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mercoledì 16 gennaio 2019

LAKENHEATH (INGHILTERRA) 13 AGOSTO 1956



Le basi militari USAF e RAF di Lakenheath e Bentwaters sono vicine. La prima è situata a circa 30 km nord-est di Cambridge, la seconda presso la costa a est di questa città. Degli oggetti aerei sconosciuti, rilevati dai radar delle basi nelle notti del 13 e 14 agosto 1956 furono, in seguito, giudicati “non identificati”. Gli “incidenti” cominciarono alla base di Bentwaters. Furono preceduti da insoliti rilevamenti dei radar di controllo ravvicinato, che non dettagliamo, tra le ore 21:00 e 22:00
Alle ore 22:55 il radar individuò un oggetto non identificato che si spostava da est a ovest passando sopra la base ad una velocità stimata tra i 3200 e i 6400 km/h. Non venne menzionato alcun bang supersonico. Il personale della torre di controllo di Bentwaters affermò di aver visto una luce brillante sorvolare il terreno da est a ovest “ad una velocità formidabile” e a circa 1200 metri d’altezza.
 




Nello stesso momento, il pilota militare di un aereo da trasporto C-47, che sorvolava Bentwaters alla stessa altitudine, dichiarò che una luce brillante era passata sotto il suo aereo da est a ovest ad una “velocità incredibile”. Le due osservazioni visuali furono confermate dal radar. L’operatore radar segnalò le osservazioni concordanti, radar e visuali, fatte a Bentwaters, al capo del servizio del centro di controllo radar del traffico di Lakenheath, un sottufficiale americano al quale dobbiamo un rapporto molto dettagliato. In seguito, nel 1968, fu redatto un altro rapporto, particolareggiato, indirizzato alla commissione Condon dallo stesso militare, ormai in pensione. Il rapporto é coerente e non contraddice, salvo in qualche punto di minore importanza, i documenti del dossier conservati dell’USAF. Tra questi documenti c’è il telex inviato all’equipe del Blue Book il giorno dell’incidente da Lakenheath ed il rapporto indirizzato a quest’equipe dal Capitano americano Holt, ufficiale dei servizi segreti a Bentwaters, due settimane più tardi.
Il capo del servizio di guardia della base di Lakenheath allertò i suoi operatori radar. Uno di loro visualizzò un oggetto stazionario a circa 40 km sud-ovest dalla base, quasi nell’asse della traiettoria dell’oggetto supersonico visto alle 22:55. I radaristi del centro di controllo del traffico aereo videro l’oggetto passare improvvisamente dall’immobilità a 600/950 km/h. Pertanto, il capo del servizio di guardia si sentì di avvertire immediatamente il comandante della base. L’oggetto cambiò direzione molte volte, descrivendo delle volute che andavano da 13 a a 30 km, separate da arresti bruschi intervallate da pause di 3 o 6 minuti. La velocità passava sempre e repentinamente da un valore nullo a un valore di circa 950 km/h. Le osservazioni visuali furono fatte da terra e confermarono l’incredibile velocità e le accelerazioni stupefacenti. Il telex inviato da Lakenheath conclude: “il fatto che le rapide accelerazioni e gli arresti bruschi siano osservati dal radar e visualmente da terra, danno al rapporto una sicura credibilità. Non crediamo che queste osservazioni possano avere una qualsiasi origine meteorologica o astronomica”.
 




Dopo circa 30-45 minuti, la RAF inviò un caccia notturno, un Venom biposto, all’inseguimento dell’oggetto. Il centro di controllo radar del traffico aereo di Lakenheath lo guidò verso il bersaglio, a 10 km ad est del centro. Il pilota inquadrò il bersaglio visualmente e sul radar, ma poi lo perse. Allora, il centro lo reindirizzò a 16 km ad est di Lakenheath. Il pilota inquadrò nuovamente il bersaglio e disse: “Ho le mitragliatrici puntate su di lui”. Poco dopo lo perse nuovamente. Ma gli operatori del centro radar continuarono a seguirlo, informando il pilota che l’oggetto aveva fatto un movimento rapido per piazzarsi in coda: ora era dietro al suo aereo e lo inseguiva a distanza ravvicinata. Il pilota confermò. Osservato dai radaristi, tentò, per circa 10 minuti, ogni sorta di manovra elusiva (salite a candela, picchiate, virate continue), ma non riuscì a sganciarsi dall’oggetto. l’UFO, intanto, lo seguiva, secondo i radar al suolo, a distanza ravvicinata. Infine, a corto di carburante, il caccia rientrò alla base. In questa fase, il pilota chiese ai radaristi se l’oggetto insisteva nel seguirlo. L’OVNI, effettivamente, lo seguiva a breve distanza, poi si fermò. Gli operatori radar videro ripartire l’oggetto in direzione nord a 950km/h e sparire alle “ore 03:30” fuori dalla portata dei radar. Un Venom inviato in sostituzione del primo dovette rientrare rapidamente alla sua base a causa di problemi meccanici, ancor prima di poter stabilire un contatto con l’UFO.In un articolo pubblicato sulla rivista “Astronautics and Aeronautics” si legge:
 
 
“Se si considera l’alta credibilità dell’informazione, la coerenza e la continuità dei rapporti, così come il loro alto grado di “stranezza”, questo caso di OVNI (Oggetto Volante Non Identificato) è certamente uno dei più inquietanti conosciuto fino ad ora”.

1 commento:

  1. Se si considera l’alta credibilità dell’informazione, la coerenza e la continuità dei rapporti, così come il loro alto grado di “stranezza”, questo caso di OVNI (Oggetto Volante Non Identificato) è certamente uno dei più inquietanti conosciuto fino ad ora

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