Cinde Shilf, all’epoca dei fatti aveva 49 anni. Era
una massaggiatrice terapeutica che sin dal 2001 lavorava presso un importante
centro di estetica, a Chicago nell’Illinois. Nel giugno del 2015 si presentò
una signora di mezza età vestita con abiti lussuosi e che lasciava trasparire
uno stile altolocato.
La donna descrisse la cliente come una donna
castana dai riflessi biondi, dalla corporatura normale e dall’aspetto tipico
caucasico. Non aveva molti tratti distintivi, tanto che la massaggiatrice
affermò che, a prima vista, la ritenne una figura piuttosto ordinaria. La
signora le chiese un massaggio al collo e alla schiena perché, disse, erano
giorni che soffriva di cervicale e problemi di postura.
Cinde, come da prassi, le illustrò le regole
interne da seguire. La invitò nella camera dei massaggi e le chiese di
togliersi borsa, collana e accessori di metallo, di mettere il cellulare in
modalità silenziosa e posarlo sul comodino nei pressi del lettino. Le chiese di
spogliarsi e sdraiarsi sul lettino a faccia in su e quindi si spostò per
iniziare a massaggiarle la base del collo. La pelle della donna, già al primo
tocco, provocò, nella massaggiatrice, una sensazione molto strana, come se
stesse toccando una pelle spessa e ruvida, come il cuoio. Tuttavia, Cinde prese
le sue essenze e iniziò il massaggio.
Dopo alcuni istanti iniziò ad avere una strana
sensazione di nausea: la sue mani erano sul suo osso occipitale e ai suoi occhi
sembrò che quella donna per qualche istante fosse sparita per essere sostituita
da un corpo grigio fatto di cellophane trasparente, dai contorni instabili come
quando ci sono disturbi in TV.
La massaggiatrice strabuzzò gli occhi e nuovamente
la pelle della donna cominciò a mutare e a diventare di color grigio cenere.
Sul corpo sembrò apparire un effetto ologramma, con tanto di disturbo tipo
“zig-zag elettrico” che percorreva il corpo della donna distesa sul lettino.
Il corpo della cliente si trasformò in un essere affusolato
con la testa a bulbo, il collo sottile e degli occhi enormi, completamente
neri. Superato lo spavento iniziale, Cinde osservò meglio la figura distesa: la
sua pelle sembrava rugosa e aveva vistose pieghe sulle caviglie, attorno ai
gomiti e intorno al collo. Aveva una bocca piccola e non c’erano orecchie, né
naso.
Pochi istanti dopo quella scena così vivida il
cellulare della donna, o almeno quello che sembrava tale, emise uno strano
suono: un “bip” sordo e profondo. Durò circa tre secondi e immediatamente dopo,
il corpo si ricompose davanti ai suoi occhi, ritornando quello di una “donna
normale”.
Cinde ebbe un attimo di esitazione. Fece un balzo
all’indietro e la donna, a quel puntò, si voltò a fissarla. Quindi le disse: -
cosa stai facendo? Torna a farmi il massaggio… E dimentica quello che hai
visto!
Cinde nonostante fosse sconvolta, cercò di
riprendere il suo lavoro, ma senza riuscirvi: a un certo puntò si fermò,
visibilmente a disagio. A quel punto la donna si alzò dal lettino, afferrò i
suoi abiti e si rivestì in rigoroso silenzio. Cinde balbettò qualcosa: disse
alla donna che voleva continuare il massaggio, ma lei scosse il capo e si avviò all’uscita, ma prima
prese dalla borsa il portafoglio e pagò la somma per l’intera seduta. Prima di andar
via, le ripeté di non menzionare nulla su ciò che era accaduto in quella
camera, poi uscì in strada e se ne andò.
La massaggiatrice si rivolse a Linda Howe che la
intervistò diverse volte. Secondo la conduttrice, quella donna era in realtà un
grigio camuffato da umano. L’idea era che quell’alieno assumesse la forma umana
per mezzo di un effetto olografico causato da quel dispositivo che sembrava un
cellulare e che per chissà quale motivo, per alcuni attimi, smise di funzionare
correttamente.
C’è da dire che molti altri ricercatori sostengono,
forse a ragione, che non solo siamo osservati e visitati da esseri provenienti
da altri mondi o da altre dimensioni, ma che alcune di queste entità si
mimetizzino in mezzo a noi.
La testimonianza di Cinde Shilf suggerisce che la
nostra percezione della realtà potrebbe essere modificata da esseri che vivono insieme
a noi, allo scopo di passare completamente inosservati.
Quello che stupisce, è se davvero gli alieni
possano avere la necessità di un massaggio…
La testimonianza di Cinde Shilf suggerisce che la nostra percezione della realtà potrebbe essere modificata da esseri che vivono insieme a noi, allo scopo di passare completamente inosservati.
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