large scales on the spot. The latter, upon analysis, turned out to be similar to those of a chameleon.
In conclusion: what was that creature? Our protagonist answers this question in this way: “based on what I have seen and on the material analyzed by veterinarians, zoologists and C.C. Foresters, we can postulate a hypothesis on the possibility that we are faced with something unconventional, perhaps changed for yet unknown causes.
Towards the end of 2020 a camera trap system was placed between the Volturno river and the Alvignanello woods. The equipment was secured to the tree trunks and placed at a height of about five meters. Equipped with motion sensors, they are an autonomous system useful for monitoring inaccessible and / or wooded areas. Equipped with infrared LEDs, they can also shoot at night. The system is activated with the moment: if it detects a movement, it automatically starts recording a video, an audio or a photograph is taken. In this case the camera traps were set to only photos and audio. They captured the image of an animal impossible to identify. From the traces imprinted on the ground, it was clear that the immortalized creature passed near the tree and then came back. A particularly defined and deep footprint measured about 80 cm. in length: it was an extraordinarily large animal.
Usually, I end my posts like this, letting the reader draw the conclusions. But I must admit that the case, despite its strangeness, intrigues me, as it provides more questions than answers. The sighting area is in fact a "hot zone" where there are reports of chilling screams not related to any known animal. In addition, it is the source of numerous UFO sightings as well as metaphysical and paranormal phenomena. Let's also add a local legend that tells of a creature described as a hybrid between a man and a dragon that lived along the banks of the Volturno river. The being came out only at night. The local elders still tell stories about its existence today.
It is also home to a nuclear power plant, that of Garigliano, located in the territory of Sessa Aurunca and therefore a few kilometers from Alvignanello. In the 1980s the plant was the scene of an accident: apparently, there was a loss of radioactive material that caused malformations in the unborn. Congenital type malformations such as, for example, two-headed cows or three-legged hens. A calf was born with two brains. There have been numerous deaths from cancer among the resident population, but there is no evidence to link these deaths to radiation damage. Despite the fact that the nuclear power plant has been inactive for some time, the aftermath of this disaster has continued over time. Some children were born malformed. Radioactivity also negatively affected plant development.
According to some, radiation is the cause that produced a mutation, generating an unconventional animal. Only in science fiction stories do mutations lead to positive effects and among these there can be gigantism (See Gozzilla) in reality they lead to malformations to which the unborn can hardly survive. And survival does not necessarily lead to any advantage to these beings: flies born with four wings, for example, have not been shown to be able to fly better or faster, on the contrary they were somewhat awkward in flight or even unable to soar in the air.
But, assuming it is true, how could an animal of this size find so many prey and therefore sustenance in an area that, although wooded, is certainly not the Amazon rainforest ?!
Are we perhaps faced with an enigma similar to that found near Loch Ness, where a gigantic predator should exist in a small lake?
Undoubtedly it is a very large creature, even if the references of the witness do not allow us to establish exactly how much. But how does such a large creature go completely unnoticed?
We can only speculate that it resorts to an extreme and very efficient form of mimicry that makes it almost invisible. The same witness does not notice it until it ends up practically between his paws. The creature, however, does not seem to notice its presence, not even when it begins to run away. An oddity, since reptiles, but actually all predators, are receptive to rapid movements of prey. 

edited by: Franco Cacciapuoti
[][][] GRUPPO UFOLOGICO ITALIANO Official

lunedì 3 gennaio 2022

L'INCIDENTE DI McCHORD






Negli anni '70, uno degli incidenti UFO meglio dettagliati avvenne alla McChord Air Force Base, situata nella contea di Pierce, a Washington. Questo incredibile caso fu reso noto dal sedicente ex agente dell'AFOSI (l'Ufficio per le Investigazioni Speciali dell'Aeronautica degli Stati Uniti) Robert Collins, solo nel 2001. Collins assicura che questo caso proviene effettivamente dall’archivio dell'AFOSI (i file sono datati ottobre 1972). Ha confermato che tutti i luoghi, gli eventi e i nomi riportati nel rapporto sono reali.



Il 14 ottobre 1972, due militari statunitensi, First Class Steven Briggs e Dennis Hillsgeck, furono incaricati di controllare un TACAN (Tactical Air Navigational). Le apparecchiature erano situate a sole otto miglia a est della base aerea di McChord.
Verso le 13:00, i due sono arrivati ​​alla struttura, hanno aperto il cancello, superando così la recinzione di sicurezza che circondava l’intera area per poi entrare nell'edificio principale. Erano intenti a condurre i loro controlli quando, verso le 14:00 Briggs fu distratto da uno strano rumore che proveniva dall’esterno. Ha descritto quel suono come quello prodotto dal motore di un aereo, ma più acuto. Incuriosito, è uscito per vedere di cosa si trattasse ed è stato allora che ha visto l’UFO.
Con sua sorpresa, ha notato un oggetto a forma di piatto sospeso sopra la struttura del TACAN. Ha continuato a fissare il velivolo che ha subito iniziato a scendere verso la zona sud del complesso, dove è atterrato.
Briggs si precipitò all'interno dell'edificio per avvisare il suo partner, Hillsgeck, e per dirgli cosa stava accadendo. Entrambi gli uomini si misero in apprensione poiché era loro dovere proteggere la struttura da eventuali intrusioni. Rimasero, quindi, sbalorditi nel vedere due creature umanoidi che si dirigevano verso la recinzione che circondava l'edificio.
A questo punto Briggs è rientrato per lanciare l’allarme: ha chiesto alla Polizia Militare di intervenire. Nel frattempo gli “intrusi” stavano per oltrepassare il perimetro di sicurezza. L’appello fu raccolto dal sergente David Holmes, del 62° squadrone di polizia, che inviò subito sul posto il sergente Dwight Reid e l’agente Michael Tash.
La pattuglia arrivò dopo 17 minuti, ma non notò alcun velivolo. Trovarono, invece, i due militari, visibilmente scossi, in piedi, vicino al loro veicolo. Non riuscivano a parlare e Hillsgeck mostrava sul volto i segni di una bruciatura. Il sergente Reid chiamò immediatamente la base dell’Air Force per richiedere un'ambulanza. Nel frattempo, Tash controllava i dintorni dell'edificio scoprendo strani segni sul terreno, che sembrava aver ceduto, probabilmente a causa dell’atterraggio dell’UFO. Improvvisamente, sentì Reid che gli urlava di guardare in alto poiché un oggetto a forma di disco stazionava proprio sopra di lui.
Il sergente Reid tentò, invano, di contattare, via radio, il comando della Polizia militare, ma la radio non funzionava. Pertanto, i due recuperarono rapidamente entrambi gli aviatori per allontanarsi dalla scena dell’avvistamento. Dopo aver percorso una certa distanza furono in grado di comunicare con il Comando e chiedere l’invio dei rinforzi.
Furono raggiunti da altri quattro agenti. Tra loro c’era anche il sergente Darren Alexander insieme al suo cane (Champ). Alexander avvistò due creature umanoidi vicino a una centrale elettrica. Gli intimò di arrestarsi e di alzare le mani. Invece, le creature si mossero verso di lui. Notò che uno di loro aveva in mano qualcosa che sembrava un'arma. Alexander, allora, temendo per la sua incolumità: estrasse il revolver e sparò sei colpi all’indirizzo degli alieni. Poi si mise al riparo, tornò al suo veicolo e chiamò il sergente Reid per digli che aveva aperto il fuoco contro degli intrusi ma, data la distanza, non era sicuro di averli colpiti. Aggiunse che, visto il precipitare degli eventi, occorrevano ulteriori rinforzi. Così, mandarono un'altra squadra armata con fucili d'assalto.
Perquisirono la zona trovando, a terra, un oggetto a forma di piatto. Dopo averlo circondato, chiamarono il loro supervisore, il capitano Henry Stone, che decise di intervenire personalmente. Ma quando il Cpt. Stone arrivò sul posto, fece appena in tempo a scorgere l'oggetto che, improvvisamente, volò via verso est e scomparve in pochi secondi.


Secondo il rapporto di Collins, intervennero investigatori del dipartimento che indagarono sul caso. Raccolsero le dichiarazioni dei vari testimoni e le prove circostanziali, compresi i bossoli estratti dalla pistola dal sergente Alexander. L'incidente, classificato come Top Secret è rimasto nei file AFOSI con l’etichetta: irrisolto.

domenica 19 dicembre 2021

LE PIETRE DEL CIELO




Pensiamo sempre che gli antichi siano stati capaci di tagliare, trasportare, sagomare e mettere in opera con incredibile perizia, grandi blocchi di pietra per erigere edifici monumentali. Tuttavia, si affaccia l’ipotesi che questi monoliti potrebbero avere un origine artificiale: siano, cioè dei blocchi, costituiti da una sorta di cemento, ricavati in loco. È questo il caso delle Sky stone: questa antichissima pietra azzurra è così misteriosa proprio perché sembra essere artificiale.

Ci sono degli studiosi che, nonostante abbiano fatto delle scoperte sensazionali, spesso vengono dimenticati poiché ci sono note solo le loro scoperte. Singolari, invece, sono i casi in cui addirittura ci si dimentica sia di loro sia delle loro scoperte. È senza dubbio il caso del professor Angelo Pitoni, un esploratore che, tra l’altro, scoprì qualcosa che, teoricamente, non dovrebbe nemmeno esistere.
Il professor Angelo Pitoni viene definito come un geologo della FAO, botanico, scopritore di miniere di smeraldi, esperto in pietre rare, esploratore di luoghi remoti e scopritore di reperti archeologici unici. Medaglia d’oro della resistenza e commando nelle Special Force inglesi e dell’Oss americano (un precursore della CIA). Pertanto, La credibilità di Pitoni è spesso messa in dubbio e proprio per i suoi trascorsi, viene ritenuto più un avventuriero che uno studioso.
Tra le sue innumerevoli scoperte ritroviamo delle statuette arcaiche e un’antica città Maya. Ma il suo nome è legato principalmente alla scoperta delle Sky Stone e della Dama del Mali.
Nel 1990 si recò in Sierra Leone, nell'Africa occidentale, in cerca di diamanti. Nel distretto di Kono s’imbatté in un'incredibile scoperta. Gli fu mostrata da un capo locale (Fullah) una misteriosa pietra blu. Il capo gli raccontò di un'antica leggenda che spiegava la presenza delle pietre. Secondo tale leggenda, le pietre non erano altro che angeli che dal cielo vennero espulsi sulla Terra a causa delle loro malefatte. Qui si trasformarono in statue e rimasero sepolti nel sottosuolo. Precipitando, trascinarono giù una porzione di cielo e di stelle: per cui la zona è ricca di minerali e di diamanti.
Pitoni, incuriosito dalla struttura di quelle pietre, ne portò dei campioni in Europa per farli esaminare. Li consegnò sia all'Istituto di Scienze Naturali di Ginevra, sia all'Università La Sapienza di Roma. In realtà, credeva che fossero dei turchesi, ma si sbagliava: le analisi dimostrarono che le pietre non corrispondevano a nessun minerale conosciuto.
Le “Pietre del cielo” di Pitoni furono sottoposte a ulteriori esami presso l'Università di Utrecht dove furono esposte agli acidi nel tentativo di alterarne la composizione, ma non successe nulla. Furono, allora, riscaldate fino a 3000 gradi Celsius, ma la loro composizione rimase invariata. È interessante notare che, osservando i campioni al microscopio, questi non sembravano avere una colorazione naturale.
Le pietre furono analizzate anche in Germania e a Tokyo: risultarono composte da oltre il 77% di ossigeno e dal 20% di carbonio. La parte rimanente era composta da silicio, calcio e sodio, con tracce di altri elementi. Tale composizione rende le “Sky Stone” simili a una sorta di cemento o di stucco, colorato artificialmente.
Gli indigeni conoscevano tale pietra poiché, a volte, veniva estratta occasionalmente quando effettuavano degli scavi nel terreno. Erano rintracciabili anche fuori dalla Sierra Leone: grazie alla loro composizione misteriosa e all'aspetto unico, le pietre acquisirono un certo valore, tanto che furono rinvenute anche in Marocco, dove erano vendute come “Kryptonite”. Furono analizzate a Londra ottenendo gli stessi risultati, poi però finirono nel dimenticatoio, come avviene per molti reperti archeologici che non trovano spiegazione. La datazione al carbonio rivelò che la loro età era compresa tra 2.500 e 17.000 anni.





La scoperta di tali pietre ci giunge tramite l'artista e designer americano Jared Collins che nel 2013, intraprese un viaggio in Asia alla ricerca di gemme e minerali rari. Prese contatto con un commerciante di gemme a Hong Kong, il quale lo invitò a casa sua per mostrargli la sua collezione. Tra centinaia di gemme, la sua attenzione cadde su una pietra di forma irregolare con venature bianche. Il commerciante gli raccontò la storia degli angeli caduti dal cielo. Incuriosito, Collins inviò un campione al GRS Swisslabs dove fu testato dal Dr. Preeti. Attese i risultati per mesi, ma il ricercatore non fu in grado di dirgli molto: le sue conclusioni furono che il campione apparteneva a un materiale non identificato. Collins intendeva acquistare il pezzo, ma il commerciante non voleva venderlo.
Dopo aver lasciato Hong Kong, Collins continuò ad interessarsi delle Sky Stone. Provò a rintracciare le pietre in altri luoghi senza però riuscirci. Venne però a sapere che nel museo di Erich Von Daniken, il Mystery Park, di Interlaken, in Svizzera, erano custodite due grandi pietre. Decise di contattare il museo confidando che gli avrebbero permesso di acquistare un frammento delle pietre conservate in loco, ma ricevette un netto rifiuto.
Collings, dispiaciuto, si rivolse ancora una volta al commerciante di gemme di Hong Kong nel tentativo di ottenere almeno quel frammento che era già in suo possesso. Dopo un intenso scambio di E-mail e di telefonate il venditore gli permise di acquisire quel piccolo frammento di Sky Stone che, in precedenza, aveva inviato al Dr. Preeti. Il commerciante aggiunse, in una sua missiva, che aveva ricevuto quel frammento da un italiano di nome Vijay. Secondo lui, Vijay aveva ricevuto alcune pietre direttamente dal prof. Pitoni e lui le aveva acquistate e rivendute tutte, tranne due: quelle che Collins aveva visto a casa sua.
Collins riuscì a rintracciare Vijay e a contattarlo tramite E-mail. Vijay gli confermò che la pietra era stata scoperta da Angelo Pitoni quando si era recato in Sierra Leone. Uno sciamano locale lo aveva portato in un luogo dove, sparsi per terra, c’erano diversi pezzi di questo materiale blu. In seguito a scavi, ne furono trovati molti altri per un totale di oltre 200 kg. Le “rocce” sembravano disposte in formazione casuale, bensì erano accatastate a formare una sorta di piramide. Vijay sostenne che il materiale non aveva un’origine naturale poiché aveva letto il rapporto di un geologo il quale affermava che il materiale non era identificabile. 
In effetti, dopo anni di studio da parte di università, scienziati indipendenti e vari laboratori, nessuno è riuscito ancora a spiegare l’origine delle Sky Stones. Resta comunque una domanda: chi nell'antichità era capace di sintetizzare tali pietre seguendo un processo a noi ancora sconosciuto?

giovedì 9 dicembre 2021

RETTILIANI: SOLO LEGGENDE?

La letteratura ufologica non contempla molte storie che avvallano l'esistenza di alieni rettiliani. Ma, come ho già accennato in un post precedente, esistono molti sedicenti esperti che, per riceverne notorietà, sfruttano queste storie.
Però, gli uomini rettile o uomini serpente sono creature già molto presenti nella mitologia e nel folclore: basti pensare alle numerose storie dei draghi. Sono anche rappresentati nella fantascienza, nei racconti dei rivelazionisti e nelle teorie del complotto paventate da John Rhodes, David Icke e Riley Martin, che per descriverli usano anche i termini di "dinosauroide" o "uomo lucertola". Ne abbiamo già parlato in un precedente post (Cfr. Rettiliani?) riferito a un presunto caso rettiliano.
L’idea è che la Terra sia abitata da stirpi di "rettiliani", di origine extraterrestre, in grado di mimetizzarsi tra gli umani. Secondo queste teorie tali alieni, provenienti dalla costellazione del Drago, sarebbero le "eminenze grigie": i comandanti degli alieni noti come Grigi, provenienti dal sistema di Orione, Zeta Reticuli e Bellatrix.
Di extraterrestri rettiliani racconta Herbert Schirmer, il quale sostiene di essere stato rapito ad Ashland nel 1967 da esseri umanoidi, che vestivano una tuta aderente, dotati di una testa sottile e allungata. La pelle era chiara, tendente al grigio, gli occhi apparivano inclinati e la bocca, simile a una fenditura, non si sarebbe mai mossa mentre parlavano. Sulle tute Schirmer avrebbe visto un emblema a forma di "serpente alato". Secondo lui, tali esseri proverrebbero da un'altra galassia ma avrebbero impiantato basi sul nostro pianeta. Anche in Italia vi sono persone che hanno affermato di aver visto dei Rettiliani: precisamente vicino al delta del Po, tra Rovigo e Ferrara.
John Rhodes raccolse un insieme di testimonianze sui presunti contatti tra esseri umani e rettili umanoidi. Fondò nel 1997 un apposito centro di ricerca ed è apparso in televisione e alla radio per illustrare le sue teorie: Rhodes afferma che i rettili umanoidi sarebbero i discendenti dei dinosauri, quindi un sottoprodotto dell'evoluzione terrestre. Per avvalorare le proprie tesi cita le teorie di Dale Russel che, negli anni ’80 descrisse con minuzia di particolari come i dinosauri si sarebbero potuti evolvere in specie intelligenti. Sia chiaro: si tratta solo di una speculazione, tra l’altro criticata dal mondo scientifico, fatta dallo studioso su come sarebbero potuti sembrare i dinosauri della specie Troodon se si fossero evoluti secondo le linee dell'evoluzione umana.



Rhodes, tra l’altro, era convinto che l'attenzione degli umani sarebbe stata intenzionalmente deviata dai mondi sotterranei allo spazio profondo, al solo scopo di mantenere segrete le dimore dei popoli sotterranei e la loro antica civiltà. I rettiloidi descritti nelle teorie di Rhodes trovano delle somiglianze nelle entità descritte da alcuni addotti.



Riley Martin, autore di “The Coming of Tan” e assiduo ospite del programma di Howard Stern, sostiene di aver conosciuto personalmente un certo "Targissiano", appartenente a una pericolosa razza di rettiliani che, insieme ad altre sei razze di alieni, sono presenti su di una nave madre in orbita attorno a Saturno.
Paul Shockley, fondatore della "Chiesa acquariana del servizio universale", ritiene di essere un individuo in grado di canalizzare la ‘consapevolezza cosmica’, attraverso quella che descrive come una ‘rivelazione di consapevolezza’. Riferì dell'esistenza di una pericolosa razza di rettiliani tra i quali, tuttavia, ci sarebbero anche individui ben disposti nei confronti degli esseri umani.
Secondo David Icke, come pubblicato nel suo libro “The Biggest Secret: The Book That Will Change the World” (in italiano - Il più grande segreto: Il libro che cambierà il mondo) i rettiliani sarebbero una forza occulta che manipolerebbe e controllerebbe l'umanità. Questi esseri, alti 2,13 m, bevitori di sangue, proverrebbero dal sistema stellare Alpha Draconis. Ad essa apparterrebbero molti leader mondiali (la famiglia reale inglese, William Jefferson, Bill Clinton, Hillary Rodham Clinton, Barack Obama, George W. Bush). Le opere di Icke hanno un discreto successo di pubblico, poiché attinge a concetti estratti dal filone New Age.
Zecharia Sitchin afferma di aver individuato in tavolette sumere il riferimento a una razza aliena (gli Annunaki) che avrebbe creato la razza umana, mischiando i propri geni con quelli di un primordiale primate terrestre, allo scopo di utilizzare gli uomini come minatori impegnati nell’estrazione dell’oro. Secondo Sitchin le tavolette attesterebbero che il popolo Sumero ‘quelli dalla testa nera’ (gli Annunaki erano biondi?) sarebbe stato creato da questi esseri mescolando ‘l'essenza di vita’ e il ‘Popolo dalla testa nera’ sarebbe stato creato attraverso tutta una serie di tentativi ed esperimenti biologici mal riusciti, sfocianti nella creazione di ibridi uomo-bestia. Secondo Sitchin, sarebbe pure confermata l’esistenza di una Dea serpente, ma sembra riferita a un individuo di sesso femminile dal volto emaciato chiamata 'Sir'.
È singolare notare come alle teorie di Sitchin si sia riallacciato Laurence Gardner, secondo il quale sarebbe esistita una discendenza: una ‘Linea del Sangue dei Dragoni’, molto simile a una variante del racconto del Graal (inteso come: Sang real) ma collocata nell'antica Sumeria.
Insomma, quella dei rettiliani è, in presenza di prove per lo più indiziali, poco più di una leggenda, che si è diffusa anche grazie a una famosa serie televisiva, Visitors, dove, per l’appunto, compaiono alieni malvagi che assumono aspetto umano, tanto da potersi confondere tra le persone.

martedì 7 dicembre 2021

I DANNATI DELL’UFOLOGIA


 

L'ufologia non è una scienza, anzi per molti è considerata una sorta di fantascienza, nonostante ci siano degli aspetti degni di essere approfonditi. È anche vero che spesso vengono spacciate per vere delle notizie false. Questo può essere fatto in tutta onestà (anche il ricercatore più bravo può incorrere in una cantonata) ma il sospetto è che spesso venga fatto in piena consapevolezza: si divulgano notizie sapendo che sono false oppure le si inventa di sana pianta. Insomma c’è chi propende al sensazionalismo, oggi tanto in voga.
Il fatto è che con gli eventi UFOlogici e/o misterici non si sbarca il lunario né tantomeno ci si arricchisce, a meno di non barare comportandosi in maniera poco professionale, ingannando la gente e approfittando della sua buona fede.
Ma, se ti sei fatto un nome, se sei un ufologo famoso, che tu dica il vero oppure no, esiste un ampio pubblico disposto a prendere per oro colato tutto quello che affermi. Quindi, per guadagnare soldi e popolarità qualcuno si adatta alla richiesta di mercato fornendo una informazione spazzatura, che contribuisce sempre di più a rovinare la serietà della materia. Si tratta di persone molto furbe, oppure di veri e propri ciarlatani che, in veste di autorevoli divulgatori avvallano delle notizie palesemente false.
Molti di questi ufologi si presentano come detentori di verità assolute e finiscono per rappresentare l’intera categoria anche agli occhi della scienza, dove purtroppo rivelano avere una credibilità nulla, gettando discredito su tutta la classe e finendo inevitabilmente per affossare ogni credibilità riguardo al fenomeno.
Spesso esorto i lettori a diffidare degli ufologi famosi e ho le mie buone ragioni. Bisogna considerare che i vari Mr X, dall’ufologia, hanno tutto da guadagnare. Spesso leggo frasi del tipo: - lo dice anche Mr X - o peggio: - io credo solo a ciò che dice Mr X. Solo perché Mr X è comparso in TV, ha scritto un libro e tiene conferenze. Ma questo non vuol dire che ne sappia di più: la risoluzione del fenomeno non è in mano nostra. Il mistero è nelle mani di una civiltà non umana che lo svelerà (se lo svelerà) in tempi e in modi consoni alla propria volontà. Dalla quale, proprio perché non umana, non dobbiamo aspettarci dei comportamenti logici.
Detto questo, ora passo a presentarvi una carrellata di ufologi famosi: in questo primo articolo sono solo tre (stranieri) ma, probabilmente ne citeremo anche altri. Tutto dipende dal gradimento e dall’interesse (o meno) che susciterà questo primo post.



Timothy Good

È considerato uno dei "migliori" ufologi al mondo. Noto divulgatore e studioso di ufologia, Timothy Good è nato a Londra nel 1942 e ha cominciato a occuparsi di UFO già dal 1955. Grazie alla sua notorietà, ha tenuto conferenze in tutto il mondo e ha scritto numerosi libri sull’argomento che hanno avuto un grande successo di pubblico. Gli ufologi appassionati stravedono per lui: basta farsi un giro nei loro siti e forum per scoprire che è così. Però, poi, afferma di parlare telepaticamente con alieni, di ricevere incredibili rivelazioni dai militari e che i servizi segreti, per lui, non hanno segreti. Afferma di credere alle storie dei contattisti (quindi di ritenere attendibili personaggi come Adamski etc.). Quindi, Timothy Good è davvero una persona così credibile? Apparentemente ci troviamo di fronte a uno dei massimi esperti di ufologia, ma è proprio così? Oppure siamo noi a tributargli questa superiore esperienza?



Wendelle Stevens

Wendelle C. Stevens, ex tenente colonnello dell’USAF, sedicente massimo esperto di ufologia al mondo (ma secondo l’ufologo canadese Stanton Friedman è solo un buon collezionista di foto ufologiche). Ciò nonostante, gode della considerazione di gran parte della comunità ufologica e ha ottenuto numerose attenzioni da parte dei media. Ha promosso moltissimi falsi, in particolare quello del contattista Meier. Anzi, fu proprio grazie al suo sostegno che Meier ottenne fama e visibilità. Peccato, che poi ne sia stata dimostrata più volte l’inattendibilità.
Wendelle venne a conoscenza del caso Meier nel 1976 coinvolto dall’ufologo inglese Timothy Good e dell’ufologa svizzera Lou Zinstagg, la quale gli mostrò sedici foto scattate da Meier. Stevens, probabilmente, rimase impressionato dalle fotografie e dal caso in sé. Pertanto, nell’ottobre dell’anno successivo si recò in Svizzera per incontrare Meier e quello fu solo il primo di una lunga serie di viaggi. Infatti, tornò l’anno successivo, questa volta in compagnia degli amici Brit e Lee Elders e tutti insieme, decisero di pubblicare in un libro le informazioni che avevano raccolto. Per farlo fondarono una piccola società, insieme a Tom Welch, che fu battezzata GENESIS III Productions Limited. Lee Elders firmò un accordo con Meier: quest’ultimo avrebbe fornito il materiale, mentre GENESIS III lo avrebbe promosso e diffuso, agendo come unico distributore esclusivo. Nel 1979 uscì il primo libro, “UFO - Contact from the Pleiades” (tradotto anche in italiano, nel 1990), presto esaurito e ristampato in un’edizione riveduta e corretta l’anno successivo. Nel 1983 Stevens e GENESIS III produssero, separatamente, altri due titoli: “UFO - Contact from the Pleiades - A Preliminary Investigation Report” e “UFO - Contact from the Pleiades - Vol. II”. Altri libri seguirono negli anni successivi. Oltre alla produzione libraria, GENESIS III produsse e/o distribuì anche dei documentari, uno dei quali, girato nel 1979, fu presentato anche in Italia nell’ambito della serie prodotta dalla Columbia Tristar con la supervisione e “consulenza” del Centro Ufologico Nazionale e di Roberto Pinotti in particolare.
Peccato che W. C. Stevens e gli altri componenti del gruppo GENESIS III furono sconfessati e allontanati da tutti i maggiori gruppi americani, MUFON in testa. Jim Lorenzen, direttore dell’APRO, si dissociò completamente (il suo nome era citato nel primo libro), accusando i componenti del gruppo, fra l’altro, di avere “censurato” alcune dichiarazioni e promosso le foto più assurde, in modo da rendere il tutto maggiormente credibile. Non solo: Stevens aveva collaborato con l’APRO in relazione a qualche inchiesta locale, ma fu scoperto mentre sottraeva del materiale fotografico di proprietà dell’APRO. Lorenzen lo dichiarò persona “non gradita” e troncò ogni contatto con lui.
Quello di GENESIS III, quindi, non può certo essere considerato un gruppo di investigatori bensì di biografi, amici di Meier. Non fu condotta un’investigazione imparziale e critica, anzi era tesa solo a dare conferme là dove non ce n’erano.
Il 16 Febbraio 1993 Wendelle C. Stevens si dichiarò volontariamente colpevole di fronte a una corte di giustizia dello stato dell’Arizona, al fine di ridurre i capi di imputazione che pendevano su di lui. Era accusato di molestie su bambini, di aver fornito articoli osceni o pericolosi a minori e di essere in possesso di riprese video e foto di minori impegnati in atti sessuali. Il 15 Marzo dello stesso anno fu condannato a sette anni e incarcerato il 1° giugno successivo. Ovviamente, Stevens fu presentato come un “martire” dell’ufologia, incastrato dalla CIA perché ormai troppo vicino alla verità: egli stesso contribuì a diffondere tali dicerie, ma senza peraltro produrre mai alcuna prova e raccontando frottole al solo fine di discolparsi. Tuttavia, si diffuse ugualmente la voce secondo la quale sarebbe stato messo a tacere perché era un “ufologo scomodo”.



Jim Dilettoso

È considerato, da gran parte della comunità ufologica, come un grande esperto nell'analisi del materiale fotografico e video e gli si attribuisce anche la qualifica di consulente della Nasa. Tuttavia, contrariamente a quello che afferma, non ha mai lavorato per la Nasa, si è solo servito e in modo ambiguo, della carta intestata dell’agenzia spaziale americana.
Ha anche affermato di aver lavorato per la produzione del film Titanic ma, da verifiche effettuate, emerse che nessuno degli addetti alla produzione ha mai sentito parlare di lui. Infatti il suo nome non compare nei titoli di coda.
Analizzò e certificò come autentico il filmato del cerchio nel grano di Oliver Castle.
Di particolare interesse il suo coinvolgimento nell'affare Meier. Lavorò per GENESIS III per organizzare delle pretestuose analisi scientifiche sui vari tipi di prova presentate dal contattista, rappresentandolo come un esperto particolarmente degno di fede. Millantò, fra l’altro, conoscenze in microscopia elettronica che, assolutamente, non possedeva. Dichiarò di aver avuto contatti con specialisti che, però, non si ricordano affatto di lui o che, intervistati da terze parti, hanno rilasciato pareri ben diversi da quelli da lui riportati. La società De Anza Systems prese seriamente in considerazione la possibilità di fargli causa per le affermazioni che le attribuì e che furono pubblicate in un libro.
Dilettoso dichiarò di avere conseguito una laurea presso l’università McGill di Montreal, la quale, però, in un fax del 17/11/1994 precisò di non saperne assolutamente nulla.



L’articolo continua.

sabato 27 novembre 2021

CONTATTO


 



Un famoso scienziato americano, recentemente, ha cercato di spiegare il problema del mancato contatto e lo ha fatto in modo efficace. Se mentre passeggiate in un bosco – ha detto – vedete degli scoiattoli, di solito non cercate di comunicare con loro. In verità, qualcuno potrebbe anche provarci, ma dopo un po’ perde l’interesse poiché gli scoiattoli continuano la loro normale attività (quella di raccogliere noci) e vi ignorano completamente.
Succede lo stesso per gli alieni?
Esattamente quarantaquattro anni fa si è verificato uno strano evento, qualcosa che ci induce a pensare che un contatto ci sia stato. Una trasmissione televisiva in diretta fu “sequestrata” da una presunta intelligenza aliena per ben sei minuti e trasmise un messaggio diretto a tutta l'umanità. Questo misterioso evento è rimasto irrisolto: ancora oggi non trova una spiegazione plausibile.





Il 26 novembre 1977, intorno alle 17:00, il notiziario dell'Independent Broadcasting Authority sulla rete Southern Television, nel sud dell'Inghilterra, fu interrotto da una voce che sembrava generata da un apparato elettronico. Quando il conduttore del telegiornale, Andrew Gardner, stava elencando i titoli delle principali notizie, la sua voce fu distorta e l'immagine televisiva risultò mossa. A quel punto, i telespettatori udirono uno strano ronzio metallico e poi una voce profonda e cupa, echeggiante, che sembrava essere stata mascherata elettronicamente. Chi parlava affermava di essere un alieno e di provenire da un altro mondo.
Disse di chiamarsi Vrillion e che rappresentava un gruppo noto come "The Ashtar Galactic Command". Il messaggio trasmesso non fu per niente enigmatico: anzi, ricalca i soliti messaggi di pace e amore universale. Chiedeva agli umani di abbandonare i modi bellicosi e di votarsi alla pace prima che fosse troppo tardi.
L'intero messaggio recita:

“Questa è la voce di Vrillon, un rappresentante dell'Ashtar Galactic Command, che vi parla. Per molti anni ci avete visto come luci nei cieli. Vi parliamo ora in pace e saggezza come abbiamo già fatto ai vostri fratelli e sorelle sparsi in tutto il mondo. Veniamo ad avvertirvi del destino della vostra razza e del vostro mondo, in modo che possiate comunicarlo ai vostri simili. È il corso che dovete seguire per evitare il disastro che minaccia il mondo e gli esseri sui (nostri) mondi, intorno al vostro.
Tanto, per poter condividere il grande risveglio, mentre il pianeta passa nella Nuova Era dell'Acquario. La New Age può essere un momento di grande pace ed evoluzione per la vostra razza, ma solo se i suoi governanti saranno consapevoli delle forze del male che possono oscurare i loro giudizi.
Ora ascoltate, perché questa occasione potrebbe non ripresentarsi. Tutte le armi del male devono essere rimosse. Il tempo del conflitto è ormai passato e la razza di cui fate parte può procedere agli stadi superiori della sua evoluzione, ma solo se vi mostrerete degni di farlo. Non c’è più tempo: dovete imparare a vivere insieme in pace e buona volontà. Piccoli gruppi in tutto il pianeta lo stanno già facendo ed esistono per trasmettere a tutti voi la luce dell'alba della New Age. Siete liberi di accettare o rifiutare i loro insegnamenti, ma solo coloro che imparano a vivere in pace passeranno ai regni superiori, all’evoluzione spirituale. Ascoltate: questa è la voce di Vrillon, un rappresentante dell'Ashtar Galactic Command, che vi parla. Sappiate anche che ci sono molti falsi profeti e guide che operano nel vostro mondo. Succhieranno la vostra energia, l'energia che chiamate denaro e la useranno per scopi malvagi e vi daranno in cambio inutili scorie.
Il Sé divino e interiore vi proteggerà da questo. Dovrete imparare a essere sensibili alla voce interiore che può dirvi cos'è la verità e cos'è la confusione, il caos e la menzogna. Imparate ad ascoltare la voce della verità che è dentro di voi e questa vi condurrà sulla via dell'evoluzione. Questo è il nostro messaggio per voi, cari amici. Vi abbiamo visto crescere per molti anni come anche voi avete guardato le nostre luci nel cielo.
Ora sapete che siamo qui e che ci sono più esseri sulla Terra e intorno a voi di quanto i vostri scienziati possano ammettere. Siamo profondamente preoccupati per voi, per il vostro percorso verso la luce e faremo tutto il possibile per aiutarvi. Non abbiate paura, cercate solo di conoscere voi stessi e vivete in armonia con le vie del vostro pianeta Terra.
Noi dell'Ashtar Galactic Command vi ringraziamo per l'attenzione. Stiamo ora lasciando il piano della vostra esistenza. Possiate essere benedetti dall'amore supremo e dalla verità del cosmo”.



Durante l'intera trasmissione, il video fu interessato solo da una leggera distorsione. Il messaggio si concluse e la trasmissione riprese con un cartone animato dei Looney Tunes. Andrew Gardner rimase in silenzio: da bravo professionista, si comportò come se nulla fosse successo. Questo contribuì a far credere alla gente che fosse solo uno scherzo.
In seguito, la stazione televisiva si è scusata con i telespettatori per l'inconveniente ed effettivamente ha etichettato l'intera questione come uno scherzo di cattivo gusto. Tutti i media britannici pubblicarono la notizia che subito attirò l'attenzione dei media internazionali. La società ITV, la cui trasmissione è stata interrotta dal messaggio, ha cercato a lungo e con dedizione il colpevole dell'incidente: un probabile burlone, sicuramente un tecnico geniale, visto che è riuscito a violare le loro apparecchiature, ma non sono mai riusciti a rintracciare il colpevole. Sono riusciti solo a scoprire che il segnale fu inviato dall'antenna trasmittente di Hannington situata a Connington Hill, che trasmetteva al Berkshire e al North Hampshire. L'antenna televisiva UHF di Hannington era uno dei pochi trasmettitori che, invece di ricevere direttamente il segnale via cavo, fungeva da ripetitore per il segnale ricevuto da un altro trasmettitore, in questo caso il trasmettitore Rowridge della Southern Television dell'Isola di Wight. Ciò lo rendeva particolarmente vulnerabile a qualsiasi tipo di intrusione, anche di potenza relativamente bassa, generata da una fonte molto vicina al ripetitore, consentendo a una trasmissione non autorizzata di essere amplificata e ritrasmessa in una zona più ampia.
Due giorni dopo la pubblicazione della notizia sul Times, una lettera al direttore pubblicata il 30 novembre 1977 chiedeva come la IBA - o chiunque altro - potesse essere così sicura che si trattasse di una bufala? Un editoriale pubblicato sul quotidiano locale Eugene Register-Guard commentava: "nessuno sembra considerare che 'Ashtar' potrebbe essere reale.”



Questo incidente fu studiato a fondo da vari ricercatori di fenomeni anomali e ufologi. Particolarmente famoso è il lavoro di John Reppion, un collezionista di casi misterici.
Reppion ha affermato che la persona che sta dietro il misterioso messaggio si era preparata a fondo e aveva scelto accuratamente l'ora, attendendo il telegiornale del tardo pomeriggio per iniziare la trasmissione, in modo da ricevere il massimo ascolto. Reppion ha continuato la sua indagine esaminando diversi casi, anche successivi, in ​​cui dei burloni hanno tentato, a volte con successo, di interferire con le trasmissioni televisive americane e ha scoperto che i contenuti erano fondamentalmente diversi dal "messaggio di Ashtar".
Tutti i burloni americani inviavano in TV messaggi volutamente umoristici, mentre il messaggio di Vrillon era serio e non diceva nulla che potesse indicare qualcosa di divertente. Anche il modo in cui risuonava la sua voce era qualcosa di completamente diverso. Non era esattamente una voce umana, ma qualcosa di strano, elettronico (siamo negli anni 70 e la tecnologia per manipolare i suoni non esisteva o perlomeno non era alla portata di tutti) extraterrestre. Alcune (presunte) registrazioni reali di questa trasmissione possono essere trovate in rete, ma potrebbero essere solo tentativi di ricostruzione tardivi.
Molti ufologi oggigiorno credono che il messaggio di Ashtar sia stato un vero tentativo da parte degli alieni di stabilire un contatto con i terrestri e cercare di convincerli a non iniziare la terza guerra mondiale. Si ritiene che alla fine degli anni '70, con la guerra fredda in atto, i rapporti tra l'Occidente e l'URSS fossero particolarmente tesi e molte persone temettero per davvero che potesse iniziare una guerra nucleare.